9 Maggio 2026

La preghiera dei vespri per la pace nella cattedrale dei Santi Sergio e Bacco degli ucraini

La comunità diocesana di Roma si stringe ai fratelli ucraini in un momento di preghiera: oggi, venerdì 25 febbraio, alle ore 19, nella cattedrale dei Santi Sergio e Bacco degli ucraini (piazza della Madonna dei Monti, 3) si terrà la celebrazione dei vespri. Interverranno il cardinale vicario Angelo De Donatis; il vescovo Dionisio Lachovicz, esarca apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia; il vescovo ausiliare Benoni Ambarus; il parroco dei Santi Sergio e Bacco don Taras Ostafiiv. Parteciperanno anche monsignor Pierpaolo Felicolo e don Pietro Guerini dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma. Poiché i posti all’interno della chiesa sono limitati, la preghiera sarà trasmessa in diretta su Telepace (canale 73 e 214 in hd) e in streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma e sulle pagine Facebook Ewtn Vatican e Ewtn Ukraine.

«Come ci ha invitato a fare il nostro vescovo Papa Francesco, vogliamo intensificare la nostra preghiera per la pace – dichiara il cardinale De Donatis –. Vogliamo pregare insieme ai nostri fratelli e sorelle della comunità cristiana ucraina di Roma e in questo modo far sentire la nostra vicinanza e il nostro sostegno a tutta la popolazione ucraina, così duramente provata da questi giorni di guerra».

«La comunità ucraina di Roma è formata soprattutto da donne, ma ci sono anche tante famiglie – spiega monsignor Felicolo –; è una comunità laboriosa, attiva nell’accompagnare gli anziani, nel lavoro domestico, e tutti sono qui con la prospettiva di poter aiutare i parenti rimasti in Ucraina. È visibile e palpabile la preoccupazione, perché tutti hanno familiari e amici che stanno combattendo o rifugiati nelle stazioni della metropolitana. C’è un grande desiderio di pace e sia nella cattedrale dei Santi Sergio e Bacco che nella basilica di Santa Sofia le persone si recano incessantemente per pregare».

Lo conferma il parroco don Ostafiiv: «La cattedrale dei Santi Sergio e Bacco degli ucraini è aperta dalle 6.30 del mattino fino alla sera tardi e tanti vengono anche durante le pause del lavoro per dire una preghiera. Tutti sono in stretto contatto con i propri familiari che stanno vivendo questa terribile situazione di guerra».

Anche la Caritas di Roma – con il Coordinamento di Caritas Italiana e della rete internazionale delle Caritas – è vicina agli ucraini, e si attiva per rispondere alle prime emergenze che riguardano la popolazione e gli sfollati nei Paesi confinanti. La Chiesa italiana, attraverso la rete delle Caritas è accanto alla Caritas in Ucraina ed alla popolazione tutta, attivandosi per fornire gli aiuti necessari per rispondere ai bisogni più urgenti e ha avviato una raccolta fondi per sostenere gli interventi di assistenza umanitaria ed emergenziale. È possibile contribuire con donazioni al conto corrente postale 001021945793 intestato a Fondazione “Caritas Roma” – ONLUS (via Casilina Vecchia 19), causale “Sostegno Ucraina”; bonifico bancario Banco Posta IBAN: IT 50 F 07601 03200 001021945793.

25 febbraio 2022

La povertà a Roma ai tempi del Covid-19: la presentazione del Rapporto della Caritas diocesana

Foto di Cristian Gennari

Martedì 15 dicembre, alle ore 11.30, verrà presentata la quarta edizione del Rapporto “Povertà a Roma: un punto di vista” realizzato dalla Caritas diocesana. Il volume, 130 pagine ricche di infografiche e tabelle, documenta le numerose iniziative promosse dalle parrocchie di Roma nel periodo del lockdown fino al mese di ottobre. Dati sugli aiuti alimentari, la distribuzione dei buoni spesa, le mense sociali, le numerose iniziative di prossimità promosse dalle comunità e un focus sull’attività del Fondo “Gesù Divino Lavoratore” voluto da Papa Francesco.

Nel Rapporto, che ha per tema “Nessuno si salva da solo”, vi è anche una sezione dedicata allo scenario economico-sociale della Capitale e un’analisi sull’efficacia delle misure messe in atto dalle istituzioni per far fronte alla crisi economica seguita alla pandemia. Completa il lavoro un’indagine realizzata in 177 parrocchie di Roma.

L’incontro si svolgerà sulla piattaforma Zoom per i giornalisti e verrà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma; vedrà gli interventi di monsignor Gianpiero Palmieri, arcivescovo vicegerente della diocesi di Roma, di don Benoni Ambarus, direttore della Caritas diocesana, e di alcuni dei curatori del Rapporto: Alberto Colaiacomo, Elisa Manna e Massimo Soraci. Modererà monsignor Walter Insero, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi.

I giornalisti potranno intervenire e fare domande online. Ai partecipanti verrà inviata una versione pdf del volume unitamente a una scheda di sintesi.

13 dicembre 2020

La poesia del “Teatro a righe” alla mensa Caritas

Foto Caritas

È anche cibo per l’anima quello che verrà “servito” durante la cena di lunedì 17 luglio alla mensa Caritas di via Marsala. Un vero e proprio menù, composto da poesie e proposto agli ospiti, con versi declamati da attrici e attori professionisti di ArteStudio per il progetto “Teatro a righe”.

«La contemporaneità che stiamo vivendo – racconta la presidente dell’associazione culturale Alba Bartoli -, con nuove esigenze, sensibilità etiche e morali, impone una scelta di campo netta nella difesa dei più deboli, dei diritti delle persone meno tutelate anche e soprattutto attraverso il gesto artistico che da sempre qualifica e segna la vita dell’essere umano. Teatro a righe si rivolge segnatamente al cittadino fragile, volendo intendere l’arte scenica come strumento di inclusione e partecipazione alla vita culturale e sociale della Città da parte di tutti, compresi gli ultimi».

L’iniziativa si inserisce in un programma biennale, con una serie combinata e diffusa di azioni e gesti artistici realizzati in luoghi rappresentativi di criticità sociali della Città, come la mensa di Via Marsala o il Ferrhotel, dove gli attori diventano strumento per nutrire la cultura che ci piace di più, quella dei diritti e della dignità, e la parola poetica rappresenta una spinta per la consolazione e la rinascita, oltre qualsiasi barriera.

7 luglio 2023

La Peregrinatio delle reliquie del beato Livatino

Saranno a Roma dal 14 al 21 gennaio le reliquie del “giudice ragazzino”, il beato Rosario Livatino, martire della lotta alla mafia. Si tratta della prima solenne Peregrinatio Beati Rosarii Livatino – Fidei et Justitiae Martyris, un’iniziativa voluta dalla Venerabile Arciconfraternita di Santa Maria Odigitria dei Siciliani in Roma e organizzata dal Comitato Peregrinatio Beati Rosarii Livatino presieduto dal Primicerio dell’Arciconfraternita, per rendere omaggio a questa esemplare e contemporanea testimonianza di figura unificante.

La Peregrinatio riguarda una particolare reliquia, la camicia che il giudice indossava ed è impregnata del suo sangue. Sarà esposta e venerata nei luoghi delle massime istituzioni del Paese tra i quali Camera e Senato, Suprema Corte di Cassazione, Consiglio Superiore della Magistratura, Ministero di Grazia e Giustizia, Comune di Roma, Comando Generale della Guardia di Finanza, università, scuole superiori, parrocchie.

Nella settimana dedicata a Rosario Livatino saranno inoltre organizzati due convegni: il primo a cura dal Centro Studi Rosario Livatino, dal titolo “L’attualità del Beato Rosario Livatino”, che si terrà mercoledì 18 gennaio alle 15 presso la Biblioteca del Senato della Repubblica – Sala Capitolare di Santa Maria sopra Minerva (piazza della Minerva, 38) alla presenza del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità. Il secondo importante momento di confronto è invece intitolato “Beato Rosario Livatino: l’universale esempio del giusto. Dialoghi tra economia, fede e giustizia”; avrà luogo giovedì 19 gennaio alle 10.15 presso la sede nazionale di Confindustria (viale dell’Astronomia, 30), in occasione dell’ostensione della reliquia.

Inoltre dal 16 al 23 gennaio, nella Sala Capitolare del convento di Santa Maria sopra Minerva sarà possibile vistare la mostra “Sub Tutela Dei: il Giudice Rosario Livatino”, un’occasione per conoscere la storia dell’uomo Servo di Dio la cui credibilità fu per lui coerenza piena e invincibile tra fede cristiana e vita. Nel corso dell’intera settimana si svolgeranno tavole rotonde e simposi sempre dedicati al beato.

A rendergli omaggio anche il poeta pittore Tahar Ben Jelloun e l’artista Pizzi Cannella, con quattro grandi tele che verranno esposte nella navata della basilica di Stato di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri dove si terranno le celebrazioni conclusive. Venerdì 20 gennaio (ore 20.30), avrà luogo il concerto dal titolo: “Beatus vir – Vespri per un martire”, mentre sabato 21 verrà celebrata la Messa alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni civili, militari ed ecclesiastiche.

2 gennaio 2023

La peregrinatio dell’icona Maria Madre della Speranza e delle Confraternite

Nelle prossime giornate di sabato 7 e domenica 8 settembre, la parrocchia di Santa Maria ai Monti accoglierà l’icona “Maria Madre della Speranza e delle Confraternite”. Al prezioso momento di preghiera, organizzato dall’Ufficio per le Aggregazioni Laicali e le Confraternite del Vicariato di Roma in collaborazione con il Coordinamento Regionale della Confederazione delle Confraternite delle diocesi d’Italia, sono invitati a partecipare tutti i confratelli e le consorelle dei sodalizi romani.

Il pellegrinaggio dell’icona è iniziato il 3 giugno 2023 dal Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei nell’ambito del progetto “Camminando s’apre il cammino”, promosso dalla Confederazione delle Confraternite delle diocesi d’Italia in preparazione al Giubileo del 2025. L’icona continuerà a essere ospitata nelle chiese italiane fino al mese di maggio 2025, quando, durante le celebrazioni per il Giubileo delle confraternite, la stessa verrà portata a Roma.

Il Tribunale della Penitenzieria Apostolica ha concesso e impartito l’indulgenza plenaria lucrabile dai fedeli che pregheranno dinanzi questa icona, alle consuete condizioni: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

Alle ore 18.20 di sabato 7 settembre, l’icona verrà accolta dinanzi il sagrato di Santa Maria ai Monti dal parroco monsignor Francesco Pesce e dal clero, unitamente alle delegazioni delle arciconfraternite e confraternite dell’Urbe. La stessa verrà trasportata nell’aula liturgica dove si terrà un momento di preghiera. Alle ore 19 verrà celebrata una Messa solenne. Domenica 8 settembre, dalle 8 alle 17, sarà possibile pregare dinanzi l’icona che sarà esposta in chiesa.

5 settembre 2024

La pastorale sanitaria punta sull’ascolto

Ascolto è la parola d’ordine per Papa Francesco, come ha ripetuto più volte durante l’udienza alla diocesi di Roma di sabato 18 settembre. Ed è la priorità per la pastorale sanitaria, che lunedì 20, nella Sala degli Imperatori del Palazzo del Vicariato, ha vissuto il primo incontro delle componenti regionali e diocesane, promosso dal direttore dell’Ufficio di pastorale sanitaria nazionale della Cei don Massimo Angelelli, alla presenza del cardinale vicario Angelo De Donatis.

«Siamo in un tempo ancora difficile – ha esordito il porporato – nel quale tutti voi avete sperimentato un cambio di prospettiva per la vostra pastorale. Senza cadere nello scoraggiamento e nella rassegnazione, questo è un tempo privilegiato per mettere al centro la persona». La vicinanza della Chiesa, ha aggiunto, «è espressione della cura del Samaritano», perché «laddove le medicine non riescono a guarire dalla malattia, l’amore sincero che passa attraverso di voi cura davvero le persone… dona speranza che dilata cuore e occhi».

Ha incoraggiato tutti gli operatori di pastorale sanitaria, il cardinale De Donatis, dai medici ai cappellani, dagli infermieri ai volontari ospedalieri. Il loro ruolo va però ripensato alla luce della mutata situazione sanitaria, come ha sottolineato don Angelelli. «La realtà e la storia di questo periodo ci sfidano a vedere tutto con occhi diversi – ha detto –. In questi due hanno è cambiato tutto nella pastorale della salute. Avevamo costruito sulla vicinanza, sul tenere la mano del morente, e ci hanno detto che non queste cose non si possono più fare. Per il malato è esplosa la solitudine». La pandemia, ha proseguito, «è una disgrazia, ma dobbiamo tirare fuori la domanda che c’è dentro, e vederla come un’occasione che ci dà lo Spirito Santo di rileggere i nostri comportamenti».

Per questo è necessario l’ascolto di tutte le componenti, e «quelle del Lazio sono le prime a incontrarsi», ha evidenziato don Carlo Abbate, addetto del Centro diocesano per la pastorale sanitaria. «Il Papa ci ha chiesto di ascoltarci di più – ha aggiunto il vescovo Paolo Ricciardi, delegato diocesano per la pastorale sanitaria – ed è importante riprendere il nostro cammino ascoltandoci».

Leggi l’intervento integrale del cardinale De Donatis

21 settembre 2021

La parrocchia nella Chiesa nel libro del vescovo Selvadagi

«Se continuiamo a parlare di parrocchia non è soltanto perché di fatto esiste, anche se in condizioni precarie di salute, ma perché è il momento di pensare alla presenza della Chiesa a livello locale in modi ben diversi da come finora è stata vissuta e in buona misura continua a esistere». Parte da questa provocazione il vescovo ausiliare monsignor Paolo Selvadagi nel libro “La Chiesa nella città. Un profilo di parrocchia”, appena pubblicato per le Edizioni San Paolo.

In poco più di 170 pagine, il presule si sofferma a riflettere sulle forme di parrocchia che esistono in Italia e nei Paesi occidentali, fortemente indebolite dalla secolarizzazione in termini di capacità aggregativa e di rilevanza sociale; quindi propone percorsi che possano renderla più rilevante nella società attuale e, contemporaneamente, più aderente alle attese evangeliche. «Per uscire dai ristretti ambiti organizzativi della parrocchia – scrive monsignor Selvadagi –, preoccupata dalla pastorale della conservazione e della stanca ripetizione di proposte logore e non più attuali, che finiscono per bloccare le pur dichiarate intenzioni evangelizzatrici, occorre misurarsi con percorsi di accompagnamento delle persone, che seguano nuove vie e nuovi metodi non solo indirizzati ai singoli ma alle categorie che rappresentano».

Perché alla comunità cristiana, oggi, conclude Selvadagi, «è chiesto di accompagnare e sostenere con percorsi reali le coppie, i genitori, i separati e i divorziati, i giovani che si avvicinano e i giovani che respingono la comunità cristiana, i giovani del mondo universitario e del mondo del lavoro». Una riflessione attuale e appassionata, che apre la strada a possibili percorsi concreti da attuare per le comunità parrocchiali, nella diocesi di Roma e non solo.

20 settembre 2021

La pace inizia da scelte quotidiane

Come sappiamo, “pace a voi” sono le prime parole di Gesù risorto ai discepoli chiusi nel cenacolo, in preda alle paure del momento. Papa Leone XIV nel suo primo messaggio per la Giornata mondiale della pace, ci ricorda che la pace nasce proprio lì dove la paura sembra prendere il sopravvento. Non possiamo dimenticare a questo proposito che Dio si incarna nella storia, mentre i pastori vegliavano di notte, e l’evento della resurrezione avverrà quando ancora era buio. La paura, la notte, accompagnano il cammino della umanità in ogni stagione della sua storia, ma la luce di Cristo illumina la storia e apre a sempre nuove possibilità di riconciliazione e di nuovi cammini. Cristo nostra Pace ha realizzato in sé stesso le condizioni per costruire la pace.

La pace che viene da Cristo, ricorda Leone XIV, è disarmata: non impone, non domina, non minaccia; è disarmante: perché tocca il cuore, cambia lo sguardo sull’altro, rende possibile ciò che sembrava impossibile. In un mondo segnato da conflitti, il Papa ci invita a non rassegnarci alla violenza come destino inevitabile. La pace non è un’utopia, ma una vocazione, che inizia da scelte quotidiane: parole che non feriscono, gesti che riconciliano, decisioni che cercano il bene comune. Accogliere la pace di Cristo significa diventare artigiani di pace, testimoni credibili di una speranza che non delude e che al termine del Giubileo deve ora incarnarsi nelle scelte dei singoli e delle comunità.

Spesso invece il nostro sistema per stare in piedi deve identificare il nemico, lo deve quasi produrre. Questo è vero anche in alcune scelte pseudo-educative che, veicolate scientemente da alcuni media, fanno passare il messaggio della paura dell’altro, dello straniero che è già nemico per definizione. Anche la Chiesa, ci hanno alcune volte malamente insegnato, ha dei nemici e quindi occorre difenderla: dal relativismo, dal soggettivismo, dal laicismo e così via, Gesù però non si è mai difeso. C’è tutta una storia di nemici che abbiamo combattuto mentre il male era interno a noi: il potere, il denaro, la paura di perdere posizione dominante.

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La nuova web app della “Chiesa dei Cappuccini”

Verrà presentata mercoledì 19 marzo alle ore 18, nella Sala Conferenza della chiesa dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria a via Veneto, la nuova web app per scoprire le bellezze artistiche e la storia di questo luogo di culto del centro di Roma, affidato alla cura dei Frati Minori Cappuccini.

Il rettore, padre Gian Nicola Paladino, accoglierà i partecipanti e introdurrà l’evento inaugurale, che prevede poi un approfondimento su “Gli strumenti digitali a servizio dei luoghi di culto; per un turismo religioso di qualità”, con i contributi di Petra Brinkhof e Beatrice Creazzola di Imagineear. Quindi, Sergio Pierattini, docente di drammaturgia all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, presenterà “Due anime si incontrano. Maffeo Barberini, al secolo Urbano VIII e suo fratello Antonio, frate cappuccino e cardinale. Senza spazio e senza tempo….”. Il pomeriggio si concluderà con un messaggio di fra Simone Calvarese, ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini dell’Italia centrale.

14 marzo 2025

La nuova squadra del Sovvenire diocesano

Il cardinale vicario ha provveduto a nominare i nuovi membri del Sovvenire diocesano, per sostenere le iniziative di promozione del sostegno alla Chiesa Cattolica affidando il ruolo di incaricata diocesana del Servizio medesimo a Lisa Manfrè, già responsabile comunicazione e media nel precedente triennio.

Fanno parte del Servizio per il coordinamento Sergio Allegrezza, Paolo Bencetti, Gianmarco Capra, Thomas Colasanti, Federico Cutrone, Carmine Di Stefano, Carlo Iovine, Riccardo Fragomeni, Roberto Petrecca, Domenico Vari, Pierluigi Proietti, Chiara Granata, Giancarlo Purinan, Erica Di Santo, Maria Rita Rasi, Silvia Corona, Pierluigi Sepiacci e, in qualità di responsabile della formazione spirituale, monsignor Giuseppe Tonello.

«Ringrazio il cardinale vicario Angelo De Donatis per la fiducia che ci ha accordato e che sapremo ricambiare attraverso un lavoro attento e capillare sul territorio – dichiara Manfrè –. Ci aspetta un triennio molto impegnativo per cercare di contrastare la tendenza al calo di firme a favore della Chiesa Cattolica previsto nei prossimi anni. L’Istat ci indica che durante la pandemia è cresciuta la percentuale dei nuovi poveri e dobbiamo ricordare che la Chiesa Cattolica senza i fondi 8xmille, fra l’altro, non avrebbe potuto aiutare tante famiglie che dall’oggi al domani si sono ritrovate senza mezzi di sostentamento. Come Servizio diocesano proporremo quindi una serie di iniziative concrete per sensibilizzare e far crescere la consapevolezza in merito all’importanza di sostenere la Chiesa Cattolica attraverso la destinazione dell’8Xmille e le offerte per il sostegno ai sacerdoti. Perché riteniamo che da soli possiamo fare tanto, ma solo insieme possiamo davvero fare la differenza».

18 marzo 2022

La nuova nota sugli oratori estivi

Venerdì 22 maggio la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, con il supporto degli Uffici di prevenzione dei Dipartimenti di Sanità, ha pubblicato l’aggiornamento e l’integrazione alle “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche e Produttive” e in particolare delle Linee guida elaborate dal Dipartimento per le politiche della Famiglia con riferimento ai centri estivi. Il documento della Conferenza delle Regioni riporta una serie di schede, l’ultima delle quali dedicata ai “Servizi per l’infanzia e per l’adolescenza”. Nuove disposizioni che incidono sull’organizzazione degli oratori estivi, e sono state quindi recepite dalla diocesi di Roma, in particolare dall’Ufficio catechistico e dal Servizio per la pastorale giovanile, che hanno inviato ai parroci una nuova nota relativa a queste iniziative, tanto care sia ai ragazzi che alle loro famiglie.

In particolare, si specifica che non si potranno iniziare le attività degli oratori estivi prima del 15 giugno. Tra le novità, anche il coordinamento con le Asl di appartenenza. «Si ricorda inoltre – si legge infine – che è necessario fornire un’adeguata informazione per i genitori, bambini ed educatori e che venga sottoscritto un accordo tra la parrocchia, gli educatori ed i genitori, per il rispetto delle regole di gestione. È bene predisporre quindi un testo in cui tutte le regole e le procedure messe in atto dalla parrocchia siano conosciute e firmate dai genitori».

Leggi il testo aggiornato della nota diocesana

26 maggio 2020

La nuova edizione del Messale spiegata da monsignor Maniago

Foto di Cristian Gennari

La copertina disegnata da Mimmo Paladino, le pagine color avorio, le righe musicali inserite all’interno del testo. Una traduzione dal latino completamente rivista e formule rinnovate nel Padre Nostro, nel Gloria, nell’atto penitenziale. Ci sono voluti diciotto anni per arrivare alla nuova edizione del Messale Romano, approvato da Papa Francesco il 16 luglio del 2019, che diventerà obbligatorio nella penisola da Pasqua 2021. Nelle diocesi del Lazio, e quindi anche a Roma, verrà usato per celebrare a partire dalla prima domenica di Avvento, il 29 novembre. Questa mattina lo ha presentato ai sacerdoti romani monsignor Claudio Maniago, vescovo di Castellaneta e presidente della Commissione liturgica della Cei.

«È stato un lavoro lungo, complesso e delicato partito nel 2002», ha detto il vescovo ripercorrendo le tappe principali che hanno portato al testo definitivo, edito dalla Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena e distribuito dalla Libreria Editrice Vaticana. Fondamentale, il motu proprio di Papa Francesco “Magnum Principium” del 3 settembre 2017, che ha consentito al gruppo di lavoro di evitare la traduzione letterale dal latino, «fatta di un periodare molto faticoso», ha sottolineato monsignor Maniago. La nuova edizione alla quale si è giunti «è un dono prezioso fatto ad ogni comunità – ha proseguito – perché diventa un invito a ciascuno a riscoprire la bellezza e la fecondità dell’Eucarestia». Uno strumento, ha aggiunto, «che aiuterà le comunità a celebrare l’Eucarestia nel solco del Concilio Vaticano II».

Non è infatti un «nuovo Messale» ma, ha sottolineato, «una nuova edizione». Una prima novità, che salta subito all’occhio, è quella del formato. «In Italia eravamo gli unici ad avere due formati per il Messale – ha spiegato monsignor Maniago – mentre è stata fatta la scelta di allinearsi alle altre Chiese locali, come quella di lingua inglese e di lingua spagnola, di avere un unico formato, intermedio tra i due precedenti». Pagine di carta più leggera, «più sfogliabile e gestibile», avoriata e non gialla come prima, con carattere normale e non più in neretto. Le illustrazioni – poche – come la copertina sono state affidate a Mimmo Paladino, «artista contemporaneo di fama internazionale, le cui opere sono esposte anche ai Musei Vaticani», perché si tratta di «un Messale di oggi con opere di oggi».

L’attualità del testo si ritrova, ancor di più, sfogliando il volume. La più celebre novità introdotta, ricorda ancora il liturgista, è quella che riguarda il Padre Nostro: non diremo più “non indurci in tentazione” ma “non abbandonarci alla tentazione; viene inoltre aggiunto un “anche” nella parte sui debiti e i debitori. Nel Gloria, invece, cambia l’esordio, con “gli uomini amati dal Signore” anziché “gli uomini di buona volontà”. «Immutate le parole della consacrazione – ha continuato monsignor Maniago – mentre nell’atto penitenziale, e non solo, è stata scelta la formula più inclusiva “fratelli e sorelle” in luogo di “fratelli”». Un «lavoro importante», per il vescovo, è stato anche quello di «accogliere la nuova versione della Bibbia della Cei del 2008, perché nel Messale si trovano diverse citazioni della Bibbia, ad esempio nelle antifone».

«La nuova edizione del Messale sarà l’occasione per riscoprire nella Messa il polo essenziale, l’occasione imprescindibile per generare relazioni autentiche, sane e improntate al Vangelo. Per riscoprire l’Eucaristia come esperienza di popolo», ha detto il cardinale vicario Angelo De Donatis introducendo l’incontro di questa mattina. «Il Messale – ha aggiunto – ci riporta ancora una volta alla comunità, all’esperienza di popolo e l’Eucaristia è la risposta del popolo all’amore coinvolgente del Padre».

13 ottobre 2020

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