8 Maggio 2026

Le reliquie dei coniugi Martin a San Giovanni in Laterano

Saranno alcune famiglie ad accogliere e accompagnare in processione le reliquie dei coniugi Martin, genitori di santa Teresina di Lisieux, domenica 19 alle 13.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano. Le reliquie saranno collocate in posizione centrale, davanti all’altare papale, pienamente visibili sin dall’ingresso della cattedrale. Si tratta di due reliquiari alti 75cm circa, che saranno posizionati su un appoggio decorato con drappo e composizioni floreali. I reliquiari resteranno esposti alla venerazione dei fedeli fino al 26 giugno; si tratta di una delle iniziative realizzate dalla diocesi di Roma in occasione del X Incontro mondiale delle famiglie, che vedrà arrivare nella Capitale oltre duemila delegati delle Conferenze episcopali di tutto il mondo.

Per tutto il periodo in cui i reliquari saranno nella basilica lateranense, il postulatore padre Antonio Sangalli terrà, a San Giovanni, delle brevi catechesi, ogni giorno alle 16.45, prima delle celebrazioni quotidiane previste alle 17.30. Domenica 19 sarà il vescovo ausiliare monsignor Dario Gervasi a celebrare l’Eucaristia. Martedì 21 si terrà invece la Messa in lingua francese, mentre il 23 giugno ci sarà la Santa Messa Solenne in occasione delle celebrazioni per san Giovanni Battista, e la basilica resterà eccezionalmente aperta fino alle ore 20.30. Domenica 26, infine, al termine della celebrazione, le reliquie saranno riaccompagnate fuori in processione.

«Beatificati da Papa Benedetto XVI nell’ottobre del 2008 e canonizzati da Papa Francesco il 18 ottobre 2015 – ricorda don Dario Criscuoli, direttore del Centro diocesano per la pastorale familiare –, sono la prima coppia di sposi ad essere riconosciuti ufficialmente santi dalla Chiesa. Tale riconoscimento, ottenuto non “malgrado” il matrimonio, ma proprio in virtù di esso, attesta come, per i coniugi Martin, fu proprio il sacramento del matrimonio la via ordinaria per raggiungere la santità».

16 giugno 2022

Le reliquie dei Beltrame Quattrocchi a San Lorenzo al Verano

In occasione del Giubileo delle famiglie, le reliquie dei beati coniugi Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi potranno essere venerate presso la basilica di San Lorenzo fuori le Mura al Verano. Le reliquie arriveranno nella chiesa sabato 31 maggio alle ore 15; per l’occasione padre Massimiliano Noviello, postulatore delle cause dei santi, terrà una meditazione sulla famiglia. Seguirà, alle ore 18.30, la Messa presieduta da monsignor Andrea Manto, vicario episcopale per la Pastorale familiare della diocesi di Roma.

27 maggio 2025

Le proposte estive della Pastorale giovanile

Un campo estivo per gli adolescenti e cinque giornate di esercizi spirituali per giovani e animatori degli adolescenti. Sono le due proposte estive del Servizio diocesano per la pastorale giovanile. «Incontrando i sacerdoti e gli animatori – spiega l’incaricato del Servizio don Antonio Magnotta – mi sono accorto della necessità per alcuni di ricevere un sostegno perché i loro adolescenti possano fare l’esperienza del campo estivo. Tutti sappiamo quanto il campo sia un sostegno prezioso per l’incoraggiamento dei ragazzi a proseguire il cammino di gruppo in parrocchia». Sono previsti due turni, dal 5 al 9 luglio e dal 10 al 14 luglio, a Montefiascone (Viterbo). Iscrizioni entro il 16 giugno.
La proposta degli esercizi spirituali è rivolta invece ai giovani dai 18 anni e «agli animatori a cui si pensa possa far bene un’esperienza più forte e condivisa di preghiera e di verifica». Si terranno a Montefiolo di Casperia (Rieti), presso il Monastero della Risurrezione, dal 27 al 30 luglio.
È possibile iscriversi comunicando la propria adesione sia all’indirizzo di posta elettronica del Servizio diocesano, pastoralegiovanile@vicariatusurbis.org, sia direttamente contattando don Antonio (338.9218121) entro il 21 luglio. Le informazioni più dettagliate, su entrambe le iniziative, sono reperibili sul sito www.pastoralegiovanileroma.it.

Le proposte dell’Ufficio liturgico per la Domenica della Parola

Un rito di intronizzazione della Scrittura all’inizio della liturgia e una differente preghiera per il vespro del sabato sera o per la celebrazione del giorno. Sono le proposte dell’Ufficio liturgico diocesano per la Domenica della Parola, che sarà celebrata il prossimo 26 gennaio. Istituita da Papa Francesco con la lettera apostolica “Aperuit illis”, pubblicata lo scorso 30 settembre, nella quale si legge che «la III Domenica del Tempo ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio».

«Il Papa esorta a mettere al centro della comunità cristiana l’ascolto della Parola che interpella tutti e invita a una relazione di amore con il Dio vivente – sottolinea padre Giuseppe Midili, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano –. L’ascolto orante della Scrittura è ciò che unisce tutti i credenti in Cristo, e questa domenica posta nell’alveo della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ha dunque una chiara valenza ecumenica. Inoltre, come comunità che si situa in ascolto della Parola possiamo condividere con gli ebrei l’invito allo Shemà che ci dispone in una tensione relazionale con il Signore».

Nel cammino pastorale della diocesi, dunque, la data del 26 gennaio «sarà una ulteriore occasione – prosegue padre Midili – per chiedere a Dio di ascoltare il grido di salvezza che dalla nostra città sale a Lui e per farci testimoni con la nostra vita della Parola che abbiamo ascoltato, meditato, interiorizzato e realizzato».

Ecco, allora, le due proposte concrete, da proporre nella Domenica della Parola. Sarà cura del parroco e dei suoi collaboratori, sottolineano dall’Ufficio diocesano, valutare quando vi sia la maggiore partecipazione dei fedeli e in quale forma questo rito possa essere più significativo. Per questo la proposta può essere declinata come vespro del sabato sera (nella possibilità dei Primi Vespri, dell’Eucaristia) oppure come rito introduttivo alla celebrazione eucaristica del giorno.

Per scaricare le due proposte, cliccare qui.

13 gennaio 2020

Le proposte dell’Ufficio liturgico per la Domenica della Parola

Domenica prossima si celebra la Domenica della Parola e l’Ufficio liturgico diocesano, per l’occasione, ha preparato uno schema liturgico. Mentre il giorno prima, sabato 23 gennaio, alle ore 17.30, nella basilica di San Giovanni in Laterano, il vescovo ausiliare Dario Gervasi presiederà la Messa durante la quale istituirà sei nuovi lettori e accoliti. Per l’accolitato, sono Roberto Caciolo, Tonino Costabile, Roberto Giordani, Graziano Miconi e Romolo Ragnoli, mentre Francesco Zappavigna per il lettorato.

«Il Papa ha istituito questa Domenica perché si riscopra il valore della Parola di Dio nel contesto della vita della Chiesa – sottolinea il direttore dell’Ufficio liturgico della diocesi padre Giuseppe Midili –. . In ogni celebrazione liturgica Dio convoca il suo popolo e gli parla, attraverso i testi proclamati. Tutte le parrocchie possono utilizzare lo schema liturgico preparato». Mentre sui nuovi lettori e accoliti, sottolinea che «il loro ministero non è solo fare servizio all’altare o proclamare la Parola durante la Messa, ma continua anche al di fuori dell’edificio chiesa, nella vita quotidiana, come dice sempre Papa Francesco. Si tratta – prosegue – di annunciare con la vita che l’Eucarestia è il centro dell’esperienza di fede dei battezzati».

Lo schema per la Domenica della Parola è disponibile sul sito dell’Ufficio liturgico diocesano. Propone, in particolare, un rito di intronizzazione del libro della Scrittura all’inizio della liturgia festiva. Sarà cura del parroco e dei suoi collaboratori nell’animazione liturgica valutare quando vi sia la maggiore partecipazione dei fedeli e in quale forma questo rito possa essere più significativo. Per questo la proposta può essere declinata come vespro del sabato sera (nella possibilità dei Primi Vespri, dell’Eucaristia) oppure come rito introduttivo alla celebrazione eucaristica del giorno.

19 gennaio 2021

Le proposte del mese dell’Eco Charity Garden

Continuano le proposte dell’Eco Charity Garden, nel mese di febbraio. All’interno di questa “oasi di pace ecologica ai piedi dell’Aventino”, come viene definito lo spazio, sabato primo febbraio alle ore 10 è in programma “Eden della Carità”; domenica 2, in occasione della Giornata nazionale per la vita, alle ore 15 ci sarà “La Via del Respiro degli Alberi”. Sabato 8 febbraio, alle 10, torna “Eden della Carità”; domenica 9, alle 10.30, la Messa nel Creato, in collaborazione con il circolo Laudato si’ di Trastevere. Infine, domenica 23 febbraio alle 15.30 il “Cammino con Adamo”.

L’Eden della Carità si ispira alla Spiritualità Vincenziana e all’enciclica Laudato si’. Attraverso esperienze sensoriali, letture, meditazioni, attività, incontri e silenzio, il partecipante si lascia trasportare dal grido della terra e dal grido dei poveri e dalla bellezza dell’universo, facendosi accarezzare dai raggi del nostro Fratello Sole, dalla freschezza dell’erba e dello sguardo benevolo di Dio Creatore. Il Cammino con Adamo, invece, propone ai visitatori un percorso di scoperta della vocazione di Adamo dal punto di visto biblico; il percorso segue le orme di Adamo quale primo custode del creato a cui è affidato il mandato di curare la terra e fare fruttificare il creato.

«L’esperienza proposta da Eco Charity Garden si inserisce con discrezione ma con convinzione nella prospettiva del Giubileo della speranza – dichiara monsignor Francesco Pesce, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale –. Grazie alle Suore della Carità di Santa Maria Thouret si è creato nella nostra diocesi, all’interno della città, un luogo di preghiera, silenzio e ascolto con lo scopo di favorire la riconciliazione con la nostra madre terra, sulla spinta del magistero di Papa Francesco. È uno spazio aperto per chi lo desidera e rappresenta una opportunità di riflessione sui temi dell’ecologia integrale che possano accompagnare il cammino spirituale della nostre comunità».

Tutti gli eventi dell’Eco Charity Garden, ad eccezione della Messa, richiedono la prenotazione. Per informazioni e prenotazioni: ecocharitygarden@gmail.com; ufficiopastoralesociale@diocesidiroma.it; 0669886287.

31 gennaio 2025

Le parole di ringraziamento del neo vescovo Benoni Ambarus

Ha per titolo “Il mio Te Deum personale” l’indirizzo di saluto di mons. Benoni Ambarus, letto al termine della Messa che ha visto celebrare la sua ordinazione episcopale a San Giovanni in Laterano.

 

2 maggio 2021

Le ordinazioni sacerdotali per la diocesi di Roma

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Undici nuovi sacerdoti per la diocesi di Roma: saranno ordinati da Papa Leone XIV nella Messa di sabato 31 maggio, alle ore 10, nella basilica di San Pietro. La diocesi di Roma pregherà per loro nella veglia per le vocazioni sacerdotali e per la vita consacrata, che si terrà giovedì 29 maggio alle ore 21 nella basilica di San Giovanni in Laterano, durante la quale sono previste le catechesi di padre Maurizio Botta e le testimonianze degli ordinandi.

Di questi, in sette si sono formati presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore. Si tratta di Marco Petrolo, destinato alla parrocchia di Santa Maria Causa Nostrae Laetitiae; Enrico Maria Trusiani, che presterà servizio a Santa Maria Consolatrice; Federico Pelosio, che andrà a Santa Teresa di Calcutta; Giuseppe Terranova, destinato alla comunità dei Santi Fabiano e Venanzio; Francesco Melone, destinato a Santa Silvia; Andrea Alessi, che andrà alla Sacra Famiglia del Divino Amore; Hong Hieu Nguyen, impegnato nella parrocchia di Nostra Signora della Visitazione. Hanno invece studiato presso il Seminario Redemptoris Mater: Gabriele Di Menno Di Bucchianico, che andrà alla Gran Madre di Dio; Cody Gerard Merfalen, a San Raimondo Nonnato; Matteo Renzi, a Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca; Simone Troilo, a San Carlo da Sezze.

Osserva il vescovo Michele Di Tolve, responsabile dell’Ambito per la cura del diaconato, del clero e della vita religiosa: «Ogni vocazione proviene dal dono del Battesimo che questi giovani hanno ricevuto dalle loro famiglie e dalla comunità cristiana che lo ha fatto crescere. Hanno voluto seriamente mettersi in cammino per capire qual è la vocazione particolare che il Signore ha dato a ciascuno di loro. C’è chi ha lasciato una professione, chi ha deciso che la propria vita doveva essere completamente dedicata all’annuncio del Vangelo e all’edificazione del Corpo di Cristo che è la Chiesa. È una grande gioia per tutta la diocesi!».

Alcuni degli ordinandi hanno raccontato le origini della propria vocazione a Roma Sette, il settimanale della diocesi di Roma. La vocazione di Matteo, ad esempio, è «nata e maturata con la Scrittura. A 16 anni durante un ritiro lessi la storia di Geremia – dice –, una notte di due anni dopo il dialogo tra Gesù e Pietro. Parole determinanti per la scelta del Seminario». Francesco, invece, faceva attività in Seminario con il gruppo giovani. Gli venne spiegata la preghiera quotidiana con il Vangelo del giorno. «Facevo tante cose – ricorda –. La novità del silenzio nella preghiera ha aperto un’altra strada. All’inizio pochi minuti, poi è diventata una presenza sempre più profonda». Enrico Maria era amministratore d’azienda, è entrato in seminario a 36 anni per discernere se il desiderio che aveva nel cuore «fosse sincero – afferma –. Agli occhi del mondo ho perso tanto ma, pur avendo tutto, il cuore era inquieto, non amavo come Dio mi aveva pensato. Non tornerei indietro, la bellezza sta nel donarsi». Andrea, ex ufficiale militare, ha maturato la vocazione intorno ai quarant’anni, durante un periodo di volontariato su una spiaggia attrezzata per persone con disabilità, a Focene. «Tra preghiera, servizio e condivisione, ho sentito la chiamata forte e chiara al sacerdozio – dice –, suggellata dal canto “Vieni e seguimi”. Voglio essere un sacerdote strumento nelle mani di Dio, “scomparire in Cristo” come Papa Leone ha detto nella Messa con i cardinali».

27 maggio 2025

Le ordinazioni sacerdotali e diaconali della Fraternità San Carlo

Sabato 26 giugno, nella basilica di San Giovanni in Laterano, alle 16.30, cinque nuovi sacerdoti per la Fraternità San Carlo. Sarà il cardinale vicario Angelo De Donatis a ordinare sacerdoti Tommaso Badiani, 33 anni, di Prato, che dopo l’ordinazione tornerà a Washington DC (Usa) e continuerà i suoi studi presso il Pontifical John Paul II Institute, così come Stefano Zamagli, 33 anni, di Torino; Francesco Babbi, 31 anni, bolognese, vivrà invece nella casa generalizia a Roma, dove lavorerà nell’economato della Fraternità san Carlo. Con loro saranno ordinati anche Stefano Peruzzo, 32 anni, di Padova, che raggiungerà la sua destinazione a Santiago del Cile, e Simone Valentini, 30 anni, originario di Ravenna, che vivrà nella casa di Taipei (Taiwan).

Nella cattedrale di Roma il cardinale De Donatis ordinerà anche tre nuovi diaconi della Fraternità, che andranno in missione in Cile, Italia, Stati Uniti, Taiwan. Si tratta di Dennis Bensiek, Filippo Pellini, Gabriele Saccani.

24 giugno 2021

Le ordinazioni sacerdotali della diocesi di Roma

Foto Gennari

C’è chi arriva dall’estero e chi non si è spostato mai da Roma; chi ha lasciato una carriera avviata e chi aveva le idee chiare fin da bambino. Tutti, però, condividono la gioia e l’emozione per la loro prossima ordinazione sacerdotale. Guglielmo Lapenna, Giorgio Larosa, Jos Emanuel Nleme Sabate, Giovanni Emanuele Nunziante Salazar, Antonino Ordine, Yordan Camilo Ramos Medina, Daniele Riscica e Christian Sguazzino sono i futuri sacerdoti per la diocesi di Roma, che saranno ordinati domenica prossima da Papa Leone XIV, nella basilica di San Pietro, nella celebrazione che avrà inizio alle ore 9.

Per prepararsi all’appuntamento, venerdì 24 aprile, alle ore 19.30, nella basilica di San Giovanni in Laterano, si terrà la veglia di preghiera per le vocazioni, dal tema “La scoperta interiore del dono di Dio”, a cui saranno presenti tutti gli ordinandi. Promossa dal Dicastero per il clero, in collaborazione con la diocesi di Roma, il Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica e l’Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni della Conferenza episcopale italiana, la veglia rappresenta un segno vivo di comunione e di sinergia ecclesiale al servizio delle vocazioni. La celebrazione vedrà la presenza del cardinale Lazzaro You Heung Sik, prefetto del Dicastero per il clero, e del cardinale Baldo Reina, vicario generale del Santo Padre per la diocesi di Roma. La liturgia sarà curata dal Seminario Romano Maggiore e animata dal Coro della Diocesi di Roma diretto dal maestro monsignor Marco Frisina. Durante la veglia, porteranno la propria testimonianza il diacono Danilo Defant, suor Ester Maddalena Iapenna e Christian Sguazzino, che verrà ordinato domenica.

Per lui la chiamata al sacerdozio è arrivata in parrocchia, a San Giovanni della Croce. «Quando ero ragazzino, dopo aver fatto la comunione, andavo a giocare a pallone e poi andavo a Messa tutti i giorni, portandomi dietro sempre qualche amico. A quell’epoca – ricorda Sguazzino – ancora non c’era un’aula liturgica vera e propria, ma le celebrazioni si tenevano in delle tende. Io e i miei amici, naturalmente, facevamo un po’ di confusione. Così una volta il viceparroco ci cacciò via e ci disse che saremmo stati scomunicati!». Sorride, don Cristian, ripensando a quei tempi. «Già allora, nonostante tutto, sentivo il piacere dello stare in chiesa, mi piaceva osservare l’altare e il tabernacolo». Nel suo percorso vocazionale, è stato importante incontrare «tanti preti felici di essere preti – dice –; la loro testimonianza è stata fondamentale».

Don Jos Emanuel Nleme Sabate arriva dal Camerun ed è nato in una famiglia non cattolica. «Mio padre era protestante e a casa pregavamo spesso – racconta –. Quando avevo 11 anni andai a studiare al Seminario Minore della mia diocesi di origine, perché aveva fama di essere un’ottima scuola. Lì ho conosciuto il cattolicesimo. Sono stato battezzato quando avevo 12 anni e già durante quel rito, che non conoscevo, credo sia maturata la mia scelta di diventare sacerdote». Per alcune questioni familiari, per don JOS è arrivata la decisione di incardinarsi nella diocesi di Roma, dove ha fatto anche un’esperienza a Casa Betania. «Qui è nata una sorta di vocazione dentro la vocazione, cioè una grande attenzione alla disabilità – spiega –, tanto che ho scelto di scrivere su questo tema anche nella mia tesi in Filosofia alla Pontificia Università Lateranense. E adesso sto anche studiando la lingua dei segni».

Romano di nascita è invece don Giovanni Emanuele Nunziante, 32 anni, anche se ha trascorso parte dell’infanzia in Inghilterra. «Se devo raccontare come è nato tutto quello che concerne la mia vocazione, il mio primo ricordo è proprio di quando ero bambino – spiega –. Non avevo ancora chiaro cosa volesse dire essere prete, ma avevo un sogno di vicinanza con il Signore e accarezzavo l’idea di fare il frate. Tutto poi è caduto nel dimenticatoio!». La chiamata è tornata, prepotente, nel 2016. «Era la Quarta domenica di Pasqua – racconta – e ascoltando il Vangelo del Buon Pastore è tornato quel desiderio di essere vicino al Signore in un modo particolare… ho capito che il mio desiderio più profondo era quello di offrire la mia vita come Gesù Buon Pastore. Volevo diventare padre generando altri alla vita nuova della fede. Ho chiesto allora al Signore di rinnovarmi questo invito per essere sicuro che non mi stessi immaginando tutto». NUNZIANTE ha cambiato spesso casa e parrocchia, ma ha sempre frequentato l’Ordine di Malta, «prestando servizio ai poveri e agli infermi. La carità è stato il cuore della mia fede». Un impegno cresciuto anche nell’associazione dei Santi Pietro e Paolo in Vaticano.

Don Yordan Camilo Medina, colombiano, il miglior testimone lo ha trovato in famiglia: ha infatti uno zio sacerdote, con il quale ha vissuto fin da quanto era piccolo. «Lo accompagnavo a portare la comunione alle comunità di montagna – ricorda – ed era incredibile la gioia dei fedeli quando ricevevano il corpo di Cristo. Ora anche lui è a Roma e io l’ho seguito qui nel mio cammino di formazione sacerdotale. Mi ha sempre supportato».

Per don Antonino Ordine, 27 anni, di Praia a Mare (Cosenza), la vocazione è nata all’interno del cammino neocatecumenale: «Sono nato e cresciuto in una famiglia molto praticante – spiega – e questo mi ha portato a vedere la bellezza dell’opera che la Chiesa fa quotidianamente. Ho avuto la fortuna di conoscere sacerdoti e famiglie missionarie, in particolare durante una missione in Svezia, che sono state fondamentali per il mio discernimento». Si preparava a diventare medico, don Antonino, ma una domanda risuonava dentro di lui: «Voglio davvero questo? Mi chiedevo. E Dio cosa vuole da me? Adesso conosco la risposta e posso dire che il Signore ha reso la mia vita molto più bella di come l’avevo immaginata. Sia qui nella diocesi di Roma, in tante parrocchie, ma anche durante alcune missioni che ho fatto in America Latina, in Medio Oriente e in India, ho potuto conoscere tante realtà diverse e comprendere che è bellissimo servire la Chiesa. E che davvero c’è molta più gioia nel dare che ne ricevere».

Anche don Daniele Riscica aveva immaginato il suo futuro in modo diverso. Anzi, il suo presente era già avviato brillantemente verso una carriera da musicista. «Vengo da una famiglia cattolica e ho sempre partecipato alle attività della parrocchia, ma ho frequentato il Conservatorio a Frosinone e finito gli studi di pianoforte nel settore della musica classica. Da lì ho proseguito con la carriera concertistica». Considerato dalla critica una «nuova promessa del pianismo internazionale», Riscica si ritrova giovanissimo ad esibirsi in Brasile, in Cina, in Mozambico. «Sono arrivato a 24 anni che nella vita avevo già raggiunto tantissimi obiettivi, eppure non ero soddisfatto – confessa –. Sentivo che Dio mi stava chiamando a qualcos’altro. Così ho provato a entrare in Seminario, quasi per fare una prova… e lì mi sono sentito contento».

Parla di «felicità» e della sua ricerca anche don Giorgio Larosa, trentenne di Setteville di Guidonia. «La mia vocazione è nata frequentando la parrocchia, grazie alla fede che mi hanno trasmesso i miei genitori – dice –; a un certo punto c’è stato come uno scatto. Vedevo che dalle mie risorse, dalle energie e dal tempo che spendevo per me, non ricavavo la stessa felicità che mi dava frequentare la parrocchia. È stato molto forte anche l’esempio di altri cristiani, laici e sacerdoti; nelle loro storie ho visto la potenza del Vangelo».

Ha 35 anni e viene da Pescara don Guglielmo Lapenna, che prima di entrare in Seminario lavorava in una fabbrica di liquori. «Durante la Gmg di Cracovia del 2016 ho deciso di lasciare quello che facevo ed entrare in seminario», racconta. Così si è trasferito a Roma. «Questi anni sono andati bene e il Signore, ogni giorno, ha riconfermato la mia vocazione».

22 aprile 2026

Le ordinazioni diaconali il 19 ottobre a San Giovanni

«Il nuovo anno seminaristico si apre con l’accoglienza dei nuovi seminaristi che quest’anno saranno 70, più una comunità propedeutica con 8 giovani. Partiamo inoltre con le ordinazioni diaconali di coloro che sono arrivati al compimento della formazione per iniziare il ministero diaconale». Lo annuncia il vescovo Michele Di Tolve, rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore e responsabile dell’Ambito per la cura del diaconato, del clero e della vita religiosa: sabato 19 ottobre, infatti, alle ore 10.30, il vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi, presiederà la Messa con l’ordinazione diaconale nella basilica di San Giovanni in Laterano.

Saranno ordinati «12 giovani – prosegue il vescovo Di Tolve – di cui 8 si sono formati al Seminario Romano Maggiore e 4 hanno studiato al Seminario Redemptoris Mater. Insieme hanno scelto una Parola di Dio per guidarli nel ministero: “Abbiamo un tesoro in vasi di creta”». La scritta campeggia anche sulla locandina che annuncia la celebrazione dell’ordinazione, sopra ai volti sorridenti dei futuri sacerdoti. «Mi pare un’immagine che ben racchiude il significato che Dio ha bisogno di noi per continuare l’opera di salvezza del mondo, ma dobbiamo essere coscienti che noi abbiamo bisogno del dono dello Spirito Santo. Siamo convinti che i diaconi potranno essere un grande dono per tutta la diocesi di Roma e inizieranno il loro percorso proprio come diaconi affinché imparino fin da subito che tutta la vita è servizio».

Gli ordinandi sono: Andrea Alessi, Yordan Camilo Ramos Medina, Francesco Melone, Hong Hieu Nguyen, Federico Pelosio, Marco Petrolo, Giuseppe Terranova, Enrico Maria Trusiani, Gabriele Di Menno Di Bucchianico, Cody Gerard Merfalen, Matteo Renzi, Simone Troilo.

Per i giovani in ricerca, inoltre, sempre dal mese di ottobre, inizia un percorso di discernimento promosso dall’Ufficio diocesano per la pastorale vocazionale della diocesi, pensato in particolare per chi ha tra i 18 e i 35 anni. “Signore… dove abiti?” è il tema dell’itinerario che prevede otto appuntamenti tutti al Seminario Romano Maggiore, un sabato al mese. II primo incontro è in programma per il 26 ottobre, mentre l’ultimo sarà il 4 maggio. «Siamo all’inizio di un nuovo anno pastorale – dice monsignor Di Tolve – che per noi come per tutto il mondo coincide con il compimento del lavoro sinodale e con l’inizio del Giubileo. Siamo contenti di poter annunciare, come diocesi di Roma, con il nuovo assetto della pastorale vocazionale affidata ai seminari, la bellezza di un percorso per tutti i giovani, perché possano guardarsi dentro e imparare ad amare alla maniera di Gesù. Ogni vita è una risposta alla chiamata del Signore». Allora l’invito è per tutti coloro che desiderano essere accompagnati nel discernimento della vocazione, «perché ciascuna vita va vista come vocazione, anche quella particolare vocazione che è consacrarsi al popolo di Dio e incontrare Gesù».

28 settembre 2024

Le ordinazioni dei nuovi vescovi ausiliari

Foto di Cristian Gennari

Saranno ordinati mercoledì 29 giugno nella basilica di San Giovanni in Laterano, alle ore 17.30, i tre nuovi vescovi ausiliari per la diocesi di Roma. Si tratta di don Riccardo Lamba, che sarà ausiliare del settore Est e titolare della sede di Medeli; don Baldassare Reina, ausiliare del settore Ovest nonché delegato per i Seminari e le Vocazioni e titolare della sede di Acque di Mauritania; e don Daniele Salera, ausiliare del settore Nord e titolare della sede di Tituli di Proconsolare. Celebrerà il cardinale vicario Angelo De Donatis. Conconsacranti saranno il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino, e il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo emerito di Agrigento. La liturgia verrà trasmessa in diretta televisiva su Telepace (canale 73) e in streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma.

I tre nuovi vescovi sono stati nominati da Papa Francesco il 27 maggio scorso. Don Riccardo Lamba è stato parroco di San Ponziano a partire dal 2018; don Baldassare è originario di Agrigento e prestava servizio presso la Congregazione per il clero; mentre don Daniele Salera era parroco di San Frumenzio ai Prati Fiscali.

10 giugno 2022

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