29 Giugno 2026

La celebrazione diocesana del malato

Si terrà sabato 22 maggio al Santuario della Madonna del Divino Amore la celebrazione diocesana del malato. «Vuole essere un segno di rinascita e di speranza in questo tempo segnato dalla pandemia di Covid-19, e anche un modo per ringraziare tutti coloro che sono stati e sono ogni giorno al servizio dei malati»: così il vescovo Paolo Ricciardi, delegato diocesano per Pastorale sanitaria, spiega il senso dell’iniziativa in programma per sabato prossimo. La diocesi di Roma non aveva infatti promosso nessuna speciale liturgia lo scorso 11 febbraio, Giornata mondiale del malato, a causa delle restrizioni imposte dalla situazione sanitaria; ma organizza ora una celebrazione dedicata in particolare ai malati, ai loro familiari, ai medici, agli infermieri, ai volontari ospedalieri.

Alle 9.30 ci sarà la recita del Rosario, durante il quale porterà la sua testimonianza di malattia e di fede la giornalista Rai Isabella Di Chio; quindi, alle 11, la Messa presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis, che potrà essere seguita in diretta streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma. Le iniziative sono organizzate dal Centro diocesano per la pastorale sanitaria con l’Opera romana pellegrinaggi e con l’Unitalsi, che come sempre provvederà ad accompagnare alcuni malati alla liturgia. Mentre l’associazione Fratres sarà presente con un’autoemoteca per quanti vorranno donare il sangue.

«Abbiamo scelto la data del 22 maggio – spiega il vescovo Ricciardi – in quanto è la vigilia di Pentecoste e rientra nella festa del santuario, perché il Divino Amore non è altro che lo Spirito Santo». Maggio è anche il mese mariano, dedicato in particolare quest’anno alla preghiera per la fine della pandemia, come voluto da Papa Francesco: per questo, al termine della celebrazione, ci sarà l’affidamento di tutti i malati alla Madonna del Divino Amore. La celebrazione avrà come filo conduttore il versetto 12 del Salmo 30: “Hai trasformato il mio lamento in danza”.

17 maggio 2021

La celebrazione di saluto per il cardinale De Donatis

Sabato 20 aprile alle ore 18, il cardinale Angelo De Donatis presiederà la celebrazione eucaristica delle ordinazioni sacerdotali, nella basilica di San Pietro. Durante quel momento celebrativo «ringrazieremo il Signore per il generoso servizio di don Angelo alla nostra diocesi come cardinale vicario». Ad annunciarlo è il Consiglio episcopale della diocesi, che scrive una lettera per l’occasione.

«Con la presente – si legge infatti –, invitiamo tutti i sacerdoti, i diaconi, le comunità parrocchiali e i laici impegnati a vario titolo in gruppi, movimenti, associazioni e altre realtà ecclesiali a partecipare alla Santa Messa. Desideriamo vivere un bel momento di chiesa sulla Tomba dell’Apostolo Pietro, rinnovare il nostro impegno nell’opera evangelizzatrice e affidare il delicato lavoro che attende Don Angelo al Materno aiuto della Vergine Santissima».

Coloro che già hanno ricevuto o riceveranno l’invito a partecipare all’ordinazione presbiterale da parte dei diaconi non hanno necessità di ulteriore biglietto. Tutti gli altri – preti, diaconi, religiose e religiosi e fedeli laici – che volessero partecipare possono ritirare il biglietto, fino ad esaurimento, presso la portineria del Vicariato da martedì 16 a venerdì 19 aprile, dalle ore 9 alle ore 18.

10 aprile 2024

La celebrazione di inizio Quaresima per i cappellani ospedalieri

Domani, 18 febbraio 2021, alle ore 10 presso la chiesa Gesù Maestro, in via Portuense 739, presso le Suore Pie Discepole del Divin Maestro, avrà luogo la liturgia penitenziale dei cappellani ospedalieri presieduta da monsignor Paolo Ricciardi, vescovo delegato per la Pastorale Sanitaria per la Diocesi di Roma, appuntamento significativo che segna l’inizio del tempo di Quaresima.

17 febbraio 2021

La Cattedra di Pietro e la sapienza del Bernini

La festa della Cattedra di Pietro, già presente nella Chiesa fin dal III secolo, e fissata definitivamente al 22 febbraio da Papa Giovanni XXIII, ricorda l’autorità che Gesù ha affidato a Simone, il pescatore di Galilea, di accompagnare e custodire, quale suo vicario, il popolo di Dio verso la Salvezza.

Ancora una volta Roma, nella stupenda basilica di San Pietro, ha il privilegio di custodire una storia straordinaria che ha fatto sì che fosse proprio il Mons Vaticanus la sede definitiva del pontefice romano. È qui, infatti, nell’allora Circo di Nerone, che nell’anno 64 d. C. Pietro confessò la sua fede nel Maestro fino alla morte di Croce. Ancora oggi, da questo stesso luogo, il Papa, suo successore, continua la missione di pascere il gregge in forza dell’autorità conferitagli da Cristo: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (Mt 16,18-19).

Questo speciale mandato petrino è sublimemente riassunto da Gian Lorenzo Bernini nella magnifica Cattedra di San Pietro realizzata nell’abside della basilica vaticana nel 1666 e commissionata da Papa Alessandro VII. L’opera bronzea era destinata a contenere la cattedra lignea di Pietro della quale però, solo parte, rimonta effettivamente ai tempi dell’apostolo. La cattedra berniniana in bronzo dorato, alta 7 metri, e sormontata da due putti con in mano le insegne papali, racchiude in sé tutta l’importanza del primato dell’apostolo, come successore di Cristo e guida della Chiesa pellegrina sulla terra. Pertanto, il grande bassorilievo dorato realizzato sullo schienale della cattedra da Giovanni Paolo Schor su disegni del Bernini, vede la scena del Pasce oves meas, Pasci le mie pecorelle, e ai lati del sedile quelle della Lavanda dei piedi e della Consegna delle chiavi.

Tutto ruota intorno alla speciale missione di Pietro il quale però, nella missione di confermare i fratelli nella fede, è sostenuto dai vescovi in comunione con lui. Infatti, anche se qui la cattedra si slancia verso l’alto, rimane tuttavia unita a quattro statue di bronzo che rappresentano i padri della Chiesa d’Oriente, Sant’Atanasio e San Giovanni Crisostomo e quelli della Chiesa d’Occidente, Sant’Ambrogio e Sant’Agostino. Essi difesero con amore appassionato le verità di fede dalle eresie e costantemente i loro scritti ed omelie sono di chiara guida e riferimento per custodire intatto il deposito della fede.

È questa una cattedra tuttavia, che la sapienza artistica del Bernini pone in ascesa verso una dorata gloria sovrastante dove, circondato da angeli, nuvole e raggi, si staglia la vetrata con lo Spirito Santo dalla quale entra la luce che accende tutta l’opera. Questo protendimento della cattedra verso lo Spirito Santo che la sormonta, è una parafrasi della Chiesa in cammino verso il Regno dei Cieli sotto la guida e l’ispirazione del Paraclito. È un movimento di ascesa della Chiesa che, di continuo chiede l’assistenza e la guida dello Spirito Santo, e di discesa di esso per guidarla e condurla. È in questo incontro tra la povertà umana, come fu quella di Pietro, e la potenza di Dio che si compie ogni giorno la missione della Chiesa di condurre il gregge nell’ovile santo del Cielo.

A cura delle Missionarie della Divina Rivelazione

22 febbraio 2019

La Carovana della pace in formato “talk”

Si rinnova il consueto appuntamento con i ragazzi dell’Acr di Roma a conclusione del mese della pace: anche quest’anno la carovana della pace si svolgerà in modalità telematica, al fine di garantire il rispetto delle norme sanitarie e la sicurezza di chi vorrà partecipare. Domenica 30 gennaio andrà infatti in onda sulle piattaforme social dell’associazione laicale uno speciale “talk show” che culminerà con la lettura da parte di due ragazzi dell’Acr del consueto messaggio di pace a Papa Francesco e alla città di Roma, e con la preghiera dell’Angelus insieme al Santo Padre.

«Dopo il Tg della Pace dello scorso anno – spiegano i responsabili diocesani dell’Acr Marilena Pintagro e Antonio Culla –, abbiamo scelto la modalità del talk show come mezzo per osservare e riflettere sulla realtà che ci circonda. In quest’anno che viviamo accompagnati dal brano del Vangelo di Luca in cui gli occhi di tutti sono fissi su Gesù che insegna in Sinagoga (Luca 4,14-21), anche i ragazzi sono invitati a mantenere lo sguardo fisso su di Lui. Nella sartoria – ambientazione dell’iniziativa annuale Acr di quest’anno – abbiamo imparato ad allenare il nostro sguardo e così vogliamo osservare la realtà per capire come è possibile ricucire la pace nella nostra città e nel mondo intero».

Alla carovana sono abbinate, infatti, due iniziative di solidarietà sotto il nome di “Ricuciamo la Pace!”. La prima si propone di sostenere l’Associazione Bambino Gesù del Cairo Onlus nella costruzione dell’Oasi della Pietà, una casa di accoglienza per bambini e ragazzi. La seconda è invece un progetto della Caritas diocesana che aiuta giovani e adolescenti attraverso un laboratorio di serigrafia su tessuti.

Legate al tema della sartoria anche le “toppe di pace”, disponibili già in questi giorni sui social dell’Acr, con proposte di impegni e spunti di riflessione da condividere con i ragazzi, affinché l’impegno di missionarietà dei più piccoli si renda concreto anche nel quotidiano.

«Per il secondo anno consecutivo ci ritroviamo a vivere il mese della pace in un tempo difficile e complesso – concludono Pintagro e Culla – ma proprio per questo non abbiamo voluto rinunciare all’opportunità di dare un forte segnale di speranza ai ragazzi, ma soprattutto dai ragazzi alla nostra città… come facciamo da 43 anni con la carovana della pace!»

24 gennaio 2022

La Caritas invita a donare coperte per i senza dimora

Servono coperte per chi vive per strada. Lancia l’appello la Caritas di Roma, ricordando come con l’approssimarsi dell’inverno e del freddo, le persone senza dimora rischino la vita. Il Servizio Notturno Itinerante della Caritas di Roma , infatti, esce ogni sera in tutta la città per incontrare, ascoltare e aiutare chi vive in strada in situazioni di particolare fragilità. Si tratta di una rete di aiuto alle persone senza dimora che coinvolge le parrocchie nei loro territori a cui si affianca un’equipe di operatori professionali che mette a disposizione la sua esperienza per sostenere gruppi che vogliano iniziare a realizzare questo tipo di uscite nel proprio quartiere.

Si può scrivere all’indirizzo servizioitinerante@caritasroma.it o chiamare il numero 366.6349003 per segnalare situazioni di fragilità, per dialogare sui percorsi che si intende intraprendere o anche per uscire come volontari con gruppi già costituiti. Per far fronte alle maggiori richieste che giungeranno nei prossimi mesi, la Caritas invita tutti i romani alla donazione di coperte. È un gesto semplice ma può salvare una vita. Il punto di raccolta unico per tutta la città è l’Ostello “Don Luigi Di Liegro” in via Marsala, 109, aperto tutti i giorni 24 ore su 24.

12 dicembre 2022

La Caritas in aiuto di chi non riesce a fare la spesa

“Carrello sospeso” in collaborazione con i supermercati Emmepiù e una raccolta fondi ad hoc per le famiglie che non riescono ad acquistare generi alimentari: sono le due iniziative messe in campo dalla Caritas diocesana di Roma per aiutare chi, in questo periodo di emergenza sanitaria ma per tanti anche lavorativa, non ha abbastanza soldi per fare la spesa.

La prima, come detto, si chiama “Carrello sospeso”: in tutti i punti vendita Emmepiù è possibile donare beni alimentari e prodotti per l’igiene negli appositi contenitori. Le merci verranno ritirate dalla Caritas che provvederà a distribuirle ai vari Centri di ascolto delle parrocchie romane dove verranno poi donati alle famiglie in difficoltà. I prodotti richiesti sono sempre quelli a lunga conservazione, come pasta, riso, legumi secchi o in scatola, passata di pomodoro, olio, marmellata, ma anche prodotti per l’infanzia come pannolini e omogenizzati.

Per quanti non hanno supermercati Emmepiù nelle vicinanze di casa o preferiscono comunque fare una donazione on line, è pensata la “Spesa solidale” per le famiglie in difficoltà. Quanti volessero contribuire, possono fare un bonifico intestato a Caritas Roma onlus; iban IT 50 F 07601 03200 001021945793; causale “Covid-19 spesa alimentare”. Le donazioni sono detraibili fiscalmente. «Per l’emissione della ricevuta – ricordano dalla Caritas – ti chiediamo di inviarci la minuta della transazione ed i tuoi dati anagrafici, compreso il codice fiscale, all’indirizzo email donazioni@caritasroma.it, telefono 06.88815120».

«Le famiglie bisognose – sottolineano dall’organismo diocesano – potranno ricevere gratuitamente le “spese solidali” attraverso l’Emporio della Solidarietà e le parrocchie che già ora sono attivi per la distribuzione viveri, presso le loro sedi o a domicilio per le categorie più fragili, in stato di indigenza e/o di solitudine».

6 marzo 2020

La Caritas impegnata in “Termini sociali”, laboratorio di solidarietà

Fino a giovedì 17 ottobre, in occasione della Giornata mondiale della lotta alla povertà, via Marsala, la strada dell’accoglienza nei pressi della Stazione Termini , aprirà ancora una volta le sue porte proponendo la seconda edizione di Termini Sociali. La manifestazione fa incontrare il sociale di Roma con esperti, cittadini ed istituzioni intorno ai temi del disagio e della povertà nella Capitale. E lo farà assieme al cuore di via Marsala, le persone senza dimora, ospiti del centro polivalente Binario 95 e dell’Ostello Don Luigi Di Liegro, e i pazienti del Poliambulatorio Caritas. Lectio magistralis, tavole rotonde, arte e cultura per confrontarsi, condividere momenti e riflettere su tematiche relative alle marginalità, alla povertà e all’inclusione sociale.

«Con questa iniziativa – spiegano dalla Caritas diocesana –, il cui titolo gioca sull’ambivalenza della parola “Termini”, intesa come nome della stazione e “parole” del sociale che durante la tre giorni verranno discusse, vogliamo mostrare come questo luogo, assieme alle realtà del terzo settore che vi operano, rappresenti una vera e propria officina di innovazione sociale, che non nega l’esistenza dei problemi, anzi, ne declina tutti gli aspetti, nella speranza che la maggiore conoscenza del fenomeno, l’assunzione di consapevolezza da parte di tutti quelli che possono intervenire e il dialogo, possano contribuire a migliorare i servizi e l’accoglienza nella nostra città ed a mitigare il clima di ostilità che sempre più si respira nei confronti degli individui, anziché verso le cause della loro condizione».

16 ottobre 2019

La Caritas di Roma presenta il Rapporto “Accogliere è già curare”

In vent’anni di attività 531 persone provenienti da 61 Paesi hanno varcato la soglia di Ferite Invisibili, il servizio della Caritas di Roma dedicato alla cura dei migranti sopravvissuti a tortura, violenze intenzionali e traumi estremi. Sono giovani – l’età media è di 26 anni – spesso senza famiglia, arrivati dopo percorsi segnati da persecuzioni, guerre, detenzione, sfruttamento. Tra loro ci sono anche 157 minori, molti dei quali non accompagnati, che portano ferite profonde e silenziose.

All’attività di questo servizio – un progetto promosso dalla Caritas di Roma nel 2005 e riconosciuto dall’Ufficio delle Nazioni Unite dell’Alto Commissario per i Diritti Umani all’interno della rete sovranazionale di sostegno e cura alle vittime di tortura – è dedicato il nuovo numero di Sguardi, il Quaderno di approfondimento che porta il titolo “Accogliere è già curare”. Il Rapporto è stato presentato oggi, 5 dicembre, nel corso della giornata di studi “Quando le ferite sono invisibili. Corso base sul riconoscimento dei segnali di vulnerabilità delle vittime di violenza”, ospitata dal Polo della carità “Don Pino Pugliesi” al Tiburtino III, che ha visto la partecipazione di 70 operatori sociali.

La pubblicazione nasce come percorso di formazione condivisa dell’équipe multidisciplinare di Ferite Invisibili – psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, mediatori linguistico-culturali, operatori sociali – e riflette sulla complessità del prendersi cura di persone la cui sofferenza non è sempre visibile ma incide in profondità sulla vita presente e sul futuro. Il Quaderno affronta temi centrali come il valore terapeutico dell’accoglienza, la qualità della relazione con le vittime di traumi, il ruolo delle somatizzazioni come linguaggio del dolore, il trauma transgenerazionale che coinvolge minori e famiglie immigrate e l’importanza del “progetto di vita” come parte integrante del percorso di guarigione.

La maggior parte dei pazienti giunti a Ferite invisibili sono richiedenti protezione internazionale (44,3%), mentre il 26,8% si è rivolto al Servizio dopo averla ottenuta (tra cui 11,7% di pazienti rifugiati e 6,3% con protezione sussidiaria). Il 16,3% dei pazienti non aveva alcuna scolarizzazione e, al momento della prima visita, il 17,1% non parlava italiano, il 56,8% lo parlava in modo insufficiente, il 23,0% in modo sufficiente e il 3,3% molto bene. Al netto di un 26,8% di casi in cui una diagnosi formale non era registrata in cartella clinica, quella di gran lunga prevalente è stata il disturbo da stress post-traumatico (79,7%), seguita da quella di depressione (10,4%).

Complessivamente sono stati effettuati 6.877 colloqui psicoterapeutici con una media di quasi 13 sedute a paziente, a sottolineare la complessità e la delicatezza dell’approccio terapeutico. Nel 28,3% dei casi è stato anche ritenuto utile affiancare lo psichiatra per una terapia farmacologica. Nel 71,8% dei casi si è fatto ricorso alla mediazione linguistico-culturale. Infine, sono state rilasciate 234 certificazioni dello stato di salute psicofisica attestanti le violenze subite, nella maggior parte dei casi utilizzate dai richiedenti protezione internazionale a sostegno e dimostrazione del loro diritto alla protezione.

Il Quaderno racconta la storia del Servizio e la sua evoluzione, a partire dalla conferenza internazionale “One Billion” promossa dalla Caritas di Roma nel 2024 con i Ministri della Salute dei paesi in guerra, fino al riconoscimento nella rete Onu per il sostegno alle vittime di tortura. Ripercorre l’intuizione clinica, culturale e pastorale che ha portato a creare un luogo dove la cura che va oltre la psicoterapia, ma passa attraverso un ambiente capace di far sentire al sicuro: una porta sempre aperta, un campanello con il disegno di una foglia, simbolo del servizio, un tè caldo offerto con semplicità, il tempo necessario per costruire fiducia.

Il Quaderno Sguardi n. 6/2025 è disponibile sul sito caritasroma.it/

5 dicembre 2025

La Caritas di Roma cerca nuovi volontari

Foto di Cristian Gennari

Sono aperte le iscrizioni al Corso base di formazione al volontariato promosso dalla Caritas di Roma. L’iniziativa, che prevede nove incontri strutturati in moduli base e in approfondimenti, inizierà il 18 ottobre per concludersi il 26 novembre. La formazione è indirizzata non solo a quanti desiderano impegnarsi nei centri Caritas, ma anche a coloro interessati ad approfondire le tematiche e gli aspetti del volontariato.

Gli incontri saranno tenuti da operatori e animatori della Caritas e si svolgeranno in orari diversi (mattina, pomeriggio, sera) per favorire il più possibile la partecipazione. Chi lo desidera, al termine del corso, potrà operare come volontario nelle 52 opere-segno promosse dalla Diocesi di Roma in attività a favore dei senza dimora, dell’integrazione dei cittadini immigrati, nella promozione della solidarietà al fianco dei giovani in difficoltà, delle famiglie, degli anziani soli.

A partire dal 2017 – con la sospensione di oltre un anno a causa della pandemia – sono state 1.618 le persone che hanno frequentato i corsi: per due terzi sono donne, la metà è laureata (48%) e il 15% sono di origine straniera. Oltre la metà (53%) ha un’età compresa tra i 36 e i 65 anni, mentre gli anziani sono il 16%. Il 56% dei volontari è impegnata nel mondo del lavoro o nello studio, il 18% sono pensionati mentre il 14% sono casalinghe. Il 78,7% dichiara che in questa esperienza trova la chiave di lettura per interpretare le proprie difficoltà, per ridimensionarle, per leggerle in una luce più equilibrata. Quasi tutti sentono che il servizio verso chi soffre li ha aiutati ad avere maggiore consapevolezza rispetto al territorio e alle sue problematiche (89,3%). L’87,4% afferma che l’esperienza di volontariato in Caritas l’ha aiutato a capire meglio le fragilità della città.

Per iscrizioni – fino al 15 ottobre – rivolgersi all’Area educazione, volontariato e cittadinanza attiva, telefono 06.88815150, dal lunedì al venerdì ore 9-16, e-mail: volontariato@caritasroma.it.
Per partecipare ai corsi è necessario esibire la “certificazione verde Covid-19”. Il programma completo è disponibile su http://www.caritasroma.it/

22 settembre 2021

La Caritas attiva il piano freddo diocesano

Da lunedì 17 dicembre la Caritas di Roma attiverà il Piano freddo diocesano in collaborazione con le parrocchie. Attività di accoglienza straordinaria, formazione per i volontari, sensibilizzazione della cittadinanza e una campagna di comunicazione che avrà per tema «Come in cielo, così in strada» che si svilupperà fino ad aprile 2019.

Il Piano freddo prevede l’attivazione di 140 posti di accoglienza straordinaria per i senza dimora che si aggiungono ai 600 posti che la Caritas offre durante tutto l’anno in collaborazione con Roma Capitale. Alla Cittadella della Carità “Santa Giacinta” di Ponte Casilino sarà aperto un centro di emergenza con 74 posti letto.

Saranno sette le comunità parrocchiali che metteranno a disposizione 66 posti per l’ospitalità (San Giulio, San Giustino, Sant’Agapito, San Giovanni Battista De Rossi, Santa Maria Addolorata, San Giuseppe al Trionfale, Ognissanti). Altre dieci parrocchie saranno attive con gruppi di volontari a sostegno di centri di accoglienza (San Giovanni Maria Vianney, San Barnaba, Santissimo Sacramento a Tor de Schiavi, San Ponziano, Sacri Cuori di Gesù e Maria, Santa Maria Regina Pacis a Monteverde, Santi Marcellino e Pietro a Duas Lauros, San Luca Evangelista, San Stanislao, Sant’Ippolito). Nelle prossime settimane, dopo il periodo delle feste, altre comunità aderiranno al Piano freddo.

Verrà inoltre intensificato il Servizio Notturno Itinerante con diverse équipe di operatori e volontari che, a partire dalle ore 20, ogni sera andranno a presidiare le zone in cui i senza dimora rischiano di rimanere isolati ed emarginati.

La Caritas attiva inoltre un centralino telefonico al numero 06.88815201 e la casella email servizioitinerante@caritasroma.it a disposizione di chiunque intenda segnalare situazioni di particolare disagio e grave emarginazione su cui intervenire.
Sempre per far fronte alle maggiori richieste che giungeranno nei prossimi mesi, la Caritas invita tutti i romani alla donazione di coperte e sacchi a pelo da distribuire alle persone in difficoltà. La raccolta avverrà presso l’ostello Don “Luigi Di Liegro” (via Marsala, 109), alla Cittadella della Carità “Santa Giacinta” (via Casilina vecchia, 19), al Centro di Accoglienza “Gabriele Castiglion” di Ostia (Lungomare Toascanelli, 176).

L’attività di accoglienza sarà affiancata da una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi che ha per tema «Come in cielo così in terra» che si svilupperà sui social network, con eventi culturali e con percorsi di formazione per i volontari. Domenica 16 dicembre, terza del tempo di Avvento, nelle chiese di Roma di celebrerà la Giornata della carità. La colletta delle Messe contribuirà a sostenere le iniziative del Piano Freddo.

«Nel cammino di Avvento e nel tempo di Natale invitiamo le comunità a compiere il cammino della strada perché si tratta di un luogo di evangelizzazione in cui è possibile incontrare Cristo. I Vangeli ci raccontano infatti che Gesù è sulla strada che si manifesta, qui incontra i poveri, compie i miracoli, che chiama a sé gli apostoli e in cui ambienta molte delle parabole. La strada è allora un ambiente privilegiato in cui indirizzare la pastorale delle nostre comunità. Varcare l’uscio delle nostre chiese, degli oratori e delle sale parrocchiali vuol dire però incontrare un’umanità sofferente». Così don Benoni Ambarus, direttore della Caritas di Roma, presenta il Piano Freddo.

«Roma – spiega il direttore – è una città dove aumentano le disuguaglianze, in cui la società si sta disgregando e non trova valori da condividere e nella quale la politica allontana sempre più i cittadini dalle istituzioni. Una comunità in cui aumentano le paure, l’indifferenza e l’individualismo ma dove non mancano anche significative esperienze di rinascita frutto soprattutto del mondo del volontariato. Sono 14mila le persone che vivono al limite della dignità umana, 8 mila quelle che trovano riparo in baracche, anfratti, sottopassaggi, sui marciapiedi, nelle piazze, nei parchi pubblici. Manca una progettazione sociale che parta dagli ultimi, da coloro che hanno più bisogno, da chi ogni giorno incontriamo in strada e che non siamo capaci di vedere. La comunità cristiana è chiamata a essere segno attraverso un’opera di testimonianza».

14 dicembre 2018

La Caritas aderisce alla “Tavolata senza muri”

La Caritas di Roma aderisce alla “Tavolata italiana senza muri”. Una manifestazione, spiegano gli organizzatori, «per dimostrare il proprio impegno a favore del dialogo e della solidarietà con chi ha di meno e con chi cerca lontano dalla sua patria una possibilità di vita migliore». Questo l’obiettivo dell’iniziativa, che si svolgerà il prossimo 15 giugno in tutta Italia e, a Roma, in via della Conciliazione.

L’iniziativa è promossa da Focsiv, d’intesa con Masci (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) e Municipio I Centro Storico, la Caritas di Roma e oltre 30 associazioni nazionali.

5 giugno 2019

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