29 Giugno 2026

L’omaggio del mondo del lavoro all’Immacolata

Anche il mondo del lavoro renderà omaggio all’Immacolata, nella giornata dell’8 dicembre. Alle ore 9, nella chiesa della Santissima Trinità dei Monti (civico 3 della piazza omonima), si terrà la Messa presieduta da monsignor Daniele Libanori, vescovo ausiliare del settore Centro e concelebrata da monsignor Francesco Pesce, incaricato dell’Ufficio per la pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato, con i cappellani.

Al termine della liturgia inizierà la processione verso piazza Mignanelli, dove i vari rappresentanti del mondo del lavoro recheranno il proprio omaggio floreale alla statua della Vergine Maria e la reciteranno l’atto di affidamento alla Madonna.

4 dicembre 2023

L’itinerario di formazione per le confraternite

Prosegue il percorso di formazione per i membri delle confraternite della diocesi di Roma. Il prossimo appuntamento è per lunedì 6 marzo alle ore 19.00, come sempre on line. Protagonista dell’incontro sarà il vicegerente della diocesi, il vescovo Baldo Reina, che affronterà il tema “Confraternite e devozione popolare”.

Si tratta dell’ultimo appuntamento previsto on line; il successivo, infatti, si terrà in presenza sabato 27 nella basilica di San Giovanni in Laterano e concluderà l’itinerario formativo per questo anno pastorale.

2 marzo 2023

L’istituzione dei nuovi catechisti e l’assemblea diocesana

Duecentottantaquattro catechisti verranno istituiti nella Messa di domenica prossima, 21 gennaio, alle ore 17.30. Il cardinale vicario Angelo De Donatis, che presiederà la celebrazione eucaristica, pronuncerà la preghiera di benedizione e consegnerà loro la croce.

I catechisti istituiti, come stabilito dalla Cei e come ricorda il direttore dell’Ufficio diocesano per la catechesi, don Andrea Cavallini, «svolgeranno un ruolo di coordinamento degli altri catechisti che già prestano servizio nelle parrocchie e manterranno i rapporti con l’Ufficio diocesano». Subito dopo il conferimento del Ministero, infatti, i catechisti riceveranno dai Vescovi ausiliari di Settore il Mandato, a seguito del quale – continuando a svolgere il loro servizio – inizieranno ad esercitare il Ministero nella loro parrocchia.

In maggioranza donne adulte, tra i quasi trecento che riceveranno il Ministero domenica, non mancano, comunque, i giovani e gli uomini. «Sono stati candidati dai rispettivi parroci a novembre del 2022 – ricorda don Cavallini – e hanno seguito un percorso di formazione di un anno, all’interno del quale era inserito anche uno stage di quattro giorni ad Assisi».

«Il loro ministero – scrive il consiglio episcopale della diocesi di Roma – si colloca a pieno titolo nel cammino sinodale che il nostro vescovo, Papa Francesco, ha promosso e sostenuto per tutta la Chiesa: con i catechisti istituiti infatti il “carisma laicale” dell’educare alla vita cristiana a partire dalla sua iniziazione, viene riconosciuto come ministero di cui la Chiesa, così come tutti coloro che chiedono di farne parte, ha bisogno. Essi potranno coadiuvare i parroci nel coordinare il gruppo dei catechisti, saranno un “ponte” fra Ufficio catechistico diocesano e parrocchia e questo non solo permetterà una più agevole comunicazione ma anche favorirà certamente la diffusione di tutte le iniziative di formazione che l’Ufficio vorrà promuovere per i catechisti della diocesi».

Infine, per tutti i catechisti è in programma sabato 27 gennaio l’Assemblea diocesana: un appuntamento dedicato alla sinodalità, dalle 9.30 alle 12.30 nell’Aula Magna della Pontificia Università Lateranense, che vedrà anche la partecipazione del vicegerente, monsignor Baldo Reina.

 

17 gennaio 2024

L’invito del vicario a pregare per le vocazioni e per i sacerdoti

«Roma ha bisogno di preti e di preti santi! Abbiamo bisogno di sacerdoti che siano testimoni credibili e affidabili della Gioia del Vangelo». Il cardinale vicario Angelo De Donatis scrive una lettera ai parroci della diocesi di Roma invitandoli a pregare per le vocazioni e per i sacerdoti. E istituisce una giornata speciale, il giovedì, per presentare al Signore queste particolari intenzioni.

«Se per ciascun cristiano – si legge nella missiva – la preghiera è il respiro dell’anima, per una diocesi essa rappresenta il respiro di una città intera che, anche inconsapevolmente, ha necessità del Soffio di Dio per vivere». Poi riflette sul numero delle vocazioni, in calo anno dopo anno: «Siamo tutti consapevoli che andiamo incontro a tempi in cui i sacerdoti saranno sempre meno. Rimaniamo tutti amareggiati quando sappiamo che un sacerdote è in crisi o abbandona il ministero. Spesso ci lamentiamo che in seminario sono in pochi, che mancano i preti, o che non hanno tempo per tutti. Ma quanto preghiamo per loro? Ti chiedo allora di pregare con me, con tutto il presbiterio diocesano e con tutta la tua comunità affinché il Signore ci renda sacerdoti innamorati del Vangelo e perché mandi nuovi operai per la sua messe». L’iniziativa di preghiera arriva in coincidenza con il centenario della nascita di san Giovanni Paolo II: «Questo santo vescovo di Roma – scrive il cardinale vicario – ci ha sempre testimoniato la bellezza dell’intimità con Dio e la gioia di essere sacerdote secondo il Suo cuore».

Ai parroci viene inviato anche uno schema preciso di preghiera. «Il primo giovedì del mese è il giorno in cui da tanto tempo, a partire da una tradizione del Seminario Romano Maggiore, si prega per le vocazioni – ricorda il cardinale De Donatis –, dedicando anche il tempo della notte tra il giovedì e il venerdì con l’adorazione eucaristica (o altre forme di preghiera) per questa intenzione. Il secondo giovedì del mese vi invito a pregare per i sacerdoti anziani e per quelli malati, rendendo grazie al Signore per la testimonianza che ci hanno donato e che ci continuano a dare, anche con l’offerta delle loro sofferenze. Il terzo giovedì del mese vi invito a pregare per la santificazione dei sacerdoti. Il quarto giovedì del mese pregheremo per i sacerdoti che vivono un momento di prova e di difficoltà». L’invito non è solo per i pastori, ma per le comunità tutte, per «i singoli fedeli e in particolare i malati, ad offrire la recita del quinto mistero della luce per queste intenzioni».

Leggi la lettera del cardinale vicario

7 febbraio 2020

L’invito del cardinale Zuppi ai giovani: «Essere discepoli di Gesù e operatori di pace»

Foto Gennari

«Al centro non c’è il nostro io. Al centro c’è sempre e solo Cristo, nostra speranza e pace». Si è propagata in tutta la piazza e ha raggiunto i cuori dei 40mila pellegrini italiani la voce del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei e arcivescovo di Bologna. «Cristo che rende l’altro, qualunque esso sia, il mio e nostro prossimo e non un estraneo o un nemico». È questo lo snodo imprescindibile da cui partono le strade della pace. Il porporato lo ha indicato senza mezzi termini. E la risposta dei giovani, che si sono riuniti, la sera del 31 luglio, per la Confessio fidei “Tu sei Pietro”, si è percepita nei loro sguardi e nello scambio di pace che si sono dati alla fine, su invito dello stesso cardinale. Gli stessi sguardi che hanno accompagnato le parole del cardinale Pierbattista Pizzaballa, che parlando della situazione in Terra Santa ha sottolineato in un videomessaggio che «anche in mezzo alla sofferenza, non mancano mai segni di vita e di speranza. Lo vedo ogni giorno. Dio non ci lascia mai soli». In questo mare incredibile di sfiducia e di odio- ha aggiunto – sono tante le persone che sono ancora capaci di mettersi in gioco per fare qualcosa per l’altro, perché non si arrendono a questa situazione di “io e nessun altro”, ma puntano sul “noi insieme”».

Sulla stessa scia l’omelia di Zuppi. «Siamo qui e questa nostra Madre – ha detto riferendosi alla Chiesa -, la mia e nostra casa dove tutti, tutti, tutti, siamo accolti come le braccia del colonnato ci stringono e ci definiscono, la vediamo addolorata sotto una croce ingiusta e terribile sulla quale è inchiodato suo figlio e i suoi figli. Sono croci costruite follemente dagli uomini che fabbricano armi per uccidere e distruggono quello che fa vivere». Oggi «si combattono tante inutili stragi, tante guerre. – ha aggiunto il cardinale -. Chi uccide un uomo, uccide il mondo intero! Come uccidere un bambino? Non possiamo mai abituarci a una sofferenza infinita. È un mondo che accetta di nuovo come normale pensarsi l’uno contro l’altro o l’uno senza l’altro, che in modo dissennato non ha paura della forza inimmaginabile degli ordigni nucleari». Nel nostro mondo, secondo Zuppi, «diventa normale l’uno sopra l’altro, gli uni contro gli altri, gli uni senza gli altri, e non crediamo più che siamo sulla stessa barca e che l’umanità deve porre fine alla guerra o la guerra porrà fine all’umanità».

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L’indulgenza plenaria con le Maestre Pie Filippini

Per il Pontificio Istituto delle Maestre Pie Filippini questo 2022 è un anno speciale: si festeggiano, infatti, i 350 anni della nascita della fondatrice, Madre Lucia Filippini. Per questa occasione la Penitenzieria Apostolica ha concesso il dono dell’indulgenza plenaria. «Siamo grate al Signore per la santità di Lucia donata alla Chiesa – commenta suor Virginia Iamele, superiora provinciale – e desideriamo che tutte le comunità cristiane prendano parte ai benefici spirituali concessi».

Lucia Filippini (Tarquinia, 13 gennaio 1672 – Montefiascone, 25 marzo 1732) è stata una religiosa italiana, fondatrice della congregazione delle Maestre Pie. Discepola del cardinale Marcantonio Barbarigo e collaboratrice di Rosa Venerini, fondò numerose scuole pie per fanciulle povere a Montefiascone, Bagnoregio, Tarquinia e molte altre, soprattutto nel Lazio e successivamente nell’intero Stato della Chiesa. È stata proclamata santa da Papa Pio XI nel 1930.

25 gennaio 2022

L’indizione della visita pastorale alla diocesi di Roma – La lettera del cardinale vicario

Foto Diocesi di Roma / Gennari

«Non solo “con voi”, ma “tra voi”». Usa questa formula, il cardinale vicario Baldo Reina per annunciare, in questo tempo di Avvento e in coincidenza con l’avvio del Giubileo della Speranza, la visita pastorale alla diocesi di Roma. Di seguito il testo integrale.

Carissimi,
vi raggiungo con questa lettera animato da un profondo desiderio di comunione e condivisione per essere non solo “per voi” ma “tra voi” (Mc 10,43) che sostanzia la qualità relazionale del servizio che il Maestro ha affidato a ogni comunità di discepoli perché non si ceda mai alla tentazione del potere ma si coltivi il desiderio di comunione per servire la Chiesa.

L’inizio del Giubileo e la scelta del Santo Padre di chiamarmi al delicato servizio di suo vicario per la Diocesi di Roma mi spingono a ricercare un rapporto di maggiore conoscenza con ogni realtà di cui si compone la Diocesi e di tutte le persone che l’arricchiscono, così da poter dare corpo al mistero di comunione che deve poter sempre trasparire dal santo popolo di Dio. La comunione in Cristo la si realizza nel segno del comune battesimo e della partecipazione di tutti in vista della missione per il Regno di Dio. Essere popolo missionario è credere e operare insieme per il Vangelo. Infatti siamo stati costituiti come unico corpo, e questa nostra chiesa si edifica attraverso il servizio alle realtà che in ogni forma esprimono bisogno di salvezza.
In questo momento mi afferra l’evidenza che nulla potrei fare senza i presbiteri e i diaconi, senza le associazioni, i gruppi di volontariato, gli operatori pastorali, i religiosi e le religiose. Tendo ora la mia mano per cercare le vostre dove riverbera quanto il nostro Signore Gesù continua a donare attraverso ciascuno. Il dono di Dio ci precede sempre e anche noi possiamo essere sorpresa del gratuito per chi incontriamo. Le sue parole –“questo è il mio corpo, mangiatelo” – non solo costituiscono la forma della Chiesa, una e in comunione di carismi e ministeri, ma vigilano permanentemente sul come essere chiesa.

Per chi come me inizia un’esperienza nuova è necessario darsi un tempo per conoscere e farsi conoscere. Tra le responsabilità che mi sono affidate c’è quella di custodire e di orientare una visione di chiesa, per cui è necessario elaborare i delicati processi che sostengono le decisioni. Sarebbe insensato pensare questo come una pratica solitaria. Il vescovo come i padri e le madri nella vita familiare hanno compiti che afferiscono alla loro condizione che spesso prevedono l’impossibilità di delega. E come si devono mettere in conto errori e incomprensioni, bisogna accettare anche la solitudine. Ma nell’esperienza pastorale dobbiamo imparare a non presumere di poter fare da soli, specialmente in questo tempo dove la complessità delle situazioni esistenziali deve distoglierci dall’illusione dell’autosufficienza. Così nei diversi territori che caratterizzano la nostra Diocesi dobbiamo essere capaci di riconoscere la dignità e il valore di ogni persona impedendo che le differenze, anche di fede, possano impedire la collaborazione.

Ho voluto scrivervi in questo tempo di Avvento, nell’imminenza di celebrare la nascita di Gesù, segno permanente della prossimità di Dio, per comunicarvi il mio bisogno e la mia attesa di incontrarvi, conoscervi, per dialogare, incoraggiarci, ringraziare, chiedere perdono, correggerci, aiutarsi a ricominciare. Con queste intenzioni desidero farvi sapere che a partire dal prossimo mese di gennaio inizierò la visita pastorale alla nostra Diocesi. È lo strumento che da secoli la Chiesa affida ai pastori affinché dedichino del tempo alla conoscenza delle singole comunità, ne ascoltino le gioie e i dolori, riconoscano i carismi e colgano i segni attraverso cui individuare insieme i passi di crescita da compiere. Unito alle necessarie scelte programmatiche ed organizzative di questa esperienza pastorale vorrei che avvertiste il mio desiderio di abbracciare ognuno fraternamente.

Nei prossimi giorni Vi comunicherò le modalità precise di tale visita; intanto Vi chiedo di accompagnarmi con la preghiera; implorate il Signore perché io possa vivere questo servizio con semplicità e gioia.

Consapevole delle fatiche di ognuno Vi accompagno costantemente con la preghiera affinché, insieme, possiamo edificare una comunità sempre più fedele al Vangelo per essere pellegrini e testimoni di speranza.

Baldo Card. Reina

21 dicembre 2024

L’incontro per gli adoratori dell’Eucaristia

Si possono ritirare a partire da oggi, mercoledì 19 gennaio, nella portineria del Vicariato, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30, i biglietti gratuiti per partecipare al secondo incontro del percorso formativo per i fedeli che vivono l’esperienza dell’adorazione eucaristica prolungata. L’appuntamento è per il 19 febbraio, nella Sala Tiberiade del Pontificio Seminario Romano Maggiore, con padre Marko Rupnik, direttore del Centro Aletti, artista e teologo, che interverrà sul tema “L’adorazione eucaristica”.

Il cammino di formazione è iniziato a novembre e proseguirà con un altro incontro il 7 maggio, che vedrà la partecipazione di monsignor Andrea Lonardo su “Eucaristia, evangelizzazione e missione”. La conclusione è prevista per sabato 11 giugno alle ore 10, con la liturgia della Parola e condivisione guidata dal vescovo Paolo Ricciardi, al Santuario della Madonna del Divino Amore.

19 gennaio 2022

L’inaugurazione dell’edicola mariana a Nuova Gordiani

Parrocchia Santa Maria Madre della Misericordia. Via dei Gordiani, Roma (foto Gennari)

È la comunità della parrocchia di Santa Maria Madre della Misericordia di via dei Gordiani 365 ad aver fortemente desiderato la nuova edicola mariana dedicata alla Madonna del Divino Amore, posizionata in viale Partenope, all’angolo con via Monteforte Irpino. L’allestimento è stato da poco completato e martedì 23 giugno l’opera verrà inaugurata e benedetta. La cerimonia inizierà nella chiesa parrocchiale, alle 18, con la recita del Santo Rosario; seguirà poi, alle 18.30, la Santa Messa presieduta dal vescovo Renato Tarantelli Baccari, vicegerente della diocesi di Roma e ausiliare per il settore Centro. La benedizione dell’edicola è prevista alle 19.15, con la presenza, oltre che di Tarantelli, di altri rappresentanti religiosi, istituzionali e civili, tra cui Mauro Caliste, presidente del V° Municipio.

L’immagine sacra, che sarà a disposizione per le preghiere e la devozione degli abitanti del territorio di Nuova Gordiani al Prenestino Labicano, è una rappresentazione della Madonna del Divino Amore realizzata con la tecnica del mosaico dalla Maestra Alessandra Minicozzi, presso il laboratorio TinyTiles al Pigneto. La Madonna del Divino Amore è un simbolo di speranza e salvezza per tutta la comunità romana, credenti e spesso anche non credenti. Infatti, come sottolinea una nota, «per la parrocchia dei Gordiani, chiesa di frontiera, l’evento dell’inaugurazione e della benedizione dell’edicola, rappresenta anche la testimonianza di una comunità in cammino al servizio di coloro che sono in difficoltà».

19 giugno 2026

L’inaugurazione dell’anno accademico all’Ecclesia Mater

Foto Diocesi di Roma / Gennari

È prevista per lunedì 13 gennaio, alle ore 16, nell’Aula Pio XI della Pontificia Università Lateranense, l’inaugurazione dell’anno accademico 2024/2025 dell’Istituto superiore di scienze religiose Ecclesia Mater. “La speranza non delude” è il tema dell’evento, che sarà aperto dai saluti del cardinale vicario Baldassare Reina, di Angelo Lameri, decano della Facoltà di Teologia, e di Claudia Caneva, preside dell’Istituto. Seguirà la prolusione del magnifico rettore monsignor Alfonso Amarante, rettore della Lateranense.

L’Ensemble dell’Istituto di Musica Magnificat di Gerusalemme, nel quale suonano giovani musicisti cristiani, musulmani ed ebrei, accompagnerà l’evento con un’esibizione musicale. Questa scuola, che ospita 200 musicisti e 18 professori, è gestita dai Francescani della Custodia di Terra Santa e promuove l’arte come spazio di condivisione oltre l’appartenenza religiosa contribuendo a costruire ponti culturali in una delle aree più complesse del mondo. Ne parlerà fr. Alberto Joan Pari, direttore del Conservatorio Magnificat di Gerusalemme.

«L’inaugurazione del nuovo anno accademico – spiegano dall’Istituto – rappresenta un momento di grande significato e un’occasione per riflettere insieme sul ruolo della speranza come forza attiva di crescita e dialogo. La straordinaria partecipazione dell’Ensemble dell’Istituto di Musica Magnificat di Gerusalemme, arricchisce questo evento di una dimensione interculturale e spirituale unica».

7 gennaio 2025

L’immagine della Madonna Addolorata a San Salvatore in Lauro.

Appuntamento il prossimo venerdì 15 maggio per uno degli eventi più suggestivi di questo mese mariano: la solenne traslazione dell’immagine miracolosa della Madonna Addolorata dell’Oratorio dell’Arciconfraternita degli Agonizzanti dalla Chiesa della Natività in piazza Pasquino, dove è venerata da secoli, al santuario di San Salvatore in Lauro.

Dalla Chiesa della Natività, attualmente inagibile, partirà alle 16.30 la processione solenne verso la nuova “casa” della storica “Madonnella romana”, protagonista di celebri prodigi risalenti al diciottesimo secolo. Una volta a San Salvatore in Lauro, sarà possibile assistere al Santo Rosario, alle 17.30, e alla Santa Messa, alle 18.

Dal 16 al 23 maggio il santuario di San Salvatore in Lauro ospita ulteriori appuntamenti liturgici quotidiani: alle 17 il Santo Rosario meditato e la Novena di Pentecoste, mentre alle 18 è prevista la celebrazione eucaristica. La Santa Messa di sabato 23, sempre alle 18, presieduta dal vescovo Salvatore Pennacchio, presidente della Pontificia Accademia Ecclesiastica, sarà il culmine delle celebrazioni dedicate alla Madonna Addolorata; nello stesso giorno i fedeli potranno venerare l’immagine miracolosa già dalle 16.30 e seguire il Santo Rosario alle 17.

La Madonna Addolorata dell’Oratorio degli Agonizzanti manifestò un prodigioso movimento degli occhi dall’11 luglio al 2 dicembre 1796, nel periodo segnato dal drammatico arrivo delle truppe napoleoniche a Roma. Il segno, confermato da numerosissime testimonianze popolari ed ecclesiastiche, fece nascere una profonda devozione nel popolo romano. Nel corso dei secoli, all’immagine miracolosa sono state attribuite grazie spirituali, conversioni e speciali segni di protezione materna della Vergine Maria.

Una devozione ancora presente e attuale, per questo l’evento del 15 maggio sarà un’occasione straordinaria per la città e per i fedeli. Il fatto che la Madonna Addolorata torni disponibile per la preghiera e la venerazione costituisce un momento significativo destinato a richiamare pellegrini, devoti e cultori della memoria religiosa e spirituale della città di Roma.

12 maggio 2026

L’image symbole de l’événement créée par le Père Rupnik

Le père Marko Ivan Rupnik – artiste, théologien et directeur du Centre Aletti – a peint l’image officielle de la Xe Rencontre Mondiale des Familles, qui se tiendra du 22 au 26 juin 2022, et dont le centre sera à Rome. Le tableau, où prédominent les couleurs chaudes, a une dimension de 80cmx80cm et a été réalisé avec des peintures vinyliques sur craie appliquées sur du bois. Le titre de l’ouvrage est : “Ce mystère est grand”.

La toile de fond de l’image est basée sur l’épisode des noces de Cana en Galilée. À gauche, la mariée et le marié apparaissent couverts par un voile. Le serviteur qui verse le vin a les traits de Saint Paul tel que représenté par l’iconographie chrétienne ancienne. C’est lui qui écarte le voile de sa main et qui, se référant au mariage, s’exclame : “Ce mystère est grand ; je le dis en référence au Christ et à l’Église !” (Éph 5,32). L’image révèle ainsi comment l’amour sacramentel entre l’homme et la femme est le reflet de l’amour indissoluble et de l’unité entre le Christ et l’Église : Jésus a versé son sang pour elle. “À Cana, explique le père Rupnik, dans la transformation de l’eau en vin, l’horizon du sacrement s’ouvre, c’est-à-dire on passe du vin au sang du Christ.” “Paul verse en fait le même sang que l’Épouse recueille dans le calice”.

“J’espère, poursuit le Père Rupnik, qu’à travers cette petite image, nous pourrons comprendre que pour nous, chrétiens, la famille est l’expression du sacrement” du mariage et que “cela change totalement sa signification, car un sacrement implique toujours une transformation”. Dans le mariage chrétien, en effet, l’amour des époux est transformé, car il participe à l’amour que le Christ a pour l’Église. Dans ce sens, le mariage a une dimension ecclésiale et est inséparable de l’Église.

Les vidéos avec la catéchèse et les explications de l’auteur (sous-titrées en 5 langues) sont publiées sur la page
YouTube du diocèse de Rome.

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