9 Maggio 2026

La nuova cucina solidale di Torre Spaccata

Sarà il vescovo Benoni Ambarus, delegato diocesano per la Carità e per i Migranti, a inaugurare, domenica prossima, la nuova cucina solidale e l’aula studio nella parrocchia di San Bonaventura da Bagnoregio. Il presule presiederà la Messa alle ore 10 e poi benedirà i nuovi locali. La mattinata si concluderà con un pranzo comunitario, durante il quale la cucina verrà messa in funzione per la prima volta.

«Al momento funzionerà due volte alla settimana – annuncia il parroco don Stefano Cascio –; la cucina e l’aula nascono abbinate l’una all’altra, per il progetto del doposcuola, una proposta per venire incontro a ragazzi delle scuole medie in situazione di disagio economico e sociale. Quando escono da scuola potranno venire in parrocchia dove, grazie alla cucina solidale, avranno un piatto di pasta; poi faranno sport gratuitamente, grazie a InterSos, e quindi si dedicheranno ai compiti e allo studio, nella nuova aula che abbiamo deciso di chiamare “Accademia della crescita”».

Ragazzi rom, stranieri ma anche italiani, con genitori che lavorano tutta la giornata e non sono in grado di aiutarli nello studio: per loro è pensato il nuovo doposcuola, realizzato con le Acli, con l’associazione Plesios e con le due scuole medie del quartiere. In pieno stile sinodale «di apertura al territorio e collaborazione», sottolinea don Cascio. Ad aiutare i ragazzi nei compiti, anche alcuni parrocchiani, che con generosità hanno deciso di mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze.

«La gente di Torre Spaccata ha un cuore grande – dice il parroco –. Sia l’aula studio che la cucina sono state realizzate con le donazioni dei fedeli. E in futuro speriamo che questa cucina possa servire per tanti scopi diversi».

15 novembre 2022

La nuova convenzione tra il Pantheon e il Ministero della Cultura

È stata firmata oggi, giovedì 16 marzo 2023, alle ore 12.30, nella sede del Ministero della Cultura, la nuova convezione sul Regolamento d’uso della basilica di Santa Maria ad Martyres, meglio conosciuta come Pantheon. A sottoscrivere l’accordo, il Ministero della Cultura, rappresentato dal Direttore Generale della Direzione Generale Musei e dal Direttore della Direzione Musei statali città di Roma, e il Capitolo della basilica di Santa Maria ad Martyres. Il testo prevede il pagamento di un biglietto per l’accesso dei visitatori al Pantheon, che sarà consentito soltanto al di fuori degli orari riservati alle funzioni liturgiche e alle attività pastorali, affinché sia salvaguardato l’esercizio del culto all’interno della basilica.

L’accesso ai fedeli per la partecipazione alle attività religiose e di culto sarà totalmente libero e sarà cura del Ministero, tramite propri addetti, interdire durante lo svolgimento di tali attività l’accesso ai visitatori attraverso appositi cartelli esplicativi all’esterno del portone. Sarà altresì cura del Ministero, attraverso proprio personale, provvedere prima di ogni celebrazione al posizionamento di cordoni opportunamente collocati al fine di realizzare un corridoio d’accesso interno orientato al solo spazio celebrativo, escludendo possibilità di visita al resto della basilica.

Per la fruizione della basilica al di fuori degli orari riservati alle funzioni religiose e alle attività pastorali, il Ministero provvederà a regolamentare il flusso ordinato dei visitatori. Il prezzo massimo del biglietto di ingresso è fissato a 5 euro – diverse categorie di persone potranno comunque accedere gratuitamente. Il ricavato verrà ripartito nel seguente modo: il 70 % andrà al Ministero, il quale si farà carico delle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria e di quelle di pulizia, tenendo anche conto delle eventuali richieste di interventi che potrebbero pervenire dal Capitolo; il 30 % alla diocesi di Roma, che lo utilizzerà per iniziative caritative e culturali e per attività di manutenzione, conservazione e restauro di chiese di proprietà statale presenti nel territorio diocesano.

La diocesi di Roma, ritenendo peculiare il valore universale e l’unicità della struttura architettonica del Pantheon, che attraverso i secoli ne hanno fatto un luogo di culto del tutto unico, necessariamente aperto a una ampia fruizione anche di studiosi e ricercatori, è concorde nell’introduzione del biglietto di ingresso. Come si legge nel Regolamento siglato oggi, infatti, «per la sua storia singolare, Roma custodisce un patrimonio artistico unico, fiorito in gran parte nel contesto dell’esperienza della fede cristiana e la città è meta di pellegrinaggi religiosi e conosce ingenti flussi turistici e la Chiesa di Roma, attraverso i suoi organismi pastorali, deve prendersi cura anche delle persone che a Roma cercano testimonianze di autentica bellezza e di una ricca storia cristianamente connotata, ma pure debitrice verso altre tradizioni e culture».

Monsignor Daniele Micheletti, arciprete della basilica di Santa Maria ad Martyres, commenta: «A Roma c’è una prassi secondo la quale in nessuna chiesa si paga un biglietto di ingresso, con la quale mi trovo d’accordo, ma mi rendo conto che questo del Pantheon è un caso particolare. Si era iniziato a parlare dell’introduzione di un biglietto già diversi anni fa, quando era Ministro della Cultura Dario Franceschini e il cardinale vicario era Agostino Vallini. Per il Capitolo è importante che sia regolamentato l’accesso dei visitatori, poiché il Pantheon è uno dei monumenti più visitati della città. Inoltre, lo Stato ha la responsabilità del monumento, per cui ha a suo carico tutte le ingenti spese e non si poteva rimanere insensibili alle richieste del Ministero».

16 marzo 2023

La nuova convenzione per i giovani laici missionari

È stato pubblicato sul sito dell’Ufficio nazionale per la Cooperazione missionaria tra le Chiese, nell’area riservata alle Convenzioni la versione ufficiale della nuova “Convenzione per Giovani laici in esperienza di formazione e servizio missionario”, che entrerà in vigore il primo ottobre.

Ma che cos’è la Convenzione giovani laici in esperienza di formazione e di servizio missionario? Innanzitutto è un’opportunità offerta ai giovani (18-35 anni) da parte della Chiesa Italiana, attraverso le sue diocesi, gli Istituti missionari, le congregazioni religiose, i Seminari e gli organismi di volontariato di ispirazione cristiana confederati nella Focsiv. Si tratta di una proposta che, nello spirito della cooperazione tra le Chiese, intende coinvolgere anche la Chiesa che accoglie, la quale è chiamata a identificare “uno spazio concreto d’impegno per i giovani”, sia in campo pastorale che in quello dello sviluppo e della promozione umana.

Per i giovani partenti, sono previsti alcuni momenti formativi presso il Centro di formazione missionaria – CUM di Verona.

Per ulteriori informazioni: https://www.missioitalia.it/convenzione-per-giovani-in-missione-tutto-quello-che-ce-da-sapere/

14 settembre 2023

La nuova Casa Speranza per combattere l’emergenza freddo

Quattordici nuovi posti per persone senza dimora, per combattere l’emergenza freddo. Sarà inaugurata e benedetta dal cardinale vicario Baldo Reina il 2 gennaio, alle ore 19, la nuova Casa Speranza, al civico 5 di via Edmondo De Amicis.

La struttura, che sarà aperta appunto dal 2 gennaio fino a tutto aprile, sarà gestita dalla Comunità del Don Orione insieme alle parrocchie della XXXV prefettura. Il Don Orione metterà a disposizione uno dei suoi operatori, mentre le parrocchie manderanno dei volontari. La Caritas diocesana sarà coinvolta nell’animazione e formazione dei volontari; inoltre le persone che verranno accolte nella struttura saranno individuate tramite i due Centri di ascolto diocesani della Caritas di via delle Zoccolette e di via Marsala.

«È intollerabile e disumano che si muoia per strada – ha detto il direttore della Caritas diocesana Giustino Trincia –, perché sprovvisti di un tetto dignitoso. Tiziano Cicerone aveva 54 anni, è morto di freddo per la strada, tra due condomini di Ostia, il giorno di Natale. Di lui sappiamo il nome, perché frequentava la mensa sociale diocesana della Caritas presso la parrocchia di Santa Maria Regina Pacis. Un’altra donna, di 72 anni, è morta di freddo in strada, la Vigilia di Natale, a pochi metri da piazza san Pietro. Prosegue quella strage silenziosa di cui si conosce il numero, 415 poveri senza fissa dimora morti in tutta Italia nel 2023 (furono 399 nel 2022), ma raramente i nomi, i volti, le storie. A Roma nel 2023 sono state 44 le persone senza un tetto, morte in strada».

31 dicembre 2024

La novena per san Giuseppe e il sussidio dell’Ufficio liturgico

Inizia il 10 marzo la novena di preghiera a san Giuseppe promossa dalla diocesi di Roma: nove giorni fino alla festa dello sposo di Maria, dell’«unico uomo che Gesù avrà chiamato papà», proprio in questo anno a lui dedicato da Papa Francesco. L’Ufficio liturgico della diocesi, per l’occasione, ha infatti preparato un sussidio che raccoglie varie preghiere e litanie a san Giuseppe, e in particolare anche la novena.

«I Vangeli non ci riferiscono molto sulla vita di san Giuseppe – si legge all’inizio del sussidio – in quanto il loro intento è quello di esporre la fede della Chiesa». Alcune informazioni, però, le forniscono comunque: «Del Patriarca Giuseppe – spiegano dall’Ufficio liturgico – il Vangelo non riporta alcuna parola, ma parla di lui nel modo più alto e rispettoso. Lo chiama «Giusto», cioè uomo che ama Dio, che lo onora, e che gli presta orecchio obbedendo alla sua Legge. Egli rappresenta la figura perfetta del servo che Gesù chiama “buono e fedele”, ossia colui che ha “fatto suoi” i sentimenti di Dio, il solo buono e il sempre fedele alla sua promessa di generazione in generazione».

Definizioni riprese da Papa Francesco nella recente lettera apostolica “Patris corde”, nella quale «ripercorre l’avventura umana e di fede di Giuseppe, sottolineandone gli aspetti che fanno di lui un modello da seguire in quanto, pur in un silenzio eloquente, rappresenta la figura eccelsa del credente la cui fede è passata attraverso il crogiolo di un annuncio improvviso e sconvolgente che lo ha segnato con la ferita dell’amore che non guarisce».

Clicca qui per scaricare il libretto di preghiere

6 marzo 2021

La novena dell’Immacolata ai Santi XII Apostoli

Inizia venerdì 29 novembre e si conclude sabato 7 dicembre la novena in occasione della solennità dell’Immacolata nella basilica dei Santi XII Apostoli. Si tratta della più antica novena all’Immacolata di Roma. Ogni giorno è prevista alle 17.45 la recita del Rosario e il canto delle litanie; quindi, alle 18.30, la Messa presieduta sempre da un cardinale con il canto del “Tota Pulchra”, che fu composto da padre Alessandro Borroni, un frate minore conventuale vissuto nell’Ottocento.

Venerdì 29 sarà il cardinale Joao Braz De Aviz, prefetto del Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, a presiedere la celebrazione eucaristica; sabato 30 toccherà invece al cardinale Lazzarro You Heung-Sik, prefetto del Dicastero per il clero; mentre il primo dicembre sarà la volta del cardinale Mauro Gambetti, arciprete della basilica di San Pietro e vicario di Sua Santità per la Città del Vaticano. Ancora, lunedì 2 dicembre celebrerà la Messa il cardinale Dominique Mamberti, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica; il 3 dicembre il cardinale Angelo De Donatis, penitenziere maggiore; mercoledì 4 il cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali. Giovedì 5 interverrà il cardinale Fernando Vérgez Alzaga, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano; venerdì 6 dicembre il cardinale Robert Francis Prevost, prefetto del Dicastero per i vescovi; infine sabato 7 dicembre il cardinale François-Xavier Bustillo, vescovo di Ajaccio.

Domenica 8 dicembre, solennità dell’Immacolata, i frati minori conventuali ai quali è affidata la basilica animeranno come di consueto l’omaggio delle autorità e della cittadinanza al monumento dedicato alla Vergine Maria posto in piazza Mignanelli, a ridosso di piazza di Spagna. Nella chiesa dei Santi Apostoli sono previste celebrazioni eucaristiche alle 9 e alle 10.30; alle 17.45 il Rosario e il canto delle litanie; alle 18.30 la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, concelebrata dal cardinale Dominique Joseph Mathieu, arcivescovo di Teheran-Ispahan dei Latini. Tutte le celebrazioni saranno animate dalla Cappella Musicale Costantiniana della basilica.

27 novembre 2024

La Novena dell’Immacolata ai Santi Apostoli

Inizia martedì 29 novembre la novena in preparata alla solennità dell’Immacolata, nella basilica dei Santi XII Apostoli. Ogni giorno, fino al 7 dicembre, è prevista alle 17.45 la recita del Rosario e il canto delle litanie; poi, alle 18.30, la Messa presieduta da un cardinale.

Il primo sarà il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi; quindi Fernando Vergez Alzaga, presidente del Governatorato dello Stato Città del Vaticano; il primo dicembre Leonardo Sandri, prefetto emerito del Dicastero per le Chiese Orientali. Ancora, il 2 Louis Antonio Tagle, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli; il 3 Giuseppe Bertello, presidente emerito del Governatorato dello Stato Città del Vaticano; alle 20.30 è previsto un concerto mariano. Domenica 4 dicembre interverrà Mauro Gambetti, arciprete della basilica papale di San Pietro e vicario di Sua Santità per la Città del Vaticano; il 5 Mauro Piacenza, penitenziere maggiore di Santa Romana Chiesa; il 6 Mario Grech, segretario generale del Sinodo dei Vescovi; il 7 Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura. L’8, infine, presiederà il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, alla presenza degli ambasciatori presso la Santa Sede.

Come tradizione, l’8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, per tutto il giorno la cittadinanza romana porterà il proprio omaggio alla statua dell’Immacolata in piazza Mignanelli, a ridosso di piazza di Spagna.

28 novembre 2022

La novena all’Immacolata nella basilica dei Santi XII Apostoli

Roma 08-12-2015Papa Francesco a Piazza di Spagna nel giorno della festività della madonna Immacolata.Ph: Cristian Gennari/Sicliani

In vista della solennità dell’Immacolata, nella basilica dei Santi XII Apostoli, come tradizione, si tiene la più antica novena all’Immacolata di Roma. Piazza Mignanelli, a ridosso di piazza di Spagna, dove si trova il celebre monumento dedicato alla Vergine Maria, si trova infatti nel territorio parrocchiale. Dal 29 novembre al 7 dicembre, alle ore 17.45, si inizia con la recita del Rosario e il canto delle litanie, a cui segue la Messa delle 18.30 presieduta ogni sera da un cardinale; la conclusione con il canto francescano “Tota Pulchra”. Si comincia domenica prossima con il cardinale Joao Braz de Aviz, prefetto per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica.

Lunedì 30 presiederà invece la celebrazione il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. Ancora, il primo dicembre, martedì, interverrà il cardinale Luis Antonio Tagle, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli. Mercoledì 2 dicembre sarà la volta del cardinale Luis Francisco Ladaria Ferrer, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.

Giovedì 3 dicembre tocca invece a Mauro Gambetti, francescano, già Custode del Sacro Convento di Assisi, che sarà creato cardinale da Papa Francesco nel Concistoro di sabato 28 novembre. Il giorno successivo celebrerà la Messa il cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione del clero; sabato 5 toccherà al cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano. Seguirà, domenica 6, il cardinale Mauro Piacenza, penitenziere maggiore, mentre il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, presiederà lunedì 7 dicembre. La conclusione l’8, con il cardinale Giovanni Re, decano del Collegio cardinalizio.

26 novembre 2020

La nota sulla celebrazione delle esequie

Misurare la temperatura corporea ai partecipanti alle cerimonie funebri e bloccare l’accesso a chi ha più di 37,5° C. Evitare spostamenti durante la distribuzione dell’Eucarestia. E ancora mascherina obbligatoria per il sacerdote e sanificazione e igienizzazione dei luoghi di culto, anche se si specifica che è da prendere in considerazione la celebrazione all’aperto. Sono alcune delle disposizioni contenute in una nota diffusa dalla Conferenza episcopale italiana e firmata dal segretario generale monsignor Stefano Russo, a complemento delle decisioni del Ministero dell’Interno, che saranno in vigore da lunedì 4 maggio, data in cui si potrà riprendere a celebrare i funerali.

La diocesi di Roma le ha comunicate a tutti i sacerdoti. «Roma Capitale, in collaborazione con altri Enti e Istituzioni statali, d’intesa con il Vicariato di Roma – fa sapere il prelato segretario generale monsignor Pierangelo Pedretti – ha confermato la disponibilità a sanificare i luoghi cittadini di probabile aggregazione, nonché le aree antistanti i luoghi di culto. Per quanto riguarda la sanificazione degli spazi interni, il Comune ci ha assicurato che contatterà direttamente i parroci per un intervento una tantum». La diocesi ha inoltre prenotato un termometro digitale per ogni parrocchia, che sarà recapitato al più presto.

Prima dell’accesso in chiesa dei partecipanti alle esequie funebri – indica la Cei –, occorre che «sia garantita da un addetto alla sicurezza la misurazione della temperatura corporea, attraverso un termometro digitale o un termo-scanner». Una disposizione che è richiesta anche per le celebrazioni all’aperto. «Venga bloccato l’accesso a chi risulti avere una temperatura corporea superiore ai 37,5 °C». Vista la possibilità di celebrare le esequie anche con la Messa, la Cei indica che «nel momento della distribuzione della Comunione eucaristica si evitino spostamenti». «Sia il celebrante a recarsi ai posti, dove i fedeli – al massimo quindici – sono disposti nel rispetto della distanza sanitaria». Il sacerdote dovrà indossare la mascherina e mantenere la distanza di sicurezza. «La distribuzione dell’Eucarestia avvenga dopo che il celebrante abbia curato l’igiene delle proprie mani – altra indicazione –; lo stesso abbia cura di offrire l’ostia porgendola sulle mani dei fedeli, senza venire a contatto fisico con esse».

Quanto alla sanificazione, «la chiesa sia igienizzata regolarmente, mediante pulizia delle superfici e degli arredi con idonei detergenti ad azione antisettica». Al termine di ogni celebrazione sia inoltre favorito il ricambio dell’aria. Suggerita la celebrazione delle esequie all’aperto, con il rispetto delle distanze di sicurezza e delle altre indicazioni, nei casi in cui «siano presenti spazi idonei, contigui alla chiesa», o ancora all’aperto nelle aree cimiteriali, laddove gli spazi lo consentano.

Leggi la nota della Cei

Leggi la nota del Ministero dell’Interno

30 aprile 2020

La Nota pastorale sulle misure da applicare in ambito ecclesiale per contribuire a fronteggiare l’emergenza epidemiologica

«Dobbiamo essere molto attenti alle prescrizioni delle autorità, sia le autorità politiche che le autorità sanitarie, per difenderci da questa pandemia. Offriamo al Signore questa distanza tra noi, per il bene di tutti e pensiamo, pensiamo tanto agli ammalati, a coloro che entrano negli ospedali già come scarti, pensiamo ai medici, agli infermieri, le infermiere, ai volontari, a tanta gente che lavora con gli ammalati». Parte da queste parole di Papa Francesco – pronunciate all’udienza generale del 4 novembre 2020 – e dalle disposizioni contenute nell’ultimo dpcm – del 3 novembre scorso – la Nota pastorale relativa alle misure da applicare in ambito ecclesiale per contribuire a fronteggiare l’emergenza epidemiologica, firmata ieri dal vicegerente della diocesi monsignor Gianpiero Palmieri. Il documento contiene alcune indicazioni per ciò che riguarda i profili liturgici e sacramentali, la formazione catechetica e altri profili pastorali.

Dal punto di vista dalla liturgia, al momento nella nostra diocesi – parte di una Regione classificata come “gialla” – non cambia sostanzialmente nulla, ma rimane in vigore quanto previsto dal protocollo sottoscritto dal Governo e dalla Conferenza episcopale italiana il 7 maggio 2020, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico. Bisogna continuare «a garantire che l’accesso ai luoghi di culto avvenga con modalità volte a evitare ogni forma di assembramento e tali da garantire ai presenti la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro». Ancora, per quanto riguarda i sacramenti che prevedono unzioni, queste si possono compiere usando un batuffolo di cotone per ogni fedele; mentre le benedizioni di abitazioni vanno compiute restando sulla porta.

Per gli incontri di catechesi, la Nota si attiene a quanto previsto dall’ultimo dpcm in ambito scolastico. A partire dai gruppi giovanili post-Cresima sino ai gruppi degli anziani, bisognerà dunque «avvalersi della possibilità della modalità “a distanza” – precisa l’arcivescovo Palmieri –. Eventuali incontri occasionali “in presenza” dovranno avvenire nella scrupolosa osservanza di tutte le misure previste e con ogni prudenza. Per i bambini e dei ragazzi che seguono gli itinerari di preparazione ai sacramenti dell’Eucaristia e della Confermazione, si potrà far ricorso alla modalità “in presenza”, in linea con quello che avviene nella scuola fino alla terza media».

Per quanto riguarda invece altri profili pastorali, la Nota ricorda che in linea con la normativa italiana, sono sospesi pellegrinaggi e gite; sono da rimandare concerti in chiesa al di fuori della liturgia; le feste patronali andranno limitate alle sole celebrazioni liturgiche. «I bambini e i ragazzi – si legge ancora – possono accedere agli spazi ecclesiali destinati allo svolgimento di attività ricreative ed educative, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio dei genitori o di educatori volontari e con l’obbligo di adottare tutte le misure appropriate. In base alle norme vigenti è precluso lo svolgimento degli sport di contatto e delle competizioni ad essi connesse; sul piano prudenziale è bene, più in generale, sospendere ogni forma di attività sportiva, individuale o di gruppo, organizzata dall’ente ecclesiale nei propri spazi o ivi svolte dai soggetti terzi».

Leggi il testo integrale della Nota

7 novembre 2020

La nota diocesana per la preparazione e lo svolgimento delle esequie

Posizionare banchi e sedie in modo da garantire le distanze di sicurezza tra le persone, isolare le aree della chiesa non necessarie per la celebrazione, evitare gli spostamenti di persone al momento della comunione (sarà il presbitero a raggiungere i fedeli e a porgerla sulle loro mani). Anche se l’uso del termo-scanner o del termometro digitale non è vincolante, si indichi espressamente il divieto di partecipare alla celebrazione per tutti coloro che hanno una temperatura corporea superiore a 37,5. Sono alcune delle disposizioni contenute in una «Nota per le Celebrazioni esequiali» inviata ieri, 5 maggio, ai sacerdoti di Roma dal Segretario generale del Vicariato, monsignor Pierangelo Pedretti.

Da lunedì 4 maggio, il Ministero dell’Interno, di concerto con la Conferenza Episcopale Italiana, ha dato il via libera alla celebrazione dei funerali a determinate regole. Con la nota diocesana di ieri, l’intenzione è quella di «offrire alcune semplici indicazioni di carattere pratico e comportamentale – si legge nel documento – riguardante la Liturgia esequiale». In base alle possibilità contemplate dal Rituale, «spetta al discernimento pastorale di colui che presiede, valutare quale soluzione adottare sapendo che è auspicabile la celebrazione all’aperto». In ogni caso, «chi presiede l’azione liturgica – prosegue la nota – abbia cura che comunque si eviti la formazione di assembramenti e di cortei per accompagnare il feretro».

Circostanziate (la nota è correlata da due schede tecniche) le indicazioni rispetto alla sanificazione e igienizzazione degli ambienti, con particolare attenzione ai luoghi di culto con opere rilevanti per il patrimonio storico e artistico. Per questi ultimi, valgono le linee guida elaborate per il trattamento del patrimonio archivistico e librario dall’Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro del Mibact, in occasione della Pandemia Covid-19. Per quanto riguarda la sanificazione, la nota precisa comunque che non è necessario «venga effettuata da una ditta specializzata, a meno che non si utilizzino prodotti PMC (Presidio medico chirurgico) per esclusivo uso professionale».

Leggi la nota del Vicariato

Scarica la locandina per le chiese

Leggi la nota della Cei

Leggi la nota del Ministero dell’Interno

 

6 maggio 2020

La nota del Vicariato sul funerale a Santa Lucia: strumentalizzazione ideologica grave, offensiva e inaccettabile

Il Vicariato di Roma deplora con fermezza quanto accaduto ieri, davanti alla parrocchia di Santa Lucia, alla totale insaputa del parroco don Alessandro Zenobbi e di tutto il clero parrocchiale, al termine della celebrazione di un funerale, avvenuta senza alcun segno o manifestazione che facesse presagire ciò che è accaduto subito dopo.

Il giorno lunedì 10 gennaio alle ore 14.30, infatti, nella parrocchia di Santa Lucia (via omonima, nei pressi di piazzale Clodio) è stato celebrato un rito delle esequie; alla fine, all’esterno della chiesa parrocchiale, un gruppo di persone ha coperto la bara con una bandiera con la svastica nazista – simbolo orrendo inconciliabile con il cristianesimo – e intonato grida e compiuto gesti riconducibili a tale ideologia estremista. La strumentalizzazione ideologica e violenta, ancor più quella che segue un atto di culto e in prossimità di un luogo sacro, per la comunità ecclesiale di Roma e per tutti gli uomini di buona volontà della nostra città rimane grave, offensivo e inaccettabile.

Nello stesso pomeriggio di ieri è arrivata la presa di distanza da parte della parrocchia, che il Vicariato di Roma conferma. «Quanto si è verificato all’esterno della chiesa – scrive don Zenobbi – è avvenuto senza nessuna autorizzazione né del parroco né del sacerdote celebrante, entrambi all’oscuro di quanto stava per accadere. A tale proposito intendiamo esprimere la nostra profonda tristezza, delusione e disappunto per quanto si è verificato prendendo le distanze da ogni parola, gesto e simbolo utilizzati all’esterno della chiesa, riconducibili a ideologie estremiste lontane dal messaggio del Vangelo di Cristo».

La diocesi di Roma, nelle sue tante componenti ecclesiali, lavora da tempo con dedizione per formare, educare e così disattivare ogni meccanismo di odio, di contrapposizione, di tentazione violenta ideologica e discriminatoria. Assicuriamo l’impegno della nostra comunità cristiana nella preghiera per l’anima della defunta e nella vicinanza ai suoi familiari, che vivono il dolore del distacco terreno.

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