8 Maggio 2026

Le message vidéo du Pape François : un événement diffusé et multicentrique. Présentation du logo officiel

C’est le Pape François lui-même qui présente la dixième Rencontre Mondiale des Familles, qui se tiendra du 22 au 26 juin 2022. Il le fait avec un message vidéo, publié aujourd’hui et disponible sur Vatican News et dans la chaîne Youtube du diocèse de Rome. Et le logo de l’événement, promu par le Dicastère pour les Laïcs, la Famille et la Vie et organisé par le diocèse de Rome, est également arrivé. La vidéo animée du logo est disponible dans la chaîne Youtube du diocèse de Rome.

La Rencontre, initialement prévue en 2021, se tiendra du 22 au 26 juin 2022, dans une période d’espoir et de renaissance. L’événement, comme l’a également souligné le Saint-Père, se déroulera sous une forme inédite et multicentrique, avec des initiatives locales dans les diocèses du monde entier, similaires à celles qui auront lieu simultanément à Rome. Si Rome restera en effet le lieu désigné, chaque diocèse pourra être le centre d’une Rencontre locale pour ses propres familles et communautés. Il s’agit de permettre à chacun de se sentir protagoniste à un moment où il est encore difficile de voyager à cause de la pandémie.

L’amour familial : vocation et chemin de sainteté est le thème de la X Rencontre Mondiale, qui se déroulera donc en deux modalités parallèles :
1. Rome restera le lieu principal, où se tiendront le Festival des Familles et le Congrès théologique et pastoral, tous deux dans la salle Paul VI, et la Sainte Messe sur la place Saint-Pierre. Les délégués des Conférences épiscopales et des mouvements internationaux impliqués dans la pastorale familiale y participeront en particulier.
2. En même temps, dans les différents diocèses, les évêques pourront agir au niveau local, pour planifier des initiatives similaires, en partant du thème de la Rencontre et en utilisant les symboles que le diocèse de Rome est en train de préparer (logo, prière, hymne et image).

« Au fil des ans – a souligné le cardinal Kevin Farrell, Préfet du Dicastère pour les Laïcs, la Famille et la Vie, cet important rendez-vous ecclésial a vu une participation toujours plus grande des familles. Les milliers de personnes qui ont participé aux dernières éditions, avec la richesse de leurs langues, de leurs cultures et de leurs expériences, ont été un signe éloquent de la beauté de la famille pour l’Église et pour toute l’humanité. Nous devons continuer sur cette voie, en cherchant à impliquer un plus grand nombre de familles dans cette belle initiative ».

« Il s’agit de saisir une occasion précieuse et unique, celle de relancer la pastorale familiale avec un élan missionnaire et une créativité renouvelés, en partant des indications que nous a données le Saint-Père dans l’exhortation Amoris Laetitia, c’est-à-dire en impliquant ensemble les époux, les familles et les prêtres », a commenté le cardinal vicaire Angelo De Donatis.

2 juillet 2021

Le meditazioni della Via Crucis del Papa affidate anche alla parrocchia dei Santi Martiri dell’Uganda

La parrocchia dei Santi Martiri dell'Uganda (foto Cristian Gennari)

Papa Francesco ha affidato quest’anno la preparazione delle meditazioni per la Via Crucis del Venerdì Santo al Gruppo Scout Agesci “Foligno I” (Umbria) e alla parrocchia romana Santi Martiri dell’Uganda.

Il parroco della chiesa dei Santi Martiri dell’Uganda, nel quartiere Ardeatino, è don Luigi D’Errico, referente diocesano della pastorale per le persone con disabilità. La realtà parrocchiale dei Santi Martiri dell’Uganda, dove da tempo è stata avviata un’esperienza di catechesi per e con le persone disabili, ha diverse espressioni di prossimità, tra cui le case famiglia “Rifugio per Agar”, dedicata a donne e bambini vittime di maltrattamenti; e la “Casa Betlemme”, per accogliere famiglie senza fissa dimora, in collaborazione con le otto parrocchie della XXII prefettura della diocesi di Roma.

In questa realtà di solidarietà, circa 500 bambini e ragazzi del catechismo per la prima comunione e per la cresima hanno contribuito a dare forma alle meditazioni, anche con incontri a distanza, quando le raccomandazioni sanitarie per la pandemia non hanno permesso di ritrovarsi in parrocchia.

La Casa Famiglia “Mater Divini Amoris” è gestita a Roma dalla Congregazione delle Figlie della Madonna del Divino Amore. Nel solco dell’esempio del proprio fondatore, don Umberto Terenzi, le Figlie della Madonna del Divino Amore accolgono i minori ospiti con lo spirito dell’apostolato mariano. Al momento, la struttura accoglie 8 bambini, tra i 3 e gli 8 anni.

Il Tetto Casal Fattoria opera a Roma dal 1984 per contrastare il disagio di bambini e giovani. Nato come associazione di volontariato, dal 2019 è una cooperativa sociale. Le attività di accoglienza sono strutturate e arricchite con progetti di assistenza, sostegno, formazione professionale e culturale, con l’obiettivo di accompagnare i bambini e i ragazzi nella crescita e nella costruzione di un progetto di vita.

24 marzo 2021

Le liturgie con l’arcivescovo De Donatis nel periodo natalizio

Durante le festività natalizie saranno diverse le celebrazioni eucaristiche con l’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario generale del Santo Padre per la diocesi di Roma.

Si inizierà domenica 24 dicembre alle 17, nell’Ostello “Don Luigi Di Liegro” in via Marsala 109, con la tradizionale liturgia eucaristica di Natale insieme gli ospiti, ai volontari e agli operatori della Caritas diocesana di Roma. Alla Messa parteciperanno anche i rappresentanti delle amministrazioni e delle istituzioni civili. Sempre il 24, alle ore 24, nella basilica di San Giovanni in Laterano, monsignor De Donatis presiederà la Messa della Notte di Natale.

Lunedì 25 dicembre, solennità del Natale del Signore, alle 11 celebrerà la liturgia eucaristica nella Chiesa del Gesù: la Messa sarà trasmessa in diretta su Rai Uno.
Il 31 dicembre alle 17 sarà nella basilica vaticana per partecipare ai primi Vespri della solennità di Maria Santissima Madre di Dio e al canto del “Te Deum” presieduti da Papa Francesco.

Lunedì 1° gennaio 2018, solennità di Maria Santissima Madre di Dio, alle ore 10 celebrerà la Messa nella basilica di San Giovanni in Laterano che di nuovo ospiterà la liturgia per l’Epifania del Signore, sabato 6 gennaio sempre alle ore 10.

Le intelligenze artificiali: incontro per i sacerdoti con padre Paolo Benanti

«L’intelligenza artificiale deve essere intesa come una galassia di realtà diverse e non possiamo presumere a priori che il suo sviluppo apporti un contributo benefico al futuro dell’umanità e alla pace tra i popoli. Tale risultato positivo sarà possibile solo se ci dimostreremo capaci di agire in modo responsabile e di rispettare valori umani fondamentali come l’inclusione, la trasparenza, la sicurezza, l’equità, la riservatezza e l’affidabilità» (dal Messaggio di Papa Francesco per la LVII Giornata Mondiale della Pace – Gennaio 2024).

Per approfondire questo tema e raccogliere l’invito del loro Vescovo, i sacerdoti e i diaconi della diocesi di Roma si troveranno nell’Aula Magna della Pontificia Università Lateranense martedì 23 aprile 2024 alle 10 in dialogo con padre Paolo Benanti, docente di teologia morale speciale presso la Pontificia Università Gregoriana; membro della Pontificia Accademia per la Vita, con mandato per il mondo dell’intelligenza artificiale; nominato dal governo italiano tra gli esperti che hanno il compito di elaborare la strategia nazionale sull’intelligenza artificiale e dal Segretario generale delle Nazioni Unite, nominato membro dello «High-Level Advisory Body on Artificial Intelligence» dell’Onu.

09 aprile 2024

Le iniziative per la Giornata Mondiale del Malato

In occasione della XXXIV Giornata Mondiale del Malato, che cade ogni anno l’11 febbraio insieme alle celebrazioni in memoria della Beata Vergine di Lourdes, l’ufficio per la Pastorale della salute del vicariato di Roma ha organizzato tre iniziative pensate per accompagnare, sostenere e sensibilizzare le comunità sul valore della cura e della vicinanza ai sofferenti.

Si parte martedì 10 febbraio con il convegno “Fragilità, solitudini e disuguaglianze: nuove sfide ai servizi sanitari” organizzato in collaborazione con Asl Roma 2 e Regione Lazio, che si svolgerà nella Sala Montalcini dell’Ospedale Sant’Eugenio. I lavori si apriranno alle ore 10 con l’intervento del vescovo Renato Tarantelli Baccari, vicegerente della diocesi di Roma e delegato per la Pastorale della Salute della Conferenza episcopale laziale, seguito dalle riflessioni dei rappresentanti delle istituzioni sanitarie e civili: Francesco Amato, direttore generale della Asl Roma 2; Marco Mattei, capo di gabinetto del ministero della Salute; Andrea Piccioli, direttore generale dell’Istituto superiore di sanità; Antonio Magi, presidente dell’Ordine provinciale dei medici.

Alle 10.30 si potrà ascoltare la lectio magistralis, sul tema “Compassione ed etica della cura: fondamento della sanità pubblica”, affidata alle parole di monsignor Andrea Manto, vicario episcopale per la Pastorale della Salute. A seguire, prenderà il via una tavola rotonda dedicata a “Giustizia, equità ed umanizzazione nei servizi sanitari complessi: dall’eccellenza clinica alla responsabilità pubblica”. Moderata dalla giornalista Maria Emilia Bonaccorso, capo servizio salute, ambiente e scienza dell’Ansa, vedrà gli interventi di Giovanni Leonardi del ministero della Salute e Antonella Polimeni, rettrice dell’Università La Sapienza, Rocco Bellantone, presidente dell’Istituto superiore di sanità, Andrea Urbani, direttore regionale Salute e integrazione socio-sanitaria, Americo Cicchetti, commissario straordinario di Agenas. A concludere i lavori sarà l’intervento di Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio.

L’ingresso è su invito, gli interessati possono contattare l’indirizzo e-mail: segreteria.sanitaria@diocesidiroma.it.

Mercoledì 11 febbraio, data della XXXIV Giornata Mondiale del Malato, verrà celebrata alle ore 16 la Santa Messa presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina nella la parrocchia di Nostra Signora di Lourdes (via Andrea Mantegna 147)

Il giorno successivo, il 12 febbraio, si svolgerà infine un incontro di approfondimento sul tema della salute mentale a partire dal libro “Lunatica. Storia di una mente bipolare” di Alessandra Arachi, giornalista del Corriere della sera, promosso insieme alla Facoltà di medicina e psicologia de La Sapienza all’Azienda ospedaliera Sant’Andrea, alle ore 11 nell’aula 1 del Building Didattico in Via Giorgio N. Papanicolau (angolo Via di Grottarossa 1035).

Interverranno, Tiziana Pascucci, preside della Facoltà, e Francesca Milito, direttore generale del Sant’Andrea. Moderato da monsignor Andrea Manto, l’incontro includerà l’intervento di Maurizio Pompili, direttore Uoc di psichiatria del Sant’Andrea sul tema “Dolore mentale e rischio suicidio: dalla diagnosi psichiatrica alla comprensione dell’individuo”. Concluderà la mattinata la testimonianza dell’autrice, offrendo uno spunto diretto di riflessione sulla complessità dell’esperienza bipolare.

          

6 febbraio 2026

Le iniziative per i santi Pietro e Paolo

Si avvicina la festa dei santi Pietro e Paolo. Per l’occasione, per il terzo anno consecutivo, i due vicari del Papa, per la diocesi di Roma e per la Città del Vaticano, i cardinali Baldo Reina e Mauro Gambetti, invitano a «riflettere sulla memoria viva dei fondatori della nostra Chiesa». Per «celebrare degnamente la solennità dei santi patroni», scrivono i due porporati in una lettera congiunta, esortano tutti i fedeli a partecipare ad alcuni appuntamenti.

Innanzitutto, la veglia di preghiera, che si terrà presso la basilica di San Pietro il 28 giugno alle ore 21. Il giorno seguente, 29 giugno, poi, torna «la bella iniziativa “Quo Vadis” – ricordano i due cardinali –, il “cammino-evento” urbano, che si snoda sulla “Via di Pietro” e sulla “Via di Paolo”». Illustra nel dettaglio la proposta il sito sanpietroquovadis.it

Infine, uno spettacolo di Michele La Ginestra “Pietro e Paolo a Roma”, in scena al Teatro Sistina nei giorni che vanno dal 24 al 29 giugno: «Un’occasione per ripercorrere la vicenda dei nostri patroni – si legge nella lettera –, raccontata con sano humor e toccante coinvolgimento». Per le comunità è previsto uno sconto sul prezzo del biglietto del 25% a persona o, per i gruppi, agevolazioni ancora maggiori. Per saperne di più: promozione@teatro7.it e 375.6821409.

3 giugno 2025

Le iniziative in diocesi per la Giornata mondiale dei poveri

“Questo povero grida e il Signore lo ascolta” è il tema scelto per la Giornata mondiale dei poveri, che si celebra domenica 18 novembre. Un’iniziativa voluta da Papa Francesco a conclusione del Giubileo della Misericordia, affinché tutta la comunità cristiana fosse chiamata a tendere la propria mano ai poveri, ai deboli, agli uomini e alle donne cui viene calpestata la dignità.

Numerosi gli appuntamenti in programma per celebrare la Giornata. Si comincia già la vigilia, sabato 17 novembre, alle ore 20, con la Veglia di preghiera per il mondo del volontariato nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura, organizzata dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. Ad animare la liturgia saranno parrocchie, associazioni e movimenti ecclesiali della diocesi di Roma.

Domenica 18 novembre, alle ore 10, ci sarà la celebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre nella basilica di San Pietro, alla quale seguirà l’Angelus. Alla Messa parteciperanno più di 4.000 tra bisognosi, persone meno abbienti e poveri accompagnati dal personale delle associazioni di volontariato provenienti non solo da Roma e dal Lazio, ma anche da diverse diocesi del mondo. Al termine 1.500 di loro, come avvenne già lo scorso anno, saranno ospitati in Aula Paolo VI, per prendere parte ad un pranzo festivo insieme a Papa Francesco.

«In piazza San Pietro – sottolineano dalla Caritas diocesana – ci saranno anche ospiti e volontari dei centri di accoglienza promossi dalla Caritas di Roma: senza dimora, rifugiati, malati di Aids. Oltre cento saranno quelli che si fermeranno a pranzo con il Santo Padre. Numerosi saranno inoltre i poveri accompagnati da diverse parrocchie della Capitale».

Ancora, la Caritas di Roma «oltre alle consuete aperture delle mense diurne di Ostia e Colle Oppio, ospiterà nelle mensa della “Cittadella della Carità – Santa Giacinta” e nella mensa “San Giovanni Paolo II” di via Marsala oltre 300 ospiti provenienti da altre diocesi che parteciperanno alla celebrazione eucaristica con il Santo Padre».

Non solo pranzi, comunque. La Giornata proseguirà alle ore 19 con la rappresentazione del musical “Figli di Giuda” nel Teatro del Seminario Romano Maggiore (piazza San Giovanni in Laterano, 4). Lo spettacolo è messo in scena dal gruppo “I SognAttori” della parrocchia San Giuda Taddeo in collaborazione con la Caritas diocesana. Ingresso gratuito su prenotazione (tel. 06.69886424, email: direzione@caritasroma.it).

Per le comunità che celebreranno la Giornata dei poveri nelle realtà parrocchiali, con Messe, incontri o altre iniziative, la Caritas di Roma è disponibile per fornire testimonianze e materiali per l’animazione.

15 novembre 2018

Le indicazioni per la Settimana Santa nella diocesi di Roma

Roma 10/04/2020 Vaticano, Piazza San Pietro. Papa Francesco presiede la Via Crucis del Venerdì Santo in una Piazza San Pietro deserta, a causa del Covi-19 Corona Virus. Ph: Cristian Gennari

«Anche se percepiamo ancora il peso dell’emergenza sanitaria, questa situazione non ci deve scoraggiare! Il Maestro ci guida a riscoprire la vocazione missionaria della Chiesa e nell’oggi della storia ci chiama a proseguire nell’impegno di esprimere continuamente “una nuova gioia nella fede e una fecondità evangelizzatrice” (EG 11)». Inizia con una esortazione a non lasciarsi abbattere la nota che l’Ufficio liturgico della diocesi ha preparato sulla celebrazione dei riti della Settimana Santa in questo tempo di pandemia. Una serie di indicazioni pratiche, ma non solo, per vivere appieno questo momento dell’anno liturgico, senza dimenticare le misure rese necessarie dal perdurare dell’emergenza sanitaria.

Si esorta, innanzitutto, alla partecipazione in presenza di quanti possono recarsi negli edifici sacri, naturalmente nel rispetto dei limiti imposti dalla normativa vigente; a coloro che non possono prendervi parte, «si raccomandi di seguire le celebrazioni presiedute dal Santo Padre attraverso i mezzi di comunicazione».

Nella Domenica delle Palme, si invita a consegnare l’ulivo ai fedeli a mano, da persone posto all’ingresso della chiesa e che abbiano preventivamente disinfettato le mani e siano munite di mascherina. «si eviti – si legge ancora – che i fedeli si fermino presso i cesti della distribuzione, creando assembramenti». Ancora, si suggerisce di preparare bustine di plastica chiuse contenenti i rametti di ulivo.

Alla Messa del Crisma presieduta dal Santo Padre prenderanno parte sono i membri del Consiglio Presbiterale in rappresentanza di tutto il clero diocesano. Mentre alla Messa del Giovedì Santo “in Coena Domini” si ometta la lavanda dei piedi e si invitino i fedeli a non accalcarsi nella cappella della reposizione, soprattutto qualora fosse molto piccola. «Si esortino i fedeli – prosegue la nota – a evitare lo spostamento tra le chiese, spiegando la natura di questo momento di adorazione, che non consiste tanto nel peregrinare, ma nel sostare in preghiera nella sera in cui Gesù istituì l’Eucarestia. L’adorazione può proseguire anche il Venerdì Santo, a partire dal mattino, in forma semplice e privata».

Quanto al Venerdì Santo, si ricorda che «la pia pratica della Via Crucis può essere celebrata solo nell’aula liturgica: mentre i fedeli rimangano al loro posto – chiarisce la nota – colui che presiede, con i ministranti che recano la croce, percorre le diverse stazioni».

La Veglia Pasquale non va anticipata a prima delle 19 e non si deve concludere dopo le 21.30. Per quanto riguarda la celebrazione, l’Ufficio liturgico fornisce indicazioni dettagliate, dalla consegna delle candele – al momento dell’ingresso in chiesa – alla benedizione del fuoco – presso la porta della chiesa, se possibile – fino alla liturgia battesimale, alla quale si applicano le indicazioni già date nei mesi scorsi (per l’unzione un singolo batuffolo di cotone imbevuto di olio dei catecumeni per ogni singolo battezzando).

«Le limitazioni imposte da questo momento di pandemia – è la conclusione – ancor più ci spingono a proporre una accurata catechesi pastorale e mistagogica sulla ricchezza dei segni, dei gesti e delle parole che la sapienza celebrativa della Chiesa ci ha consegnato nei riti della Settimana Santa. Si eviti dunque di impoverire i riti e i gesti per una presunta necessità di compierli al di là del loro senso e della loro ricchezza teologica».

Clicca qui per scaricare la nota della Settimana Santa 2021

5 marzo 2021

Le indicazioni per la celebrazione del Triduo pasquale

Garantire la dimensione della comunità parrocchiale. Rispettare la visione unitaria del Triduo pasquale. Assicurarsi che la celebrazione si tenga solo in luoghi di culto. In vista del Triduo della Passione e della Risurrezione del Signore, il cardinale vicario Baldo Reina scrive ai sacerdoti della diocesi di Roma per ribadire che «restano in vigore le disposizioni che furono date dal Consiglio Episcopale il 1º marzo 2019» (allegate alla lettera).

Nel documento si invita a riscoprire la centralità della parrocchia in quanto «casa di famiglia» e «comunità di fede», e far convergere nelle chiese parrocchiali le celebrazioni per il Triduo pasquale. Bisogna inoltre evitare che la «la Veglia Pasquale sia riservata a gruppi particolari» e si punta a valorizzare il sacramento della Riconciliazione. Ma sono solo alcune delle disposizioni sintetizzate dal Consiglio episcopale della diocesi di Roma nel documento, che raccoglie alcuni criteri teologici e pastorali che guidano le celebrazioni per il Triduo pasquale, formulate in vari testi dal Concilio Vaticano II a oggi.

L’Ufficio per la formazione liturgica della diocesi, allo stesso tempo, invita a una particolare cura della celebrazione «anche nella sua dimensione musicale, perché il canto accompagni con dignità i santi misteri». Per questo l’Ufficio diocesano organizza, presso il Pontificio Seminario Maggiore, alcuni incontri di formazione liturgico musicale che saranno guidati dall’incaricato diocesano per la musica sacra, don Massimo De Propris. In particolare, venerdì 6 marzo, dalle 18.30 alle 20, è in programma un incontro per i diaconi; mentre martedì 10 marzo, dalle 10 alle 12.30, si terrà quello per i presbiteri.

La lettera del cardinale vicario con le disposizioni allegate

La lettera dell’Ufficio liturgico diocesano

24 febbraio 2026

Le Figlie del Divino Amore verso il capitolo generale

di suor Maria Paola Gazzoli

Dal 27 dicembre prossimo al 7 gennaio 2022 la congregazione delle Figlie della Madonna del Divino Amore celebra il suo X Capitolo Generale elettivo dal tema: “Noi Figlie della Madonna del Divino Amore, in cammino con Maria, testimoni di speranza”, presso la casa generalizia, nel complesso del Santuario sulla via Ardeatina. L’obiettivo è quello di approfondire la nostra identità carismatica di figlie della Vergine Maria, nel suo titolo del Divino Amore, che la pone alla nostra contemplazione come Tempio vivo dello Spirito Santo, per un servizio umile e gioioso, che doni speranza nella Chiesa di Roma e del mondo.

In questo tempo di generale smarrimento, sembra emergere sempre più chiaramente quanto sia necessaria e vitale una visione del mondo, della società e dell’uomo che sia ad ampio respiro e di alto valore umano, capace di uscire dai soliti schemi per approdare sulle rive dell’amore fraterno universale. Papa Francesco conduce la Chiesa, fra le tempeste dell’oggi, verso questa mèta lasciandosi condurre dal vento dello Spirito divino. Maria, maestra dello spirito, è per noi la Stella della Speranza, che ci indica la mèta e ci infonde coraggio durante il viaggio, per non avvilirci di fronte alle nostre fragilità e per non aver paura di affrontare le sfide del mondo.

Ci sentiamo chiamate a rispondere alle aspettative del popolo di Dio, e dalla Chiesa tutta. A tal fine intendiamo interrogarci, durante le giornate capitolari, verso quali prospettive vogliamo incamminarci e in che modo, per restare fedeli al carisma di fondazione, pur nella necessità di una nuova riformulazione che si adatti meglio ai tempi che stiamo vivendo.

Secondo il carisma del fondatore, don Umberto Terenzi, la nostra spiritualità mariana si basa sul prendere coscienza e vivere pienamente e gioiosamente il rapporto di figliolanza alla Vergine Maria, che apprendiamo dal brano del Vangelo di Giovanni 19, 26-27, quando Gesù dalla croce dona Sua Madre al discepolo amato e al discepolo affida Sua Madre. Per mettere in pratica questa volontà di Gesù, che è il suo testamento spirituale, noi emettiamo un quarto voto, il “Voto d’Amore alla Santa Madre di Dio”, che ci spinge e c’impegna ad amare e conoscere Maria come Madre e a farla conoscere e amare a quanti più fratelli e sorelle possiamo, affinché tutti giungano alla salvezza.

La nostra missione quindi è sia personale, di sempre maggior somiglianza a Maria Santissima, nelle sue virtù, per realizzare prima in noi la pienezza della vita di. Ma è soprattutto una missione che ci apre il cuore verso ogni uomo e donna che incontriamo, dal Santuario del Divino Amore ad ogni luogo dove siamo presenti, che diventa: ascolto, accoglienza, e annuncio della buona notizia, attenzione e cura per i poveri, i più piccoli, i sofferenti e gli emarginati. “Aiutatemi ad asciugare le piaghe di Gesù” è stato l’invito che don Umberto ha sentito nel cuore, quando giovane sacerdote arrivò nel 1930 qui al Santuario, che versava in condizioni di totale abbandono. La nostra prima Madre generale, suor M. Elena Pieri, fu tra le prime dieci giovani di Azione Cattolica che lo seguirono come pioniere dell’Agro Romano e lo sostennero spiritualmente e materialmente nella ricostruzione del Santuario.

Il 3 gennaio le delegate al Capitolo saranno chiamate ad eleggere la direttrice generale che guiderà la congregazione per un altro sessennio, la vicaria, le consigliere generali e l’economa generale. Data che ha per noi un valore particolare poiché ricorda l’anniversario della nascita al Cielo del nostro fondatore, oggi Servo di Dio. Il 5 gennaio è prevista l’udienza dal Papa al quale chiederemo la sua benedizione paterna per tutti i membri della nostra famiglia religiosa. A coloro che vorranno condividere spiritualmente il nostro impegno capitolare chiediamo il sostegno della preghiera.

17 dicembre 2021

Le Feste Musicali Jacopee 2022

Le Feste Musicali Jacopee 2022 nella basilica di San Giacomo in Augusta, con la Cappella Musicale di San Giacomo diretta da Flavio Colusso, si aprono sabato 23 luglio alle ore 19 con l’appuntamento “Labyrinthus” quest’anno dedicato ad Antonio Canova nel bicentenario della morte. La basilica è attigua alla vasta area che fu occupata dallo Studio di Canova tra via delle Colonnette, via Canova, via del Babuino. Nel “Labyrinthus”, il cui simbolo rappresenta il pellegrinaggio, il cammino vissuto come esperienza del corpo e dello spirito, i testi dello stesso Canova e dei suoi contemporanei recitati dal giovane attore Edoardo Coen – i diari, le lettere, il testamento dell’artista – e le musiche coeve – il celebre “Requiem” di Nicolò Jommelli che fu eseguito al funerale dell’artista, le «Suonate» di maestri come Cimarosa, del quale lo scultore realizzò un busto nel 1808, di Paisiello – compositore preferito da Napoleone – dell’Abate Santini – animatore del movimento sul recupero esecutivo della “Musica antica”, parallelo al Neoclassicismo – intrecciano una drammaturgia ispirata alla vita, all’arte e alla spiritualità del Canova. L’evento è inoltre occasione per una visita ai “luoghi canoviani” del Rione.

Gli appuntamenti proseguono domenica 24 luglio alle ore 17.30 con la Messa solenne della Vigilia di San Giacomo, con musiche di Colusso e gregoriano e, a seguire, il Concerto d’organo con Alessandro Albenga che propone brani di rara esecuzione di Albrechtsberger, Czerny, De Rossi, Guglielmi, Paisiello, Pelli, compositori attivi tra Settecento e primo Ottocento.

Lunedì 25 luglio alle ore 18.30, Messa solenne della Festa di San Giacomo con musiche della tradizione jacopea e una prima moderna, la Missa Paradisi Portas à 8 voci di Orazio Benevoli di cui ricorre il 350° della morte: grande polifonista della scuola romana del Seicento, artefice di monumentali costruzioni musicali, Benevoli fu Maestro di cappella in San Giacomo tra il 1650 e il 1653.

La storia della Cappella Musicale di San Giacomo e del suo prezioso organo è legata a quella della Chiesa e dell’Ospedale “degli incurabili”, fondato nel 1339 e il cui importante ampliamento e ristrutturazione furono realizzati tra il 1592 e il 1600 dal cardinale Antonio Maria Salviati, ivi sepolto sotto l’altare maggiore.

L’ospedale e la chiesa di San Giacomo in Augusta occupano un posto importante nella storia dell’umanità: qui trovarono la conferma della loro vocazione ed esercitarono il loro carisma, tra gli altri, grandi santi come Gaetano Thiene, Filippo Neri, Camillo de Lellis. Hanno contribuito alla bellezza del luogo celebri artisti come Francesco Capriani da Volterra, Bartolomeo Grillo, Sangallo il Giovane, Carlo Maderno, Pomarancio, Pierre Legros; musicisti come Ruggero Giovannelli, Orazio Benevoli e Alessandro Scarlatti furono tra gli antichi Maestri di cappella.

Particolarmente significativo per il “cammino” culturale abbracciato dalla attuale istituzione musicale, diretta dal 1990 da Flavio Colusso, è il tema del pellegrinaggio rappresentato dal simbolo del Labirinto, del cammino vissuto come esperienza del corpo e dello spirito, che si estende da sempre al concetto di accoglienza e di cura dei viandanti e dei pellegrini nel contesto degli antichi Hospitali.

12 luglio 2022

Le fede è il fondamento della speranza: la lettera del cardinale vicario ai fidei donum e quella del vescovo Libanori

«Sappiamo bene che il Signore non ci abbandona mai. Intuiamo nel discernimento dello Spirito Santo che in questo momento si sta realizzando una purificazione profonda, non solo in noi stessi ma nell’intera comunità cristiana, e che questo passaggio ha a che fare con la Pasqua di Gesù. Stiamo attraversando una Quaresima che ci segnerà profondamente, perché ci spinge ad entrare, attraverso la vita, nella Sapientia Crucis». Nella lettera che invia ai sacerdoti fidei donum, il cardinale vicario Angelo De Donatis fa una profonda riflessione su questi «giorni di prova che stiamo attraversando». E annuncia le novità di quest’anno, dettate dalla pandemia da coronavirus, per quanto riguarda le celebrazioni della Settimana Santa: «A Roma ci atterremo agli orientamenti della Cei, rinviando la Messa Crismale e la celebrazione dei Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana degli adulti durante la Veglia di Pasqua».

Anche il vescovo Daniele Libanori, ausiliare del settore Centro, ha scritto nei giorni scorsi ai sacerdoti affidati alla sua cura pastorale. Una lettera che il vicario allega ai fidei donum, condividendone il contenuto. «Quello che sta accadendo – sono le riflessioni del vescovo Libanori – ci porta a ridare più spazio a un aspetto del nostro ministero che è stato sempre presente, ma che oggi forse viviamo con una consapevolezza rinnovata: pregare e intercedere per il popolo che ci è stato affidato. Specie per le condizioni in cui ci troviamo, questo appare come il ministero più prezioso, il primo e fondamentale, dal quale trae forza ogni altro. Le circostanze ci spingono a tornare al posto che ci spetta, preferendo a tutto il resto la preghiera e l’annuncio della Buona Notizia».

«Tutti noi, cresciuti in una cultura che ha bandito il dolore e la morte, oggi ci troviamo confrontati all’improvviso con la fragilità e l’impotenza dinanzi al dramma che ognuno dovrà interpretare da protagonista – scrive ancora il vescovo del settore Centro –. L’impossibilità di trovare un rifugio sicuro da un nemico invisibile, l’ansia, la paura, sono i modi in cui prende forma il dolore che scuote l’anima e la mente, per mutarsi in rabbia o in disperata immobile rassegnazione, se non riesce a fluire nell’alveo della carità. Il Signore senza tanti riguardi ci ha riportati davanti alla morte». Ancora, prosegue, «la paura della morte è all’origine del male che avvelena la vita; è la forza malvagia che porta l’uomo ad accettare la limitazione della libertà e perfino la sua rinuncia. La fede in una vita che continua oltre la soglia fatale è il fondamento della speranza, del coraggio, del perdono; la vita che sarà data e sarà piena è la meta da raggiungere, il tesoro prezioso per il quale si trova la capacità di sopportare tutto: la fede nella risurrezione è la forza creatrice che dà vita a una società nuova e più giusta».

Leggi la lettera del cardinale vicario ai sacerdoti fidei donum

Lettera del vescovo Daniele Libanori

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