28 Giugno 2026

La formazione dei sacerdoti oggi: su Città Nuova l’intervista al cardinale Reina

Foto di Cristian Gennari

Di seguito il testo dell’intervista concessa a Città Nuova dal cardinale vicario Baldo Reina

Il cardinale Baldassare Reina, vicario generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, ha ricoperto, per quasi un decennio, il ruolo di rettore del Seminario Maggiore di Agrigento. Nell’intervista Sua Eminenza ricorda gli anni trascorsi nella diocesi, affrontando il tema del sacerdozio, la responsabilità nel percorso di formazione dei seminaristi e dei loro aspetti spirituali e umani. Riflessioni, queste, approfondite in occasione della presentazione del libro di Chiara D’Urbano Vocazioni Felici (San Paolo 2025), tenutasi lo scorso aprile.

Nel corso della sua lunga esperienza di formatore dei futuri sacerdoti, quali sono stati gli obiettivi prioritari fissati e le difficoltà eventualmente incontrate?

Nell’espletamento dell’incarico di formatore, anche alla luce della mia esperienza di seminarista, mi sono subito reso conto che i tempi erano maturi per un cambio di paradigma: l’esperienza seminariale dei ragazzi non poteva essere volta soltanto a verificare la loro effettiva vocazione, ma doveva essere utile anche a incentivare il loro confronto con il mondo esterno. L’obiettivo primario è stato il tentativo di conciliare la concentrazione e il raccoglimento per il discernimento con l’apertura al mondo esterno che nel frattempo assiste a cambiamenti inediti. L’istituzione del Seminario segue lo stesso schema fin dal Concilio di Trento, avviare dunque dei cambiamenti non è stato facile. È stato particolarmente d’aiuto far seguire ai ragazzi esperienze pastorali in contesti ambientali diversi. Quando i ragazzi si aprivano a realtà esterne di missione e di sofferenza, come il carcere, i quartieri disagiati e le diverse forme di povertà, tornavano in Seminario diversi: diversa la qualità della preghiera, diverso lo studio, diverse le relazioni tra loro.

Quanto hanno influito nel suo percorso sacerdotale le origini siciliane? La conoscenza della cultura, delle tradizioni della terra in cui è nato e si è formato hanno favorito l’adempimento dei numerosi incarichi pastorali e apostolici svolti nella Diocesi agrigentina?

C’è sempre un’osmosi, un condizionamento, tra il contesto e le persone che lo vivono. Io ho attinto molto dal contesto di origine. Provengo da un paesino dell’entroterra agrigentino, San Giovanni Gemini. La mia è una famiglia di umili origini, mio papà lavorava in campagna, mamma era casalinga. Entrambi mi hanno fornito da subito l’amore all’essenziale, alla semplicità e alla dimensione del sacrificio. La mia famiglia è stata il mio primo Seminario. Anche il sentimento religioso era ed è particolarmente forte in Sicilia. Fin da piccolo mi sono nutrito di una spiritualità ancora molto sana. Ma ben sappiamo che la Sicilia vive anche un’altra triste realtà data dalla contaminazione di logiche malavitose che condizionano negativamente tutto il contesto territoriale e ti segnano, anche se non ti appartengono. Come formatore, dunque, ho cercato di aiutare i ragazzi a dialogare proprio con il territorio di appartenenza, a far maturare una coscienza critica nei confronti dello stesso, poiché il cambiamento è frutto di conoscenza e consapevolezza. Ho sollecitato i miei seminaristi a considerare l’incarnazione il principio cardine della fede cristiana. Dio si fa carne ed entra pienamente nella storia dell’umanità ed il presbitero è chiamato a rivivere nella sua persona e nel suo ministero il principio dell’incarnazione. Un presbitero che non diventa carne di una comunità, condividendone le gioie e i dolori, ha poco da dire.

Quanto le pregresse esperienze vissute incidono ora nello svolgimento di ministeri di maggiore complessità e responsabilità?

Aver lavorato tanti anni in Seminario mi aiuta nello svolgimento del mio attuale ministero, soprattutto nel rapporto con i sacerdoti. Quando parlo con un sacerdote ascolto attentamente il racconto della sua storia, non solo gli incarichi a lui assegnati, ma anche della sua formazione in Seminario. Inoltre, come già accaduto in Sicilia, sin dal mio arrivo a Roma, come Vescovo ausiliare, ho cercato di conoscere il territorio che mi era stato affidato. Per “territorio” intendo il termine nella sua accezione più ampia, perché non è la parrocchia che deve abbracciare il territorio ma è il territorio che al proprio interno ha anche la parrocchia. Quest’ultima è una parte che compone il territorio e deve necessariamente averne cognizione non per risolvere i problemi di tutti, ma per donare a ognuno una risposta di Vangelo.

Quali sono le dinamiche che caratterizzano la vita comunitaria all’interno di un Seminario per conciliare le opportunità di crescita spirituale e intellettuale di ciascuno con la promozione del senso di condivisione e fratellanza?

Chi entra in Seminario ha già elaborato un suo discernimento vocazionale e desidera diventare sacerdote. Una volta chiesi ai seminaristi di enunciare chi fosse il sacerdote. Diverse furono le riflessioni proposte: «È l’uomo di Dio; è l’uomo della gente; è l’uomo che insegna la verità; è l’uomo di carità». Il denominatore comune di tutte le giuste risposte date era solo uno: «È l’uomo». Spesso dimentichiamo che il sacerdote è in primo luogo un uomo ed è pertanto fondamentale prendersi cura della persona che ha maturato una scelta così importante. Importante è capire lo stato d’animo dei seminaristi e la loro dimensione affettiva e relazionale e solo successivamente valutare l’andamento degli studi e del resto. Prima di accogliere un ragazzo in Seminario parlavo con la sua famiglia per verificare l’eventuale esistenza di traumi. Come potrebbe un ragazzo, diventato sacerdote, farsi chiamare “padre” se con il suo di padre ha vissuto un rapporto conflittuale che non ha saputo o potuto gestire? Occorre valorizzare le scienze umane, la psicoterapia, le dinamiche di gruppo o i colloqui personali per analizzare con la dovuta delicatezza e attenzione le singole dimensioni umane. Questo obiettivo è stato certamente faticoso ma gratificante, poiché un giovane non consegna la propria e più intima sfera emotiva senza un rapporto di fiducia.

Secondo la sua esperienza, la vocazione è il frutto di una chiamata divina o è il risultato di un ambizioso cammino di studio e ricerca interiore? E quanto pesa il contributo personale di un Rettore in tale scelta?

A volte c’è la tentazione dell’ambizione personale che fa intravedere nella vita sacerdotale la possibilità di una vita comoda. Nella realtà il cammino sacerdotale è tutt’altro che agiato. Il seminarista va immerso nella realtà, perché la vita del sacerdote è totalmente donata al prossimo senza concessioni alle ambizioni personali. Personalmente non sento di essere stato un modello per i seminaristi, ma ho sempre cercato di testimoniare ai ragazzi una via di autenticità. L’uomo/sacerdote autentico sa riconoscere i propri limiti: chiede perdono al Signore, al prossimo, alla Chiesa. Ho insegnato ai seminaristi a non farsi un’idea utopistica del sacerdote, dell’uomo immacolato esente da limiti e tentazioni solo perché prega. Egli è semplicemente un uomo comune che ha ricevuto una vocazione altissima. Ed è proprio dentro questo confronto, tra la povertà della propria natura e la ricchezza di Dio, che si scopre il fascino del Ministero. San Paolo, nella seconda lettera ai Corinzi scrive «quando sono debole è allora che sono forte». Il mio obiettivo primario verso i seminaristi non era farli diventare sacerdoti ma renderli “uomini felici”.

Ampliando la prospettiva, la storia dell’umanità non ha mai sperimentato una così veloce evoluzione dello sviluppo tecnologico, dei processi di globalizzazione, degli assetti geo-politici e della percezione di valori. In tale realtà, spesso destabilizzante, quale sfida attende la Chiesa Cattolica e la missione sacerdotale?

La mia visione della sfida che attende la Chiesa e la missione sacerdotale è quella di un ex formatore, perché chi è stato formatore non smette mai di esserlo. Oggi la sfida è conoscere le sfide del mondo. La Chiesa non deve contrapporsi alle altre realtà: la politica, la globalizzazione, la tecnologia, i social… La Chiesa deve analizzare tali realtà e attivarsi per acquisire il buono che esiste in esse. La Chiesa deve inoltre sollecitare le coscienze, perché è nella coscienza che avviene il discernimento e la comprensione di ciò che è bene e di ciò che non lo è. Occorre tentare una forma di conciliazione con le realtà che oggi affollano il nostro mondo. La missione che attende dunque la Chiesa rispetto ai sacerdoti è renderli consapevoli di queste sfide e fare in mondo che dentro queste sfide si entri con l’unico tesoro che abbiamo, che è il Vangelo.

26 settembre 2025

La festa patronale a San Giuseppe al Trionfale

Anche quest’anno i fedeli potranno approfittare di un lungo e ricco programma per la festa patronale di San Giuseppe al Trionfale, in via Bernardino Telesio 4B. I festeggiamenti, cominciati già il 9 marzo con la traslazione del simulacro di san Giuseppe dalla Cappella all’Altare Maggiore della basilica, proseguiranno domenica 15 con la benedizione dei papà durante la Messa delle 10.30. Sempre dal 15, in basilica sarà possibile venerare le reliquie del Manto di san Giuseppe e del Velo di Maria Vergine, con veglia di preghiera il 18 marzo alle 20.

Dal 10 al 18 marzo la Messa è sempre alle 18.30, dopo la novena a san Giuseppe delle 18. Da lunedì 16, le Messe del triduo in preparazione saranno celebrate dal vescovo Filippo Ciampanelli, sottosegretario del Dicastero delle Chiese Orientali. Il triduo prevede anche, il 16 marzo alle 19.30, la catechesi “Per una spiritualità giuseppina”, offerta da don Luigi Epicoco.

Il 19 marzo, solennità di san Giuseppe, i festeggiamenti entrano nel vivo: sante Messe ore 7.30, 9, 10.30, 12, 17, 19. Nella messa delle 7.30 sarà benedetto il pane di san Giuseppe che sarà poi distribuito ai fedeli al termine delle altre celebrazioni.

La tradizionale processione col simulacro di san Giuseppe prenderà via alle 15.30, presieduta dal cardinale Paul Tscherrig, con la presenza del IV Reggimento Carabinieri a Cavallo, i Carabinieri della Compagnia Speciale, la Banda Orchestrale Regione Lazio. Al termine della processione, alle 17, la solenne concelebrazione eucaristica.

Nell’oratorio della chiesa non mancheranno i momenti tradizionali della festa, per giovani e meno giovani: pesca di beneficenza, i falò di san Giuseppe e benedizione del fuoco (17 marzo alle 19.30), e dalle 16 del 19 marzo stand gastronomici, frittelle e bignè di san Giuseppe e gran finale con spettacolo pirotecnico.

La festa di San Giuseppe al Trionfale rappresenta per tutto il popolo romano un momento importante nella devozione per il papà di Gesù, richiamando alla memoria momenti del passato ricchi di fede e di tradizioni vere che continuano. Per il parroco don Tommaso Gigliola «è l’occasione per sentirci famiglia di cristiani e manifestare a tutti la nostra gioia attraverso la testimonianza di preghiera e carità fraterna». Con la presenza del reliquiario del Manto di san Giuseppe e del Velo della Madonna «sentiremo più vicina la presenza del nostro santo – ricorda ancora il parroco –; pregandolo, avremo la possibilità di ottenere conforto e sollievo dalle gravi tribolazioni che toccano la nostra vita e quella del mondo contemporaneo».

Gli uffici della Pia Unione del Transito di San Giuseppe, a sinistra della basilica, saranno a disposizione per le iscrizioni di vivi e defunti e per richiedere materiale di devozione.

13 marzo 2026

La festa patronale a San Gaspare del Bufalo

Iniziano venerdì 14 giugno alle 20 i festeggiamenti a San Gaspare del Bufalo (via Rocca di Papa) in occasione della festa patronale, con la proiezione del filmato sulla storia della parrocchia realizzato con interviste nel quartiere.

Sabato 15 alle 18 è in programma la Messa presieduta dal cardinale Angelo Comastri, arciprete della basilica di San Pietro. A seguire la processione per le vie del quartiere. Domenica 16 alle 17.30 la festa delle famiglie in oratorio.

13 giugno 2019

La Festa diocesana del gioco e dello sport

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Svago e musica, ma anche formazione e tutela dell’ambiente: torna ad aprile, con due appuntamenti, la Festa del gioco e dello sport, promossa dall’Ufficio per la pastorale del tempo libero, del turismo e dello sport della diocesi di Roma all’interno del Villaggio per la Terra organizzato da Earth Day Italia dal 18 al 21 aprile.

A ingresso libero, sarà ospitato come di consueto nel Galoppatoio di Villa Borghese. Con il patrocinio del Coni e del Cip (Comitato Italiano Paralimpico) e la partecipazione di oltre 30 tra federazioni, associazioni sportive e gruppi sportivi militari, il Villaggio Sport4Earth offrirà a tutti la possibilità di sperimentare gratuitamente un gran numero di discipline sportive, alcune anche molto originali, tra tornei, dimostrazioni e incontri con grandi campioni (https://villaggioperlaterra.it ).

La giornata di venerdì 19 aprile, per cui è prevista la collaborazione dell’Ufficio per la pastorale scolastica e Irc, sarà riservata in particolare alle scuole. L’animazione del pomeriggio di festa sarà a cura delle band musicali dei Korbàn e dei C.A.P. 148, che si esibiranno in un concerto al centro del Villaggio: dopo uno spazio dedicato ai più piccoli, sul palco saranno eseguiti moltissimi successi italiani e internazionali del momento.

Sabato 20 aprile sarà, invece, la volta delle parrocchie. In campo i Comitati provinciali degli Enti di Promozione Sportiva di ispirazione cristiana, ossia il Centro Sportivo Italiano (Csi), l’Unione Sportiva Acli (UsAcli) e le Polisportive Giovanili Salesiane (Pgs), oltre alla collaborazione del Centro Oratori Romani (Cor) e del gruppo romano dell’Anspi. Sarà presente quest’anno anche Scholas Occurrentes, la fondazione pontificia voluta da Papa Francesco, che proporrà la “Pelota de trapo”, il gioco della palla di pezza molto diffuso in Argentina. Insieme all’Isia (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) Roma Design si terranno laboratori e attività per la realizzazione della “pelota” e giochi animati dai nostri volontari.

Infine saranno ospiti dell’evento anche due realtà sportive che operano nel territorio della diocesi di Roma e che hanno una particolare attenzione ai giovani con disabilità, ossia l’associazione sportiva dilettantistica “K Project” e la cooperativa “Nuovi Orizzonti Onlus”. Gli aggiornamenti relativi ad orari e attività si possono consultare al seguente link: https://radiopiu.eu/festa-del-gioco-e-dello-sport-doppio-appuntamento-a-villa-borghese/

«Visto il successo dello scorso anno – evidenzia il direttore dell’Ufficio diocesano, don Francesco Indelicato – abbiamo pensato di potenziare la nostra presenza con una giornata ulteriore. L’occasione ci è stata offerta dagli organizzatori del Villaggio, che ci hanno chiesto di valorizzare il pomeriggio di festa musicale del venerdì. L’occasione di questo evento è opportuna per un momento di comunione tra tutte le realtà che in diocesi si occupano di gioco e sport, oltre che un importante spazio di Chiesa in uscita rivolto alle centinaia di famiglie che parteciperanno alle attività offerte dal Villaggio».

La Festa diocesana dei Fidanzati

Si terrà sabato 17 febbraio, dalle 15 alle 20, presso la parrocchia della Santissima Annunziata (via di Grottaperfetta 591) la Festa diocesana dei Fidanzati, promossa dall’Ufficio per la pastorale familiare della diocesi di Roma. L’invito a partecipare è rivolto non solo alle coppie di fidanzati, che frequentano i corsi prematrimoniali o stanno maturando con consapevolezza la scelta matrimoniale, ma anche a presbiteri e animatori.

Prima della tradizionale benedizione delle coppie presenti, verranno proposti dei laboratori tematici sul tema della relazione. Mentre le nostre coppie saranno impegnate nei laboratori, il vescovo Dario Gervasi avrà piacere di confrontarsi con i presbiteri e le coppie animatrici presenti sul tema dell’accompagnamento nei corsi di preparazione al matrimonio. Sarà presente anche padre Marco Vianelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale della Famiglia. La conclusione con un momento di preghiera, durante il quale le coppie riceveranno la benedizione del vescovo.

Per l’adesione compilare il form https://forms.office.com/e/ak427KHTxW

Per ulteriori informazioni: 06.69886211; famiglia@diocesidiroma.it

10 febbraio 2024

La festa di santa Rita

“Santa Rita, tra petali e spine”. Questo il titolo delle celebrazioni in programma nella chiesa di Santa Rita da Cascia alle Vergini per festeggiare la patrona. Per il triduo sono in programma una serie di meditazioni guidate da padre Simone Raponi, il 19, il 20 e il 21 maggio alle ore 18.30. Venerdì, alle 18, la Messa con la meditazione sarà preceduta, alle 18, dalla celebrazione della Via Lucis; sabato dalla recita del Rosario e delle litanie di santa Rita; domenica 21 dall’esposizione del Santissimo e dal canto dei vespri.

Lunedì 22 maggio, poi, nella festa di santa Rita, sono previste diverse celebrazioni: alle 6.30 presiede il rettore don Lorenzo Pelati; alle 8 monsignor Renzo Giuliano, parroco di San Marco al Campidoglio; alle 9.30 don Franco Amatori, rettore di Santa Maria in Via Lata; alle 11 padre Francesco Celestino, parroco dei Santi XII Apostoli. Alle 12 è prevista la recita della supplica a Santa Rita, dopo la quale riprenderanno le Messe: alle 12.30 presiede padre Massimo Marelli, vice direttore dell’Ufficio liturgico diocesano; alle 14 don Davide Picciano, alunno del Collegio Capranica; alle 15.30 monsignor Giulio Sembeni, rettore Collegio San Carlo Borromeo; alle 17 dom Benedetto Toglia, rettore di Santa Francesca Romana al Palatino. Alle 18.30 il solenne pontificale presieduto dal vescovo Guerino Di Tora; alle ore 20 la Messa con il rettore don Pelati.

15 maggio 2023

La Festa di Santa Maria della Consolazione

La chiesa di Santa Maria della Consolazione al Foro Romano, affidata all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, si appresa a vivere la festa dedicata alla Vergine a cui l’edificio di culto è intitolato.

Si comincia il 5 settembre, con la Messa di supplica per la pace. Il giorno seguente, domenica 6 settembre, alle ore 11, è invece in programma la Messa per la fraternità. Nella giornata di lunedì 7 si terranno invece le lodi alle 6.45; la Messa alle 7 e poi l’adorazione eucaristica dalle 7.30 fino alle 19 quando ci sarà la benedizione con il Santissimo Sacramento. La conclusione martedì 8, una giornata caratterizzata sempre dall’adorazione continua dalle 7.45 alle 19, orario in cui verrà celebrata la Messa solenne.

La chiesa di Santa Maria della Consolazione al Foro Romano è un luogo di preghiera sin dal 1470. Ogni giorno, dalle 6:30 alle 21, la chiesa è aperta per favorire la preghiera personale. L’ambiente interno è colmato del canto gregoriano che favorisce la preghiera e la meditazione.

2 settembre 2020

La festa di Santa Caterina da Siena a Santa Maria Sopra Minerva.

Santa Caterina da Siena

“Patrona d’Italia, Compatrona di Roma, Dottore della Chiesa, laica domenicana, patrona delle infermiere italiane e delle donne cattoliche italiane”. È santa Caterina da Siena, il cui corpo riposa nella basilica di Santa Maria Sopra Minerva a Roma. A lei sono dedicati i festeggiamenti in programma il prossimo 29 aprile presso la basilica stessa. Dopo il triduo di preparazione con le Messe alle 18 del 26, 27 e 28 aprile, fulcro delle celebrazioni liturgiche sarà la solenne Eucaristia di mercoledì 29, sempre alle 18, presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina.

Santa Caterina nacque nella città toscana nel 1347 e ricevette nel 1363, a soli sedici anni, l’abito del Terz’ordine domenicano. Mistica e teologa, dedita alla preghiera e all’assistenza dei poveri e degli ammalati, ebbe anche un ruolo di grande rilievo nella storia della Chiesa e dell’Europa, grazie alle doti del carisma e della diplomazia che la portarono a Roma al seguito di Papa Urbano VI durante le travagliate vicende del quattordicesimo secolo, che diedero inizio allo scisma d’occidente.

Per questo morì proprio a Roma, dove la giornata di festeggiamenti del 29 prevede anche degli appuntamenti mattutini: già alle 9.30 con l’omaggio floreale al monumento cateriniano a Castel Sant’Angelo e, a seguire, alle 11.30, con la Santa Messa nella Cappella del transito, in piazza Santa Chiara 14.

23 aprile 2026

La festa di sant’Antonio Abate nella comunità di Sant’Eusebio

Niente animali in chiesa né benedizione sul sagrato, ma foto degli amici a quattro zampe e visite guidate. La pandemia modifica le tradizionali iniziative promosse dalla parrocchia di Sant’Eusebio all’Esquilino per la festa di sant’Antonio Abate: domenica 17 gennaio non si potrà quindi partecipare alle celebrazioni accompagnati dal proprio cucciolo – come tradizionalmente avveniva nella chiesa di piazza Vittorio – ma si potrà portare una sua foto; le immagini verranno raccolte in una cesta. Al termine di ogni celebrazione, verrà consegnato un depliant con la preghiera di sant’Antonio Abate e un simpatico gadget a ricordo della giornata.

Alle ore 15.30 sarà possibile effettuare la visita guidata della chiesa su prenotazione tramite mail all’indirizzo fmuleo@gmail.com (numero limitato di persone nel rispetto delle regole di distanziamento). Poiché i posti in chiesa sono limitati, inoltre, il consueto programma festivo delle Sante Messe è arricchito in questa ricorrenza con una celebrazione in più per facilitare una maggiore distribuzione delle presenze e dare a tutti la possibilità di essere accolti; le Messe si terranno dunque alle 9, 10.30, 12 e 18.30.

11 gennaio 2021

La festa di San Giuseppe al Trionfale

«Guardare san Giuseppe per ripercorrere il suo cammino, che altro non è stato che obbedienza al progetto di Dio». Questo l’invito del parroco don Tommaso Gigliola in occasione della festa di San Giuseppe al Trionfale, che in questo anno giubilare ospiterà, dal 16 al 19 marzo, le reliquie del manto di san Giuseppe e del velo di Maria. «Sentiremo ancora più vicina la presenza del nostro santo», dichiara il sacerdote, e augura che si possa vivere «una bella esperienza di fede e gioia cristiana».

Il programma dei festeggiamenti inizierà già da domenica 9 marzo, alle ore 19, con la traslazione del simulacro di san Giuseppe dalla Cappella all’Altare maggiore della basilica a lui dedicata. La Messa sarà presieduta dal vicegerente, il vescovo Renato Tarantelli Baccari. A partire dal 10 marzo seguirà la novena a san Giuseppe con la Messa alle ore 19; le celebrazioni eucaristiche del triduo, dal 16 al 18 marzo, saranno presiedute rispettivamente dai vescovi Benoni Ambarus, Enrico Dal Covolo e Paolo Ricciardi. Domenica 16 marzo presiederà l’Eucarestia delle ore 10, trasmessa in diretta su Canale 5, il cardinale vicario Baldo Reina.

Ancora, martedì 18 marzo, alle 20, è in programma una veglia di preghiera, mentre il 19 marzo, solennità di san Giuseppe, sono previste numerose celebrazioni. Nella messa delle 7.30 sarà benedetto il pane di san Giuseppe che sarà poi distribuito ai fedeli al termine delle altre. Alle 15.30 processione col simulacro di san Giuseppe, presieduta dal cardinale Emil Paul Tscherrig, che terminerà con la solenne concelebrazione eucaristica.

In oratorio non mancheranno i momenti tradizionali della festa: pesca di beneficenza, i falò di san Giuseppe e benedizione del fuoco, stand gastronomici, frittelle e bignè di san Giuseppe, lo spettacolo pirotecnico alla fine della festa.

6 marzo 2025

La festa di San Giovanni Bosco

La basilica parrocchiale di San Giovanni Bosco celebra con solenni festeggiamenti la memoria di Don Bosco, fondatore delle congregazioni dei Salesiani e delle figlie di Maria Ausiliatrice, nonché apostolo dei giovani e padre degli orfani. La festa prevede un ricco programma di eventi religiosi, culturali e musicali, aperti a tutta la comunità.

Due i momenti liturgici più importanti. Il giorno della solennità, sabato 31 gennaio, la comunità composta si ritroverà alle 18 per la celebrazione presieduta dal cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma. La giornata comincerà con le visite guidate in basilica, alle ore 10 e 11, sui monumenti e la storia salesiana, si concluderà con una cena tutti insieme, grazie agli stand gastronomici allestiti nelle aree dell’oratorio. Le celebrazioni per san Giovanni Bosco termineranno domenica primo febbraio con la solenne eucaristia delle Cresime per i ragazzi della catechesi, presieduta dal vescovo Renato Tarantelli Baccari, vicegerente della diocesi.

I festeggiamenti hanno preso il via ieri, giovedì 22 gennaio, con l’inizio della novena e una celebrazione dedicata ai giovani e alla memoria della Beata Laura Vicuña. Oltre alla novena, con il triduo seguirà un intenso percorso di appuntamenti quotidiani, che prevedono riflessione su argomenti cari a Don Bosco. I temi sono la famiglia, la comunicazione, le missioni, il lavoro, la Chiesa, le periferie, l’educazione alla cittadinanza, la buona morte.

Due gli eventi musicali significativi: il concerto corale Maria Ausiliatrice, venerdì 30 gennaio, con l’esecuzione della Messa da Requiem in Do minore di Luigi Cherubini, e il concerto della Fanfara della Polizia di Stato, diretto dal maestro Massimiliano Profili e con la partecipazione del mezzosoprano Virginia Pentuzzi, previsto sabato 31 gennaio. Per entrambe le manifestazioni, l’appuntamento è alle 19.15 all’interno della basilica.

Tutti gli eventi sono ad ingresso libero, offrendo alla cittadinanza l’opportunità di vivere momenti di preghiera comunitaria, cultura e musica: un’occasione per vivere l’eredità educativa e spirituale di Don Bosco.

23 gennaio 2026

La festa di san Francesco di Paola a Sant’Andrea delle Fratte

È in festa la comunità dei frati Minimi che il giorno 14 maggio celebrerà, presso la basilica di Sant’Andrea delle Fratte, la festa di san Francesco di Paola.

Per l’occasione, la solenne celebrazione delle ore 19 sarà presieduta da monsignor Andrea Ripa, vescovo titolare di Cerveteri e segretario del Supremo Tribunale della Signatura Apostolica. Prevista anche la preghiera della gente di mare al patrono da parte dei membri della Capitaneria di porto di Roma. Alle 20, infine, la processione per le vie della parrocchia (tra cui via dei Condotti e piazza di Spagna) animata dall’orchestra diretta dal maestro Francesco Procopio.

La solennità è preceduta da un triduo di preparazione (11 – 13 maggio), a partire dal quale è possibile venerare la reliquia dello zucchetto di san Francesco di Paola. In particolare, l’11 maggio (ore 18.30), ci sarà la presentazione del libro su san Francesco di Paola scritto da don Daniele De Rosa, “Con parole amorevoli – Crescere nella carità con san Francesco di Paola e san Francesco di Sales”. Il giorno dopo, alle 19, un concerto in onore di san Francesco di Paola, eseguito dal coro Vergine del Miracolo, diretto dai maestri Alessia Galli ed Adolfo Raimondi. Ancora, il 13 maggio, la Messa presieduta dal padre generale dell’Ordine dei Minimi, padre Gregorio Colatorti.

9 maggio 2023

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