28 Giugno 2026

La Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro

«In questa domenica, ci ritroviamo a celebrare la Messa pregando per tutti i lavoratori, ma in particolare per chi, nel tempo del lavoro, è stato vittima di un incidente che ha portato alla morte o ad una forma di invalidità. È un tema attualissimo, che riempie spesso purtroppo la cronaca dei nostri giornali e che coinvolge tante famiglie che cercano consolazione e giustizia». Il cardinale vicario Angelo De Donatis ha celebrato domenica, nella parrocchia di Santa Maria in Portico in Campitelli, la Messa per la 76esima Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro.

Promossa dall’Anmil (Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro) sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocino di Roma Capitale e Regione Lazio, la Giornata, oltre alla cerimonia religiosa nella parrocchia del centro storico, ha visto anche una cerimonia civile in Campidoglio, con un convegno sul tema.

«Il lavorare nella vigna di un altro – ha detto il cardinale commentando il Vangelo –, immagine di ogni lavoro, indica già un senso di corresponsabilità e di dignità che è offerta a tutti. Le braccia, le mani, le competenze intellettuali e manuali, messe al servizio della società attraverso il lavoro, sono braccia, mani, corpi e anime da tutelare, da difendere, non da sfruttare e da disprezzare. Dietro quelle braccia ci sono i valori di una vita, di una famiglia, di relazioni, di affetti, di fatiche del corpo e del cuore».

«La celebrazione di questa giornata – ha concluso il vicario – vuole essere un segno di speranza per molti. Abbiamo bisogno di sicurezza, come di una siepe costruita con cura intorno alla vigna; ma abbiamo bisogno anche di umanità, di attenzione ai dettagli, di chi riesce a dare un’anima al lavoro che si fa».

Il testo integrale dell’omelia

10 ottobre 2023

La Giornata nazionale di digiuno, preghiera e astinenza per la pace e la riconciliazione

Foto DiocesiDiRoma/Gennari

La diocesi di Roma aderisce all’iniziativa della Conferenza episcopale italiana per una Giornata nazionale di digiuno, preghiera e astinenza per la pace e la riconciliazione. La data scelta è martedì 17 ottobre, in comunione con i cristiani di Terra Santa secondo le indicazioni del cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, che a nome di tutti gli Ordinari ha chiesto alle comunità locali di incontrarsi «nella preghiera corale, per consegnare a Dio Padre la nostra sete di pace, di giustizia e di riconciliazione».

«In un momento di grande dolore e forte preoccupazione per l’escalation di violenza in Medio Oriente, l’invito della presidenza della Cei – si legge in una nota – è rivolto alle comunità diocesane perché aderiscano all’iniziativa. Per l’occasione è stato predisposto uno schema di preghiera».

Nel frattempo, domenica 15 ottobre, in tutte le celebrazioni eucaristiche, può essere adottata questa intenzione: «Padre misericordioso e forte: ‘tu non sei un Dio di disordine, ma di pace’. Spegni nella Terra Santa l’odio, la violenza e la guerra, perché rifioriscano l’amore, la concordia e la pace. Preghiamo».

13 ottobre 2023

La Giornata mondiale per la vita consacrata

Nella festa liturgica della Presentazione di Gesù al Tempio, si celebra ogni anno la Giornata mondiale della vita consacrata. A Roma, quest’anno, la XXIV edizione sarà celebrata sabato 1° febbraio con la Messa presieduta da Papa Francesco nella basilica di San Pietro alle ore 17; tra i concelebranti il cardinale vicario Angelo De Donatis. Prevista la partecipazione dei consacrati e delle consacrate della diocesi, guidati dal vicario episcopale don Antonio Panfili.

Nel darne l’annuncio, la Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica sottolinea che sarà una giornata di preghiera per le vocazioni e di ringraziamento al Signore per il dono di tanti consacrati e consacrate che, in terre di missione o nella ferialità della vita e nel lavoro quotidiano, vivendo in contesti spesso anche difficili, si prendono cura degli ultimi e dei più fragili e sono testimoni e annunciatori della presenza di Dio nel mondo.

Nella circostanza tutti i consacrati rinnovano l’impegno a essere «luce del mondo e sale della terra», a operare per la pace e la fratellanza accogliendo l’invito del Pontefice a essere «uomini e donne che illuminano il futuro». La celebrazione nella basilica di San Pietro sarà anche arricchita dalla presenza di circa 300 monache contemplative che, dal 31 gennaio al 1° febbraio, si incontreranno a Roma, convocate dal Dicastero, per riflettere sul tema della gestione dei beni.

24 gennaio 2020

La Giornata mondiale di preghiera contro la tratta

Quella del prossimo 8 febbraio sarà la decima edizione della Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, istituita da Papa Francesco nel 2015 nella festa di santa Bakhita. Quest’anno sarà dedicata al tema “Camminare per la dignità. Ascoltare. Sognare. Agire”, che farà da filo conduttore alla mobilitazione e alla preghiera in tutto il mondo.

A Roma, dal 2 febbraio, sono attesi 50 giovani, rappresentanti delle reti internazionali partner della giornata. Il 3 sono in programma attività di formazione e sensibilizzazione sul tema; la mattina di domenica 4, poi, la partecipazione alla preghiera dell’Angelus con il Papa, in piazza San Pietro. Ancora, martedì 6 febbraio alle 16.15 verrà realizzato un flash-mob contro la tratta a piazza Santa Maria in Trastevere, al termine del quale, alle 17.30, la basilica di Santa Maria in Trastevere ospiterà una veglia ecumenica in 5 lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo e portoghese). Un appuntamento a cui parteciperà il Coordinamento antitratta della diocesi di Roma e al quale «l’intera comunità diocesana è invitata a partecipare», come dice il vescovo Benoni Ambarus. Si prosegue mercoledì 7 febbraio, con la partecipazione del gruppo internazionale all’udienza generale con il Papa in Aula Paolo VI. Giovedì 8 febbraio, infine, il pellegrinaggio online di preghiera che attraversa tutti i continenti e fusi orari, coordinata da Talitha Kum, la rete internazionale anti-tratta.

31 gennaio 2024

La Giornata mondiale delle comunicazioni sociali nella diocesi di Roma

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Si articolerà su due giornate la celebrazione della 58esima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali nella diocesi di Roma, il 10 e il 12 maggio, con un convegno, la Messa, la partecipazione alla preghiera del Regina Coeli in piazza San Pietro. A promuovere e organizzare i diversi appuntamenti, insieme, diverse realtà impegnate nel settore: Ufficio per le comunicazioni sociali della diocesi di Roma, Ordine dei giornalisti del Lazio, Ucsi Lazio, Comunicazione e Cultura Paoline ODV, Associazione WebCattolici italiani (WeCa), Fisc Lazio, Università Lumsa, con il patrocinio della Settimana della comunicazione organizzata annualmente da Paoline e Paolini.

Il primo appuntamento è per venerdì 10, dalle 9.30 alle 13.30, nella Sala Giubileo della Lumsa (via di Porta Castello, 44), con il corso di formazione “Intelligenza artificiale e sapienza del cuore. Deontologia giornalistica e comunicazione pienamente umana”, nella Sala Giubileo dell’Università Lumsa (via di Porta Castello 44). L’evento sarà aperto dai saluti di Francesco Bonini, rettore della Lumsa; Guido D’ Ubaldo, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio; don Stefano Cascio, consulente ecclesiastico Ucsi Lazio e vicedirettore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi di Roma. Quindi Fabio Bolzetta, presidente di WeCa, introdurrà il tema del Messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale: “Intelligenza artificiale e sapienza del cuore: per una comunicazione pienamente umana”. I lavori proseguiranno con gli interventi di Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi; suor Maria Antonia Chinello, docente alla Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium di Roma; Vittorio Roidi, presidente del Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti del Lazio. Ancora, prenderanno la parola Andrea Tomasi, docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa; padre Giulio Albanese, missionario comboniano, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della diocesi di Roma, in collegamento da Nairobi (Kenya); Sara Fornaro, giornalista di “Città Nuova”; Stefano Caredda, direttore di Redattore Sociale. Le conclusioni saranno affidate a don Alessandro Paone, incaricato regionale per le Comunicazioni sociali della Conferenza episcopale del Lazio, e a Maurizio Di Schino, presidente dell’Ucsi Lazio.

Durante la mattinata suor Bruna Fregni, consigliera generale delle Figlie di San Paolo, assegnerà il Premio Comunicazione e Cultura Paoline 2024 a padre Paolo Benanti, francescano del Terzo Ordine Regolare, presidente della Commissione sull’intelligenza artificiale per l’informazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che dialogherà con gli studenti dell’ateneo. Le Figlie di San Paolo così motivano l’assegnazione del Premio: «Riconoscendo il suo contributo allo studio dell’etica delle tecnologie emergenti, come l’intelligenza artificiale e la robotica, la sua capacità di affrontare le sfide etiche e morali sollevate dalle nuove tecnologie promuovendo una riflessione critica su come queste tecnologie influenzano la società, la cultura e la moralità umana, Comunicazione e Cultura Paoline ODV ha deciso di assegnare a padre Paolo Benanti il Premio Paoline 2024 in occasione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, attestando il suo prezioso impegno per coniugare fede, etica e tecnologia».

Ancora, domenica 12 maggio, Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, giornalisti e operatori della comunicazione sono invitati a ritrovarsi insieme per la Messa alle ore 10 presso il Centro San Lorenzo (via Pfeiffer 24), che sarà presieduta da don Stefano Cascio. Al termine i partecipanti converranno in piazza San Pietro per la preghiera del Regina Coeli con Papa Francesco.

«Il cuore, quel muscolo involontario che dà ossigeno umano al nostro agire e al nostro essere professionali nell’informazione e nella comunicazione, rimane al centro anche per leggere e interpretare le novità del nostro tempo, compresa l’intelligenza artificiale – dichiara Maurizio Di Schino, presidente Ucsi Lazio –. Sulle opportunità e sui pericoli, il Papa ha avvertito che non si può pretendere la sapienza dalle macchine. Non è umano sostituire la forza lavoro con una macchina chiamata “intelligenza artificiale” che non pensa, non cerca le notizie, non può fare verifiche, non incontra le persone e non coglie le sfumature di sogni, speranze, desideri e affetti delle relazioni, appunto umane».

Fabio Bolzetta, presidente di WeCa, riflette: «Nel 2024 due Messaggi di Papa Francesco – per la LVII Giornata mondiale della Pace e per la LVIII Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali – sono dedicati all’Intelligenza Artificiale. Un insieme di sfide che interpellano non solo i professionisti della comunicazione ma ogni cristiano. Da comunicatori, tuttavia, siamo chiamati a creare ponti di riflessione per un tema da affrontare senza appartenenze o interessi di parte ma nel rispetto e tutela dell’uomo e nel servizio alla comunità».

2 maggio 2024

La Giornata mondiale della fibromialgia, le iniziative in diocesi

In vista della Giornata mondiale della fibromialgia – che ricorre il 12 maggio – domenica mattina una rappresentanza di malati, accompagnati dai referenti dell’Area medica malattie reumatiche, fibromialgia e dolore cronico dell’Ufficio per la pastorale sanitaria del Vicariato, ha partecipato all’Angelus in piazza San Pietro per ricevere il saluto e la vicinanza di Papa Francesco.

Lo stesso Ufficio diocesano ha organizzato per domani, mercoledì mattina, un evento di sensibilizzazione che avrà luogo dalle 9.30 alle 13 nel salone d’onore del Coni, al Foro Italico, e sarà «una speciale occasione per rendere visibile l’invisibile – spiega Edith Aldama, infermiera e responsabile dell’Area medica diocesana dedicata –, perché la fibromialgia non ha ancora il riconoscimento né le tutele sociali che hanno le altre patologie e questo significa che ai malati mancano le convenzioni e le garanzie offerte del Sistema sanitario nazionale, che il Papa nel suo ricovero al Gemelli ha ricordato e auspicato», laddove «ciò che conta è dare dignità alle persone, restituendo uno sguardo di attenzione a tutti i malati», sottolinea. In particolare la referente dell’Area medica nata in seno all’Ufficio diocesano per la pastorale sanitaria mette in luce l’importanza di «mettersi in ascolto di chi soffre come facciamo da un anno con il nostro centro di ascolto, che è l’unico dedicato alle malattie reumatiche a livello nazionale e che fino ad oggi ha fatto sentire l’abbraccio della Chiesa a più di 5mila malati».

Presentando l’evento in calendario per mercoledì mattina, Aldama spiega quindi che «il filo conduttore vuole essere quello della salute in un’ottica di riconoscimento della patologia della fibromialgia e con un approccio anche di prevenzione». Nello specifico, la mattinata di approfondimento sul tema è il risultato di una sinergia tra l’Ufficio per la pastorale della salute e il Comitato nazionale italiano Fair Play, un’associazione benemerita riconosciuta dal Coni e nata nel 1994 «con il desiderio di diffondere i valori legati non solo al rispetto delle regole nel gioco – spiega il presidente Ruggero Alcanterini – ma anche quelli di inclusione e di solidarietà che certamente si vivono dentro la realtà del Coni ma che si proiettano poi al di fuori, nella società civile». Infatti «lo sport è legato non solo ad un’idea di benessere fisico – sono ancora le parole del referente – ma anche alla dimensione della socialità, che dopo due anni di pandemia stiamo riscoprendo essere fondamentale». Ecco allora l’importanza di «un evento come questo, che vede la partecipazione dei vertici del comitato olimpico e paralimpico oltre che dell’ente pubblico “Sport e salute”, e che rappresenta solo una prima forma di collaborazione con l’Ufficio per la pastorale della salute perché ci auguriamo sia la base per una continuità futura», auspica Alcanterini.

Sul fronte sanitario interverrà Maria Antonietta D’Agostino, responsabile dell’Unità operativa complessa di reumatologia del Policlinico Agostino Gemelli, che osserva come «la cura per questi pazienti, che hanno un iter diagnostico molto lungo prima che si pervenga alla loro presa in carico, non deve limitarsi alla cura del dolore ma deve prevedere un approccio diversificato su più fronti perché spesso i pazienti rischiano di chiudersi in loro stessi, cadendo in depressione». Proprio dell’importanza di offrire un supporto psicologico ai malati fibromialgici tratterà lo psichiatra Tonino Cantelmi, presidente dell’Ordine dei medici cattolici. Previsti anche gli interventi di Tiziana Frittelli, direttrice dell’ospedale San Giovanni Addolorata, di Angelo Tanese, direttore generale dell’Asl Roma 1, di Marco Elefanti, direttore generale del Policlinico Agostino Gemelli, e di Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio. Tutti i partecipanti «indosseranno il fiocchetto viola legato alla sensibilizzazione sulla fibromialgia – dice Aldama – e dello stesso colore giovedì, in segno di solidarietà, verranno illuminati l’ospedale San Giovanni Addolorata e il Santa Maria della Pietà».

di Michela Altoviti da Roma Sette

10 maggio 2022

La Giornata mondiale del migrante e del rifugiato

L’ambone ricoperto dalle coperte termiche che si utilizzano per riscaldare quanti sbarcano a terra dopo viaggi di fortuna. E una preghiera scandita per loro, per i migranti e i rifugiati, affinché «possano trovare in mezzo a noi un luogo di umana convivenza e collaborare a costruire insieme la civiltà della pace». Sono i due segni che caratterizzeranno le celebrazioni di domenica prossima, 26 settembre, Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2021.

Come ogni anno, Papa Francesco ha inviato un messaggio per l’occasione, dal titolo “Verso un ‘noi’ sempre più grande”. Una riflessione, quella del Santo Padre, «frutto anche dell’esperienza della pandemia», come sottolineano monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi, e Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana. L’esperienza dell’emergenza sanitaria, spiegano, «ci lascia la consapevolezza che è necessario vivere con e per gli altri, con il desiderio di costruire un mondo sempre più inclusivo».

Gli stessi obiettivi del progetto Apri (Accogliere, proteggere, promuovere e integrare), che sarà al centro di un incontro proprio domenica prossima, promosso da Caritas italiana con la collaborazione del Dicastero per lo sviluppo umano integrale; l’appuntamento è alle 9.30 davanti a Castel Sant’Angelo, da cui partirà la “marcia dell’accoglienza”, che raggiungerà piazza San Pietro in tempo per l’Angelus del Papa. «Apri è una iniziativa nazionale avviata lo scorso anno, in prosecuzione del progetto “Protetto. Rifugiato a casa mia” – spiegano Felicolo e Trincia –, in cui diocesi, parrocchie, famiglie, istituti religiosi, singoli volontari e operatori hanno dato corso a un processo di inclusione sociale e lavorativa dei migranti per rafforzare il loro percorso di autonomia e sensibilizzare le comunità».

Oltre alla preghiera e alla riflessione, «l’invito è anche a contribuire economicamente al sostegno e ai percorsi di integrazione e promozione umana dei migranti», grazie alla colletta dedicata, secondo le indicazioni della Cei. Le offerte possono essere effettuate all’Ufficio Cassa del Vicariato di Roma, sul conto 23.10.29 dell’Ufficio Migrantes, specificando la causale “Giornata mondiale del migrante e del rifugiuato”; verranno poi inviate alla Fondazione Migrantes della Cei. «Anche le comunità cattoliche etniche di Roma – sottolinea monsignor Felicolo – beneficiano del fondo della Cei, costituendo, con le loro iniziative pastorali, caritative e di evangelizzazione, un ponte di conoscenza, di dialogo e di integrazione sociale ed ecclesiale, nel seno della Chiesa di Roma a cui anche esse a pieno titolo appartengono».

Le preghiere per la Giornata mondiale

20 settembre 2021

La Giornata mondiale dei nonni: l’invito dei vescovi Gervasi e Ricciardi

Mancano pochi giorni alla Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, che si festeggerà domenica 25 luglio alle ore 10 con Papa Francesco. I vescovi ausiliari della diocesi di Roma monsignor Dario Gervasi e monsignor Paolo Ricciardi invitano a partecipare. I biglietti per la liturgia, completamente gratuiti, possono essere ritirati al secondo piano del Palazzo Apostolico Lateranense, presso il Centro per la pastorale sanitaria.

«La Giornata è stata voluta dal Santo Padre in prossimità della memoria liturgica dei santi Gioacchino e Anna, i nonni di Gesù – sottolinea il vescovo Ricciardi –. Il Papa tante volte ci ha richiamato all’attenzione agli anziani, soprattutto ha chiesto ai giovani, ai nipoti di essere vicini ai loro nonni così come i nonni sono vicini ai loro nipoti. Questa alleanza tra generazioni è il futuro dell’umanità».

Mentre il vescovo Gervasi definisce la festa di domenica prossima «un’occasione molto bella», «che scalda il cuore».

I video integrali sono disponibili sulla pagina Facebook della diocesi.

20 luglio 2021

La Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani: visitare chi è solo

Il 24 luglio si celebrerà in tutto il mondo la seconda edizione della Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani 2022. Tutte le diocesi, le parrocchie e le comunità ecclesiali sono chiamate a celebrare questa Giornata, il cui tema, indicato da Papa Francesco, è “Nella vecchiaia daranno ancora frutti” (Sal. 92, 15). In questo modo, come suggerisce nel messaggio preparato per l’occasione, il Santo Padre vuole offrire agli anziani un progetto esistenziale: essere “artefici della rivoluzione della tenerezza”.

Domenica 24, alle ore 10, nella basilica di San Pietro il cardinale Angelo De Donatis presiederà la celebrazione eucaristica per mandato del Santo Padre.

Ma tutte le diocesi del mondo sono invitate a celebrare la Giornata con una liturgia dedicata agli anziani. Due sono, infatti, i modi principali per partecipare alla Giornata, suggeriti dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita: celebrando una Messa oppure visitando gli anziani soli. Il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita ha fornito alle diverse diocesi una serie di materiali e suggerimenti pastorali e liturgici, disponibili sul sito web del Dicastero. Tra le raccomandazioni, vale la pena sottolineare quella di visitare o accompagnare gli anziani soli. La Chiesa concede infatti l’indulgenza plenaria per questo atto a coloro che lo compiono nei giorni vicini al 24 luglio. In questo senso, il Santo Padre afferma nel messaggio della Giornata che “visitare gli anziani soli è un’opera di misericordia del nostro tempo”.

In occasione della Giornata mondiale, il cardinale De Donatis ha scritto ai parroci della diocesi e a tutte le persone avanti con gli anni che risiedono nella Città Eterna. «Nel tempo estivo si interrompono tante attività, ma molti anziani non vanno in vacanza. Rimangono in città, nei nostri quartieri e a volte si sentono ancora più abbandonati. Sarebbe bello quindi, in occasione di questa giornata – è l’auspicio del cardinale vicario –, pensare ad un momento semplice e significativo per gli anziani. Diverse parrocchie, l’anno scorso hanno proposto una messa serale all’aperto (il sabato o la domenica), con la benedizione degli anziani e, a seguire, un intrattenimento musicale e la condivisione della cena. Per questa occasione vi esorto a visitare gli anziani in casa o nelle case di riposo. Semplici gesti di attenzione compiuti con amore e carità pastorale daranno coraggio e luce a tante persone sole».

Parlando della Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani 2022, il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, ha osservato che «Con la Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, il Santo Padre ci invita a prendere coscienza della rilevanza degli anziani nella vita delle società e delle nostre comunità e a farlo in maniera non episodica, ma strutturale e la Giornata aiuta a porre le basi di una pastorale ordinaria di questa stagione della vita».

Papa Francesco ha stabilito, nel 2021, che questa Giornata si celebrerà ogni anno la quarta domenica di luglio, intorno alla festa dei santi Gioacchino e Anna, nonni di Gesù. Quest’anno, si celebra il 24 luglio. Lo stesso giorno, il Papa inizia un viaggio apostolico in Canada, durante il quale è prevista una visita al Santuario di Sant’Anna e un incontro con giovani e anziani in una scuola elementare di Iqaluit. La cura degli anziani e il loro dialogo con le nuove generazioni è una preoccupazione costante del Santo Padre, che ha dedicato buona parte delle udienze del mercoledì di quest’anno a una catechesi sulla vecchiaia. Inoltre, l’intenzione di preghiera che Francesco affida a tutta la Chiesa attraverso la Rete mondiale di preghiera del Papa per questo mese di luglio è proprio per gli anziani.

Come avere i biglietti per partecipare

18 luglio 2022

La Giornata mondiale dei nonni e degli anziani: l’invito da Pietro e Antonella

Aspettando la Giornata Mondiale dei Nonni e degli anziani con Papa Francesco, il 25 luglio a San Pietro, ecco l’invito di una coppia dei nonni, Pietro e Antonella. È già possibile ritirare i biglietti gratuiti per partecipare alla Messa con il Santo Padre, al secondo piano del Vicariato, presso il Centro per la Pastorale sanitaria della diocesi.

Pietro e Antonella si conoscono da 51 anni e sono sposati da 43. Hanno cresciuto tre figli e adesso si prendono cura di 4 nipoti: Nicola, Caterina, Elena e Noemi. Domenica prossima anche loro parteciperanno alla Messa per i nonni con Papa Francesco, nella basilica di San Pietro. «Con i nostri nipoti ci divertiamo molto, giochiamo… Con i figli era diverso, ce li siamo goduti fino a un certo punto, presi anche dal lavoro e dalle incombenze quotidiane», racconta Antonella. Le fa eco Pietro: «Quando ho preso in braccio Nicola, il mio primo nipote, per la prima volta, ho provato una grande gioia, ma molta diversa da quella che provai con i miei figli. Ho sentito davvero che dovevo rispondere a una chiamata diversa, quella di essere nonno». La stessa emozione sentita quando hanno ricevuto la notizia che presto sarebbe arrivato un nipotino. «Ricordo che ci eravamo già messi al letto, erano le dieci di sera, quando all’improvviso suona il citofono – rievoca Pietro –. Era nostro figlio con la moglie, così ci siamo rivestiti e li abbiamo fatti salire a casa. Loro ci hanno dato la bella notizia e noi abbiamo aperto una bottiglia di prosecco… ne teniamo sempre una in fresco, perché c’è sempre un motivo per festeggiare».

19 luglio 2021

La Giornata mensile del malato: l’11 maggio il vescovo Ricciardi a San Luca

Roma 11/04/2020Reparto Covid-19 per il Corona Virus.ICC -Istituto Clinico Casalpalocco. Gruppo GvM.Medici e infermieri della terapia intensiva lavorano incessantemente.Vestizione anti Covid.Ph: Cristian Gennari

«La prova della pandemia da coronavirus ci ha richiamati ulteriormente all’importanza di farci prossimi ad ogni uomo segnato dal dolore del corpo e dalla sofferenza dell’anima. In ogni comunità ci sono, tutti i giorni dell’anno, tanti malati che hanno bisogno del nostro sostegno». Lo sa bene il vescovo Paolo Ricciardi, delegato diocesano per la Pastorale sanitaria. In questo periodo segnato dall’emergenza sanitaria globale, il Centro per la pastorale sanitaria della diocesi di Roma moltiplica le iniziative a sostegno dei malati e di chi si occupa di loro, dai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari. In particolare, rilancia la Giornata mensile del malato, che da settembre si celebra l’11 di ogni mese. Non solo. «Da questo mese di maggio – annuncia il presule – almeno duecento persone, tra coppie di sposi, famiglie e singoli, si sono impegnate a dedicare, in un giorno assegnato, un Rosario al mese per i malati di Roma, per i sacerdoti cappellani, per le religiose, per gli operatori sanitari, per i volontari e per quanti a Roma si prendono cura di chi soffre».

Per quanto riguarda la Giornata mensile, è un’iniziativa che dilata le celebrazioni per la Giornata mondiale del malato, introdotta da san Giovanni Paolo II. «Dal 1993 si celebra sempre l’11 febbraio, memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes – ricorda monsignor Ricciardi – diventando un giorno speciale di preghiera e di condivisione, di sensibilizzazione delle comunità sui temi relativi ai malati. Nell’ambito del cammino diocesano, nell’anno in cui siamo chiamati ad “abitare con il cuore la città” e ad ascoltare il grido di tante persone che sono nella sofferenza, il Centro diocesano ha proposto, a settembre 2019, la Giornata mensile del malato da vivere l’11 di ogni mese. È un invito, alle cappellanie ospedaliere, alle comunità parrocchiali e religiose, a dedicare un momento di preghiera e la Messa, generalmente la sera, mettendo l’intenzione per tutti i malati della zona e per chi si prende cura di loro».

L’ospedale San Giovanni Addolorata ha ospitato la Messa nella prima Giornata mensile, l’11 settembre; il vescovo Ricciardi si è recato poi, nei mesi successivi, nelle parrocchie di Sant’Ugo, San Vigilio, Santa Chiara, San Giulio, Santa Bernadette Soubirous, San Martino, Santa Maria Immacolata a Grottarossa. Il prossimo appuntamento, previsto per lunedì 11 maggio, si terrà invece nella comunità di San Luca Evangelista al Prenestino. Alle ore 15.30 Rosario, sul canale YouTube della parrocchia, sarà possibile seguire il Rosario meditato alla piccola grotta di Lourdes nel giardino parrocchiale; al termine è prevista la preghiera a Maria di Papa Francesco e un breve messaggio di monsignor Ricciardi che, alle 18.30, presiederà poi la Messa, sempre trasmessa in streaming via web.

Sul sito del Centro della Pastorale Sanitaria, https://www.diocesidiroma.it/sanitaria/ , si può trovare del materiale per l’animazione della giornata mensile. Se qualcuno vuole aderire all’impegno di recitare un Rosario al mese per chi soffre e ci si offre, può scrivere all’indirizzo segreteria.sanitaria@diocesidiroma.it. «Crediamo che sia ancora più opportuno, in questo momento – dice il vescovo –, rilanciare e diffondere il senso di questa giornata mensile, invitando le nostre comunità a pregare per i malati, a visitare i malati, a conoscere le storie di chi soffre e di chi si offre».

5 maggio 2020

La Giornata in memoria delle vittime di coronavirus

Il 18 marzo 2020 decine di camion militari carichi di bare uscirono da Bergamo. Trasportavano i defunti verso altre regioni, per la cremazione, perché in città c’erano già troppi morti. Una foto scattata da un balcone ritraeva il triste corteo. Fece il giro del mondo e divenne il simbolo della tragedia vissuta dal nostro Paese nella primavera del 2020, durante la pandemia di Covid-19.

Quei defunti non ebbero neanche un funerale, come tutti gli altri deceduti in quel periodo. Per questo la data del 18 marzo è stata scelta dal Parlamento italiano per celebrare la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di Coronavirus, istituita nel 2021. Una ricorrenza civile, ma che viene ricordata anche dalla diocesi di Roma: lunedì 18 marzo infatti, alle ore 18, il cardinale vicario Angelo De Donatis presiederà la celebrazione eucaristica al Nuovo Santuario della Madonna del Divino Amore, a Castel di Leva. Durante la liturgia, si pregherà in modo particolare per quanti hanno perso la vita e per quanti sono guariti; al termine della celebrazione sarà piantato un ulivo a ricordo della Giornata.

«Per noi credenti la memoria coincide sempre con il celebrare l’Eucaristia – osserva il vescovo Benoni Ambarus, delegato diocesano per l’ambito della Diaconia della carità – anche perché tante persone morte in quel periodo non hanno avuto funerali. Quello del 18 marzo sarà un modo, come comunità diocesana, non per celebrare il dolore, ma per superare il dolore». La pianta di ulivo poi vuole essere «un ricordo specifico e concreto», sottolinea ancora il presule; l’albero sarà piantato nel terreno nella zona vicina all’ingresso dell’Ufficio postale, un punto molto frequentato. Accanto alla pianta, inoltre, verrà scoperta una targa in ricordo delle vittime della pandemia di Covid-19.

«Sono invitati in modo particolare a partecipare alla celebrazione di lunedì 18 marzo – prosegue Ambarus – medici, infermieri e operatori sanitari, che sono stati in prima linea nel combattere il coronavirus, ma anche tutti coloro che hanno perso un amico o un familiare a causa del Covid. Sarà un modo per ritrovarci come comunità diocesana».

Locandina Vittime Covid

14 marzo 2024

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