28 Giugno 2026

La Giornata di preghiera e digiuno per i missionari martiri nella diocesi di Roma

Foto diocesidiroma/Gennari

Oggi, 24 marzo, si celebra la trentunesima Giornata di preghiera e digiuno per i missionari martiri, dal tema “Di me sarete testimoni”. Di seguito la riflessione di padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio diocesano per la cooperazione missionaria tra le Chiese

Ogni anno il 24 marzo si celebra la trentunesima Giornata di preghiera e digiuno per i missionari martiri. Infatti, è l’anniversario della morte dell’arcivescovo di San Salvador, sant’Oscar Arnulfo Romero, ucciso brutalmente nel 1980 mentre celebrava Santa Messa. Per la Chiesa di Roma, edificata da Nostro Signore grazie alla straordinaria testimonianza dei santi martiri fondatori Pietro e Paolo, è certamente un’occasione privilegiata per fare memoria della missione. D’altronde anche in tempi recenti il sangue versato dal nostro sacerdote don Andrea Santoro è stato motivo di edificazione per le nostre comunità parrocchiali.

L’inaugurazione, ieri pomeriggio, del Memoriale dei Nuovi Martiri del XX e XXI presso la basilica di San Bartolomeo all’Isola, alla presenza del cardinale vicario Angelo De Donatis, ne costituisce la conferma eclatante. Ringraziando ancora una volta la Comunità di Sant’Egidio per lo sforzo profuso nell’allestire questa esposizione ispirata alla Martyria, è evidente che la nostra comunità ecclesiale è invitata ad affermare nella fede un sussulto di missionarietà.

Quest’anno lo slogan scelto dal Servizio Giovani della Fondazione Missio, organismo pastorale della Cei, è chiaro e diretto: «Di me sarete miei testimoni». Queste parole del Maestro (Atti 1,8) trovano ampia risonanza nella testimonianza di coloro che nel nostro tempo hanno fatto la scelta di stare dalla parte degli ultimi, in quelle che Papa Francesco chiama le periferie del mondo. Secondo le informazioni raccolte dall’agenzia Fides, nel 2022 sono stati uccisi nel mondo 18 missionari/e: 12 sacerdoti, 1 religioso, 3 religiose, 1 seminarista, 1 laico. La ripartizione continentale evidenzia che il numero più elevato è stato registrato in Africa, dove sono stati uccisi 9 missionari (7 sacerdoti, 2 religiose), seguita dall’America Latina, con 8 missionari uccisi (4 sacerdoti, 1 religioso, 1 religiosa, 1 seminarista, 1 laico) e quindi dall’Asia, dove è stato ucciso 1 sacerdote.

Tra i caduti in Africa figura anche una nostra connazionale, suor Maria De Coppi, missionaria comboniana, uccisa nell’assalto alla missione di Chipene, nella provincia mozambicana di Nampula, nella notte tra il 6 e il 7 settembre. Gli assalitori, di matrice jihadista, hanno distrutto e saccheggiato le strutture della missione. Suor Maria, in Mozambico dal lontano 1963, è stata colpita da un proiettile alla testa, morendo all’istante. Le sue consorelle la ricordano come una donna sempre coerente nelle sue scelte, interpretando fedelmente quanto auspicato da Papa Francesco: stando permanentemente in periferia, dalla parte dei poveri.

E cosa dire di don Joseph Aketeh Bako, parroco della chiesa di San Giovanni a Kudenda, in Nigeria? Sequestrato da uomini armati che avevano assalito la sua canonica, è morto mentre era nelle mani dei suoi rapitori, tra il 18 e il 20 aprile. Emblematico anche il sacrificio di suor Marie Sylvie Kavuke Vakatsuraki, della Congregazione delle Petites Soeurs de la Présentation de Notre Dame au Temple di Butembo; è stata uccisa insieme ad altri civili, durante un assalto avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 ottobre al villaggio di Maboya, nella provincia congolese del Nord Kivu. Altrettanto violenta è stata la morte di padre Michael Mawelera Samson, dei Missionari d’Africa, originario del Malawi, scomparso il 10 giugno 2022 dal centro giovanile della chiesa di Mbeya, in Tanzania. Il suo corpo è stato rinvenuto il giorno successivo sul greto del fiume Meta. A questi nomi vanno aggiunti quelli del nigeriano don Vitus Borogo, dei suoi connazionali don Christopher Odia Ogedegbe e don John Mark Cheitnum, del padre congolese Richard Masivi Kasereka e del congolese don Godefroid Pembele Mandon.

Naturalmente il ricordo dei missionari/e martiri non si esaurisce nell’orazione e nel digiuno, ma esige da parte delle nostre comunità gesti concreti di condivisione con chi soffre in terre lontane la stessa vita di Cristo.

24 marzo 2023

La Giornata di digiuno, di preghiera e di penitenza per la pace in Terra Santa

Papa Francesco ha indetto per venerdì 27 ottobre una giornata di digiuno, di preghiera e di penitenza per la pace in Terra Santa. Il cardinale vicario Angelo De Donatis scrive a sacerdoti, diaconi, religiose, religiosi, responsabili di gruppi, movimenti e associazioni invitando ad aderire all’iniziativa e a partecipare alla preghiera del Santo Padre. Il Papa, infatti, il 27 alle ore 18 nella basilica di San Pietro, presiederà un momento di preghiera per «implorare sui nostri giorni la pace, la pace in questo mondo». L’accesso in basilica sarà libero e non serviranno i biglietti.

«Sono invitati a partecipare anche – ricorda il cardinale De Donatis –, nel modo che riterranno opportuno, le sorelle e i fratelli delle varie confessioni cristiane, gli appartenenti ad altre religioni e quanti hanno a cuore la causa della pace nel mondo».

«Inquieta il possibile allargamento del conflitto, mentre nel mondo tanti fronti bellici sono già aperti – aveva detto Papa Francesco –. Tacciano le armi! Si ascolti il grido di pace dei popoli, della gente, dei bambini! Fratelli e sorelle, la guerra non risolve alcun problema, semina solo morte e distruzione, aumenta l’odio e moltiplica la vendetta. La guerra cancella il futuro. Esorto i credenti a prendere in questo conflitto una sola parte: quella della pace; ma non a parole, con la preghiera, con la dedizione totale».

Il testo integrale della lettera del cardinale

24 ottobre 2023

La Giornata di Avvenire, una informazione «fedele alla verità dei fatti»

Il «primato della persona» nel suo lavoro, un’informazione «stimolante, fedele alla verità dei fatti», il servizio alle Chiese locali: sono alcuni aspetti dell’impegno di Avvenire messi in luce dal cardinale vicario Angelo De Donatis nella lettera per la Giornata diocesana dedicata alla sensibilizzazione al sostegno del quotidiano dei cattolici e al settimanale Roma Sette. Nel documento inviato ai parroci della diocesi, De Donatis invita a vivere la Giornata di domenica 11 novembre «come un’opportunità di riflessione sul valore dell’informazione, spesso limitata ai soli social network in particolare da parte dei giovani, in questo contesto sociale così frammentato». E ricorda che «il Papa, scegliendo il tema per la prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, ci invita a passare dalle “community” alle “comunità”, sottolineando l’importanza di restituire alla comunicazione una prospettiva ampia, fondata sulla persona». In questo senso, scrive ancora il cardinale vicario, «possiamo guardare all’impegno di Avvenire che del primato della persona ha fatto il cuore del suo lavoro, se pensiamo all’attenzione per le famiglie, per i minori, per i migranti, per il Sud del mondo e alle storie di bene che pone in evidenza».

Quindi De Donatis ricorda il 50° di fondazione del quotidiano e colui che ne ispirò la nascita, «l’amato santo Papa Paolo VI che lo volle fortemente come quotidiano nazionale». Avvenire, osserva il I cardinale nella sua lettera ai parroci, «è l’unico quotidiano italiano ad avere un numero consistente di abbonati alla versione cartacea, segno di una fedeltà consolidata nel tempo dai lettori. Lettori che evidentemente apprezzano un’informazione stimolante, fedele alla verità dei fatti anche dura» – e qui ricorda le recenti inchieste sul caporalato e sullo sfruttamento dei bambini – «e ricca di un patrimonio di memorie vive e forti che stiamo leggendo in questi mesi sulle sue pagine». «Nel dna di Avvenire – prosegue De Donatis – c’è anche l’apprezzato servizio alle Chiese locali che per la nostra diocesi si concretizza con l’uscita di Roma Sette come dorso domenicale. Articoli e notizie sulla vitalità delle tante espressioni della Chiesa locale e un impegno in ascolto del “grido della città”, cui si aggiungono quest’anno le rubriche di Tonino Cantelmi sui giovani e di suor Alessandra Smerilli sull’economia sostenibile». Proprio per quanto riguarda Roma Sette, il cardinale annuncia una novità che partirà nei prossimi giorni sulla linea degli orientamenti pastorali della diocesi da lui indicati nel settembre scorso. «Soprattutto per fare insieme memoria del cammino recente della Chiesa di Roma, Roma Sette proporrà dalla prossima settimana sulla testata on line Romasette.it le sue pagine più significative che racconteranno la vita della diocesi a partire dal 1974, anno di nascita del nostro settimanale e anno molto significativo per la Chiesa di Roma».

Vale la pena di ricordare infatti che in quell’anno si tenne il convegno diocesano sul tema “Responsabilità dei cristiani di fronte alle attese di carità e giustizia nella diocesi di Roma”, e proprio all’attuazione di questo evento sarà dedicato il primo articolo che sarà riprodotto on line, a firma di Luigi Di Liegro, storico fondatore della Caritas diocesana (datato 17 novembre 1974, primo numero di Roma Sette). Sempre in merito all’ambito della “memoria”, De Donatis segnala ai parroci la rubrica “Ritratti romani” on line su Romasette.it, affidata a uno storico, «che racconta storie di sacerdoti che hanno illuminato la Roma del ‘900: un omaggio ai tanti presbiteri che hanno speso la loro vita per la gente in questa città».

«C’è un prezioso lavoro del quotidiano dei cattolici e del settimanale diocesano – conclude la lettera il cardinale vicario – che ci aiuta a cogliere quel che, a volte, nel turbinio dei nostri impegni, può sfuggirci. Una narrazione di fatti e di storie mai disgiunti dall’amore per la verità e dal rispetto per le persone, valori che spesso fatichiamo a trovare nel vasto panorama informativo a disposizione».

da Roma Sette

5 novembre 2018

La Giornata delle comunicazioni sociali: incontro con Ruffini, Foa e Cazzullo. Il premio Paoline a monsignor Frisina

Nel contesto della 53ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali – che sarà celebrata domenica 2 giugno – si terrà martedì 4 giugno, alle 18.30, nella basilica di Santa Maria in Montesanto (Chiesa degli Artisti, in piazza del Popolo), l’incontro di riflessione sul tema scelto per la Giornata, “Siamo membra gli uni degli altri. Dalle social network communities alla comunità umana”. L’appuntamento è organizzato dall’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Roma con Paoline Comunicazione e Cultura Onlus, con il patrocinio del Dicastero per la comunicazione, dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana e della Settimana della Comunicazione.

L’evento sarà aperto dal saluto di don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei; quindi interverranno Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, Marcello Luigi Foa, presidente della Rai, e Aldo Cazzullo, giornalista del Corriere della Sera. Le conclusioni saranno affidate a don Walter Insero, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Roma e rettore della chiesa degli artisti. A moderare l’incontro sarò la giornalista Benedetta Rinaldi.

«Prenderemo spunto dal messaggio del Santo Padre – anticipa don Insero – e rifletteremo sull’importanza del vivere e creare relazioni nell’odierno contesto comunicativo. Ci interrogheremo su come passare dall’essere in rete al fare rete, dalle communities alle comunità».

Durante l’incontro verrà conferito il Premio Paoline Comunicazione e Cultura 2019 a monsignor Marco Frisina, rettore della basilica di Santa Cecilia a Trastevere e compositore. Il riconoscimento va «a un artista – sottolinea suor Teresa Braccio, responsabile del Segretariato Internazionale di Comunicazione Figlie di San Paolo – che ha saputo donare il suo straordinario talento per una musica che unisce vita e spiritualità, favorisce l’incontro con il Signore e promuove la comunità umana come ambiente di relazione e prossimità». Durante l’incontro il Coro della Diocesi di Roma, fondato da monsignor Frisina nel 1984, eseguirà alcuni brani dell’autore. «Il Premio Paoline Comunicazione e Cultura – spiega suor Teresa – è inserito nelle iniziative della Settimana della Comunicazione. Viene conferito, con cadenza annuale a quelle persone o associazioni che si segnalano per aver dato la migliore espressione con la vita, con un’opera o una attività, al messaggio del Papa per la Giornata delle comunicazioni sociali».

31 maggio 2019

La Giornata delle comunicazioni sociali nella diocesi di Roma

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

Il corso di formazione, la Messa, la partecipazione all’Angelus. Si articolerà su due giornate e su diversi appuntamenti la celebrazione della 57esima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali nella diocesi di Roma. A promuoverli e organizzarli, insieme, diverse realtà impegnate nel settore: l’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali innanzitutto, con Ordine dei giornalisti del Lazio, Ucsi Lazio, Paoline, Weca, Fisc Lazio.

Il primo appuntamento è per venerdì 19 maggio, dalle 10 alle 14, nella Sala Giubileo della Lumsa (via di Porta Castello, 44), con il corso di formazione «“Andare, vedere, ascoltare…. Parlare col cuore”. Le parole di Papa Francesco su come stare nell’informazione e nella comunicazione». Al centro il messaggio del Santo Padre per la Giornata mondiale, diffuso il 24 gennaio scorso, nel giorno della memoria liturgica di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Ad aprire i lavori saranno: Francesco Bonini, rettore Lumsa; Guido D’Ubaldo, presidente Odg Lazio; don Stefano Cascio, consulente ecclesiastico Ucsi Lazio; Maurizio Di Schino, presidente Ucsi Lazio; Fabio Bolzetta, presidente WeCa; Angelo Zema, delegato Fisc Lazio. Interverranno poi nel corso della mattinata: Daniela de Robert, giornalista, componente del Collegio dell’Autorità Garante dei diritti delle persone private della libertà personale; Gustavo Eduardo Denis Desloges, giornalista venezuelano; Nazifa Mersa Hussain, mediatrice culturale afgana; Maurizio Lisanti e Gabriella Friozzi, “Gocce di Marsala” e “L’Osservatore di strada”; Flavia Rizza, testimonial contro bullismo e cyberbullismo; Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede; Walter Scarfò, artdirector Youtopia e facilitatore grafico; Michele Sorice, professore ordinario di Comunicazione alla Luiss; Maria Zegarelli, vicepresidente del Consiglio di disciplina nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Modereranno gli interventi: Francesco Spagnolo, Ufficio comunicazione Caritas italiana, componente direttivo Ucsi Lazio; Giulia Pigliucci, freelance uffici stampa e comunicazione, vicepresidente Ucsi Lazio.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, alle ore 15, lo storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi riceverà il Premio Comunicazione e Cultura Paoline 2023; nella motivazione si sottolinea il suo «costante impegno a servizio di un’autentica cultura dell’incontro fondato sull’ascolto dell’altro, sulla partecipazione che elimina tutte le diversità». Il riconoscimento sarà consegnato da suor Anna Caiazza, superiora generale delle Figlie di San Paolo. A partire dalle ore 15, sempre nella Sala Giubileo della Lumsa, Riccardi dialogherà con padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della diocesi di Roma; modererà Maurizio Di Schino, presidente Ucsi Lazio.

Domenica 21 maggio, Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, giornalisti e operatori della comunicazione sono invitati a ritrovarsi insieme per la Messa alle ore 10 presso il Centro San Lorenzo (via Pfeiffer ,24), che sarà presieduta da padre Albanese. Al termine tutti i parteciperanno converranno in piazza San Pietro per pregare il Regina Coeli con Papa Francesco.

Riflette padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi: «Come dice Papa Francesco, comunicare con il cuore vuol dire che ci legge o ci ascolta viene portato a cogliere la nostra partecipazione rispetto a quanto sta avvenendo oggi sul palcoscenico della storia contemporanea. Giornalismo, dunque, inteso come capacità di rendere intelligibili i segni dei tempi in un mondo che cambia, con la grazia del cuore».

Osserva Maurizio Di Schino, presidente Ucsi Lazio: «Abbiamo voluto metterci alla scuola di Papa Francesco su come stare nella comunicazione e nell’informazione, riprendendo questi verbi dinamici che il Santo Padre ha utilizzato negli ultimi messaggi per le Giornate delle comunicazioni sociali. Sono verbi che indicano la dinamicità del nostro fare informazione. Ma allo stesso tempo c’è bisogno di formazione: per questo, insieme all’Ordine dei giornalisti del Lazio, abbiamo pensato a una proposta formativa per la categoria, che parte proprio da Roma. Una proposta con un approccio sinodale e comunitario, perché più realtà laiche ed ecclesiali si uniscono per essere al servizio della categoria, del Paese e della formazione continua».

12 maggio 2023

La Giornata delle Arti sabato al Palazzo Lateranense

Porte aperte nel Palazzo Lateranense, con possibilità di ammirarne affreschi e arazzi allietati dalle note di un tango, fermandosi ad assistere a esibizioni di danza e teatro. Sarà possibile nel pomeriggio di sabato 17 febbraio, grazie alla “Giornata delle arti. La via della Bellezza”, iniziativa organizzata in occasione della festa del Beato Angelico dall’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma, in collaborazione con l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, l’Accademia Nazionale di Danza, il Conservatorio di Musica Santa Cecilia e l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Alle 17 di sabato, nell’Aula della Conciliazione, il saluto del cardinale vicario Angelo De Donatis aprirà l’evento. Per l’occasione i visitatori potranno accedere senza prenotazione e gratuitamente – dalle 17 alle 20.30 – alle sale del Palazzo Lateranense che, come detto, ospiteranno performance artistiche. Gli studenti delle quattro istituzioni accademiche saranno infatti impegnati in diverse esibizioni che verranno ripetute più volte nel corso del pomeriggio: nella Sala della Conciliazione gli allievi del I anno della Silvio d’Amico proporranno “Lì dov’è la nostra dimora”, drammaturgia di Francesco d’Alfonso da Scruton, Borges, Agostino d’Ippona, von Balthasar e Auden, che verrà proposta alle 17.15, alle 18 e alle 19; nella Sala degli Imperatori le allieve dell’Accademia Nazionale di Danza presenteranno uno studio coreografico sullo “Stabat Mater” di Pergolesi, alle 17.50, alle 18.30 e alle 19.30; nella Sala degli Apostoli i giovani musicisti di Santa Cecilia si esibiranno in brani di Manuel de Falla, Mario Castelnuovo-Tedesco e Astor Piazzolla, alle 18.20, alle 19 e alle 20. La Sala di Daniele, infine, ospiterà l’installazione artistica “…dai lacci del mondo si sciolse”, con opere realizzate dagli studenti della Scuola di Grafica d’arte dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

«L’evento nasce dal desiderio di celebrare la memoria di fra’ Giovanni da Fiesole, che venne soprannominato Beato Angelico perché già vedeva il mondo con gli occhi del Paradiso – spiega monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio diocesano –. A mio avviso è decisivo richiamare alla bellezza dell’arte in un mondo che, in seguito alle derive del marxismo, della psicanalisi e del nichilismo, si è abituato a pensarla come una sovrastruttura finta. Non solo la rivelazione dello sporco, ma soprattutto indicare il bello è la grande missione dell’arte. Papa Francesco in Evangelii Gaudium ha parlato nuovamente – a questo proposito – di via della bellezza. L’evento vuole essere un segno di fiducia e di stima verso gli studenti allievi delle Accademie universitarie di teatro, danza, musica e belle arti e un incontro con loro, che si stanno formando per diventare gli artisti del domani».

Gli studenti «sono i veri protagonisti di questo progetto, perché la storia delle arti non è soltanto storia di opere, ama anche storia di uomini e donne che “creano” per il bene comune. È la prima volta – sottolinea il direttore artistico della manifestazione Francesco d’Alfonso – che la Chiesa di Roma accoglie tutti gli aspiranti artisti nella sua casa, che sarà, per l’occasione il punto di convergenza dei vari linguaggi dell’arte. Speriamo che possa diventare un appuntamento annuale».

Felici di questa collaborazione le istituzioni accademiche coinvolte, come Daniela Bortignoni, direttrice dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”: «L’Accademia è felice di confermare la collaborazione ormai decennale con il Vicariato di Roma e, in particolare, con l’Ufficio per l’Università, con cui ha condiviso importanti iniziative, con la partecipazione di docenti e allievi dell’Istituzione. La Giornata delle arti, dedicata al Beato Angelico, che si celebra in questa occasione, è un momento fondamentale per ribadire l’impegno delle Istituzioni formative della Capitale per la ricerca artistica e la crescita culturale e sociale della comunità cittadina». Cecilia Casorati, direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma, dichiara: «L’Accademia di Belle Arti è particolarmente lieta di partecipare alla Giornata delle Arti al Museo Lateranense. Un evento che intende evidenziare l’importanza della creatività come strumento di sviluppo sociale e il rapporto tra le diverse arti come elemento di scambio fecondo tra realtà differenti». Sulla stessa linea Anna Maria Galeotti, direttrice dell’Accademia Nazionale di Danza: «L’Accademia Nazionale di Danza è lieta di partecipare a questo importante progetto del Vicariato di Roma che riunisce le quattro storiche Accademie di Roma. Condividiamo con piacere questo percorso sulla “via della bellezza” nella spettacolare sede del Palazzo Lateranense immaginando in prospettiva future occasioni di dialogo e collaborazione». Mentre il maestro Leonardo De Angelis, che cura l’esibizione dei ragazzi del Conservatorio di Santa Cecilia, commenta: «È molto importante sia la ricorrenza sia questa forma di collaborazione – osserva –; i musicisti coinvolti stanno per laurearsi alla specializzazione, quindi hanno già esperienza concertistica e sono molto contenti di portare questo programma; anche la tipologia di performance è indicata, così come quest’alternanza con le altre forme di espressione, che mi sembra molto interessante».

13 febbraio 2024

La Giornata delle arti nel Palazzo Lateranense

Assistere a una performance teatrale nella Sala della Conciliazione e una esibizione di danza nella Sala degli Imperatori, ascoltare le note dei violini nella Sala degli Apostoli e ammirare un’installazione artistica nella Sala di Daniele. Per il secondo anno il Palazzo Lateranense spalanca le sue porte per la Giornata delle arti, iniziativa dell’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma in collaborazione con Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, Accademia Nazionale di Danza, Conservatorio di Musica Santa Cecilia e Accademia di Belle Arti di Roma. Sabato 15 febbraio, in coincidenza con il Giubileo degli artisti e in occasione della festa del Beato Angelico, che ricorre il 18 febbraio, dalle ore 16, sarà possibile accedere gratuitamente al Palazzo che per l’occasione ospiterà le esibizioni degli studenti.

La manifestazione sarà aperta dai saluti di monsignor Andrea Manto, vicario episcopale, e di don Gabriele Vecchione, coordinatore dell’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma. «Siamo felici di dare l’opportunità ai giovani allievi delle Accademie che studiano per diventare artisti professionisti di potersi esibire nella Casa del Vescovo di Roma, in occasione della II Giornata delle Arti – dichiara don Vecchione –. Per la diocesi e in particolare per il nostro Ufficio, nutrire i sogni e le speranze dei nostri giovani è una vera e propria missione, che siamo, appunto, felici di compiere». Prendendo ispirazione dal tema giubilare, «abbiamo pensato di declinare il tema della speranza con un verso dell’Undicesimo Canto dell’Odissea, “Ma tu torna presto alla luce” – sottolinea il sacerdote –, che è l’invito che Anticlea rivolge al figlio Ulisse mentre egli è nell’Ade. L’arte non è necessariamente elusione estetica, ma attraversamento delle tenebre, possibilità di non permanervi. L’arte è libera, non collude non la dinamica dominante della prestazione, che lascia sul campo vincitori (pochi) e vinti (tanti), ma è introspezione, attenzione, espressione, espressione anche del male di vivere e, in quanto sua espressione, prima emancipazione».

Le esibizioni verranno ripetute quattro volte nel corso del pomeriggio: alle 16, alle 17, alle 18 e alle 19. “Oltre quello che c’è” è il titolo della drammaturgia curata da Francesco d’Alfonso, dell’Ufficio diocesano, che verrà messa in scena dagli allievi del primo anno di Recitazione dell’Accademia “Silvio d’Amico”. «Sarà la prima esibizione pubblica per questi ragazzi – sottolinea d’Alfonso – ed è bellissimo pensare che è la Chiesa a farsi promotrice e lanciare questi giovani in scena per la prima volta, in una cornice bellissima. La cultura e l’arte possono essere pop e questo non vuole dire sminuirne il significato, anzi, è giusto renderle accessibili a tutti».

10 febbraio 2025

La Giornata della vita consacrata nella diocesi di Roma

In occasione della XXX Giornata mondiale della vita consacrata, lunedì 2 febbraio, festa della Presentazione del Signore, Papa Leone XIV presiede la celebrazione eucaristica nella basilica di San Pietro. Ne dà notizia l’Ufficio delle celebrazioni liturgiche del pontefice, aggiungendo che la Messa avrà inizio alle 17. Invitati all’appuntamento con il Papa anche tutti i consacrati e le consacrate di Roma, che vivranno comunque la loro celebrazione diocesana il giorno prima, domenica 1° febbraio.

“Consacrati/e per diffondere la concordia e la pace nel mondo”: questo il tema. Il raduno è in programma per le 15 al Monastero agostiniano dei Santi Quattro Coronati, dove alle 15.15 si svolgerà un momento di preghiera con le claustrali. Al termine, prenderà il via la processione verso la basilica di San Giovanni in Laterano, con la recita del Rosario meditato. La conclusione alle 16.15, con la preghiera dei vespri cantati, presieduta dal vescovo ausiliare Michele Di Tolve, delegato per la Vita consacrata. Nelle parole di monsignor Antonio Panfili, direttore dell’Ufficio diocesano per la vita consacrata, è «un’occasione per vivere un momento di fraternità tra tutti noi e di testimonianza alla diocesi e alla città della nostra presenza profetica nel mondo».

22 gennaio 2026

La Giornata della carità nelle parrocchie romane

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Domenica 21 aprile nelle parrocchie di Roma verrà celebrata la Giornata della carità con la colletta delle Messe dedicata alle opere promosse dalla Caritas diocesana. «La domenica del Buon Pastore – scrive il vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma, nella lettera indirizzata ai parroci –, insieme alla preghiera per le vocazioni e alla gioia per le nuove ordinazioni presbiterali, dedicheremo la nostra giornata anche alla carità con una colletta per le opere e per i servizi della nostra Caritas diocesana. La Giornata della carità, infatti, che solitamente celebriamo in Quaresima, quest’anno è stata spostata a questa data per il sovrapporsi della colletta proposta dalla Conferenza episcopale italiana per la Terra Santa».

Per il vicegerente «la colletta per le opere diocesane di carità rappresenta un segno concreto di vicinanza verso quei fratelli più fragili e lontani: persone che la nostra Chiesa incontra nelle comunità parrocchiali, a partire da quelle dotate dei centri di ascolto, nei centri di ascolto diocesani per italiani e stranieri, nelle mense, nei cinque empori della solidarietà, negli ostelli e negli altri luoghi di accoglienza e nei servizi di cura, rivolti soprattutto ad anziani, a donne con bambini e ai minori».

Il presule ricorda come «lo scorso anno sono state seguite più di 13 mila famiglie, quasi 50 mila persone, molte delle quali bambini e giovani. La Caritas diocesana svolge inoltre una intensa attività di informazione e di formazione rivolta specificatamente agli animatori della carità».

«Nella domenica in cui riflettiamo sull’amore compassionevole del Signore verso il suo gregge – conclude il vescovo –, desidero allora esortarti a unirti nella promozione di un appello alla carità che possa portare conforto e sollievo a coloro che si trovano nel bisogno. Come pastore della tua comunità, sei chiamato a seguire l’esempio del Buon Pastore nel prenderti cura del gregge affidatoti. In questa luce, ti invito a promuovere l’iniziativa durante le celebrazioni».

Le offerte raccolte dovranno essere versate entro il 20 maggio sul conto corrente intestato a Vicariato di Roma – Caritas diocesana IBAN IT47S0503403257000000002143: nella causale va specificato: Giornata della carità – Caritas Roma, oppure presso la cassa del Vicariato.

16 aprile 2024

La Giornata contro la tratta

La locandina della Giornata

“Economia senza tratta di persone” è il tema della settima Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone che si celebra lunedì 8 febbraio 2021, memoria liturgica di santa Giuseppina Bakhita. La piaga della tratta di persone a scopo di sfruttamento lavorativo, sessuale, per l’accattonaggio o per la vendita di organi non è relegata al passato, ma ancora oggi molte persone, generalmente appartenenti alle classi più povere e, in modo particolare, ai paesi del sud del mondo, sono ridotte in schiavitù e sfruttate come se non fossero esseri umani e non avessero diritti. In occasione della Giornata mondiale di quest’anno, vista la situazione pandemica, i promotori (le Unioni delle Superiore e dei Superiori Generali degli Istituti religiosi) hanno organizzato una maratona internazionale on line, che si terrà dalle 10 alle 17. Sarà una maratona di sette ore in cinque lingue con voci, preghiere e testimonianze dalle varie realtà che si occupano di tratta.

La maratona si potrà seguire sul canale YouTube https://www.youtube.com/c/preghieracontrotratta. All’interno della maratona ci sarà un videomessaggio di Papa Francesco e la testimonianza dell’arcivescovo Gianpiero Palmieri, vicegerente della diocesi di Roma, che ricorderà la figura di santa Bakhita. Nel mondo sono oltre 40 milioni le vittime di tratta. Tra queste circa il 72% sono donne, il 23% minori. Fra le principali finalità della tratta vi sono lo sfruttamento sessuale (più della metà) ed il lavoro forzato (oltre un terzo) per un giro di affari che è intorno ai 150 miliardi di dollari annui. In questi ultimi anni il fenomeno della tratta è cambiato anche in Italia, specialmente per quanto riguarda la prostituzione coatta. Inoltre – anche a causa della pandemia – si è ulteriormente spostato dalla strada all’indoor e all’online, rendendo le vittime ancora più invisibili, inavvicinabili e vulnerabili.

La diocesi di Roma – lo ricordiamo – ha attivato un Coordinamento diocesano contro la tratta delle persone e il sostegno delle vittime, coordinato dalla Caritas diocesana e del quale fanno parte USMI, Comunità di Sant’Egidio, Slave No More, Papa Giovanni XXIII, Arché e le quattro unità di volontari che tutte le settimane scendono in strada per incontrare le ragazze.

7 febbraio 2021

La formazione per gli insegnanti di religione

Nel presentare il percorso formativo proposto per quest’anno scolastico agli insegnanti di religione cattolica della diocesi, Rosario Chiarazzo, direttore dell’Ufficio scuola del Vicariato, sottolinea «l’importanza della relazione, nella molteplicità dei risvolti psico-pedagogici e didattici e nell’ottica del cammino sinodale della diocesi di Roma».

In primo luogo, infatti, il direttore evidenzia «la necessità che questi incontri, che avranno luogo da fine novembre a metà maggio, si svolgano in presenza» perché «è bene e importante curare prima di tutto la relazione tra i docenti dopo il tempo del Covid, che ha limitato la vita sociale», con in particolare l’intento di «pensare ad una “pedagogia della fraternità” più ampia, ossia da realizzarsi tra il mondo della scuola e la comunità ecclesiale, chiamando in causa anche tutte le altre realtà educa-tive». L’obiettivo, proprio in linea con l’attenzione alla dimensione fulcro del cam-mino sinodale della Chiesa, «è l’ascolto non solo degli studenti – spiega Chiarazzo – ma anche dei docenti delle altre discipline, cui la nostra proposta formativa pure si rivolge».

Organizzato in collaborazione con l’Istituto di Scienze religiose “Ecclesia Mater” e con alcuni docenti dell’Università Lateranense, il ciclo di incontri formativi tocca temi di ampio respiro. Dal Magistero della Chiesa in relazione all’educazione civica all’analisi sociologica del fenomeno religioso fino alla riflessione antropologica, psi-cologica e didattico-valutativa delle competenze non cognitive e sulle nuove forme di famiglia e sull’epoca post-moderna.

Spazio anche al tema dell’inclusione. «La formazione non è soltanto la semplice tra-smissione di conoscenze – dice ancora il direttore dell’Ufficio scuola diocesano –. Si tratta di trasmettere anche un’esperienza ed ecco perché un punto nevralgico in tal senso è la relazione, che è importante si rigeneri sempre, e lo è anche il valore dell’incontro, specie guardando ai nostri contesti ormai sempre più multietnici e multiculturali».

Il calendario completo è consultabile sul sito dell’Ufficio per la pastorale scolastica.

di Michela Altoviti da Roma Sette

28 novembre 2022

La formazione per gli animatori del Sovvenire

Martedì 19 dalle 11.30, in Vicariato, ultimo appuntamento del primo corso di formazione dedicato al sostegno alla Chiesa cattolica, promosso dal Servizio della diocesi di Roma per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica. Con don Graziano Donà, membro del Comitato Cei per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica, sarà incentrato sui valori del Sovvenire, sulla rendicontazione e presentazione dei progetti Cei 2024 rivolti alle parrocchie e sulle future iniziative diocesane in vista della prossima dichiarazione dei redditi.

L’incontro è aperto ai referenti parrocchiali del Sovvenire, ai parroci, ai vice parroci e ai volontari delle parrocchie (prevista la possibilità di poter accedere al parcheggio della Pontificia Università Lateranense).

15 marzo 2024

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