28 Giugno 2026

La Messa del cardinale De Donatis per la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani

Foto di Cristian Gennari

Gli anziani con il loro bagaglio di saggezza, fede e amore, davanti ad un mondo piegato da tante problematiche, sull’esempio di Abramo «continuano a intercedere e a chiedere a Dio la pace, la salute, la concordia, non per loro stessi ma per i figli e per i nipoti». In tanti sono nati negli anni del secondo conflitto mondiale e «il male che hanno visto da piccoli è stato sufficiente per desiderare solo il bene e la pace. Oggi sono come tanti “Abramo”, amici di Dio e amici nostri. Sanno, per esperienza, che Dio non vuole mai distruggere il mondo ma che l’uomo, purtroppo, è capace di farlo».

È sulla ricchezza spirituale degli anziani che ieri, 24 luglio, si è concentrato il cardinale vicario Angelo De Donatis presiedendo nella basilica di San Pietro la Messa per la seconda Giornata mondiale dei nonni e degli anziani istituita da Papa Francesco. Il primo pensiero del porporato è proprio rivolto a Bergoglio, partito per il suo 37° viaggio apostolico internazionale alla volta del Canada, dal quale ha avuto mandato di celebrare la liturgia. La Giornata ricorre la quarta domenica di luglio, in prossimità della memoria liturgica dei santi Gioacchino e Anna, i “nonni” di Gesù, il 26 luglio. Animata dal coro della diocesi di Roma, la celebrazione ha visto la partecipazione di numerosi anziani che, con il loro «desiderio di bene», ricordano che «lassù palpita un cuore di Padre, di amico».

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25 luglio 2022

La Messa con Palmieri in ricordo di Shabhaz Bhatti

Shabhaz Bhatti

Shabhaz Bhatti fu assassinato dieci anni fa, nel 2011, da un commando armato. In occasione del decennale, venerdì 15 gennaio alle ore 18, nella parrocchia di San Bonaventura da Bagnoregio, a Torre Spaccata, il vicegerente della diocesi, l’arcivescovo Gianpiero Palmieri, presiederà la Messa a cui seguirà la testimonianza di Paul Bhatti, fratello del ministro pakistano per le minoranze. La celebrazione è promossa dal Centro per la cooperazione missionaria tra le Chiese della diocesi, con il gruppo Nuovi martiri, costituito dalle associazioni Archè, Finestra per il Medio Oriente, parrocchia Sant’Innocenzo I Papa e San Guido Vescovo e dalla Comunità Missionaria di Villaregia.

«Il cardinale titolare della nostra chiesa è Joseph Coutss, arcivescovo di Karachi – spiega il parroco di San Bonaventura, don Stefano Cascio – per questo è importante che la celebrazione si tenga qui; è un buon modo per iniziare l’anno. Siamo contenti che possa partecipare anche Paul Bhatti, che è medico e vive a Treviso». Le offerte raccolte durante la celebrazione serviranno per sostenere la scuola di una missione in Pakistan: «Appena il Covid ce lo consentirà – anticipa il parroco – andremo in Pakistan per realizzare una nuova missione lì, ed abbracciare in questo modo la missione universale della Chiesa».

Shahbaz Bhatti fu uomo politico pakistano, fondatore del Fronte cristiano di liberazione, diventato ministro per gli affari delle minoranze (unico cattolico nel governo), promotore del dialogo interreligioso e di una legislazione per vietare discorsi di incitamento all’odio. Fu ucciso il 2 marzo del 2011 a Islamabad in un attentato terroristico. Quella mattina il ministro aveva da poco lasciato la casa della madre per andare al lavoro, quando il veicolo su cui viaggiava, privo di scorta, fu attaccato da un gruppo di uomini armati, che aprì il fuoco ferendo gravemente Bhatti. Morì poco dopo, durante il tragitto che lo portava in ospedale.

11 gennaio 2021

La Messa con le coppie che festeggiano gli anniversari di matrimonio

Nell’Anno Amoris Laetitia dedicato alla famiglia, il Centro diocesano per la pastorale familiare propone una speciale celebrazione in cui verranno ricordati gli anniversari di matrimonio. L’appuntamento è per domenica 9 maggio alle ore 12.30 al Santuario della Madonna del Divino Amore, per la Messa presieduta dal vescovo Dario Gervasi, ausiliare del settore Sud e delegato per la Pastorale familiare nella diocesi. Al termine della celebrazione eucaristica, le coppie di sposi presenti riceveranno una particolare benedizione.

L’invito, spiega il diretto del Centro diocesano don Dario Criscuoli, è rivolto in particolare alle «coppie di sposi che si sono unite in Matrimonio nel corso dell’anno 2020, durante il periodo della pandemia da Covid-19», ma anche alle «coppie di sposi che, nel corso dell’anno 2021, hanno festeggiato (o festeggeranno), il loro decimo, venticinquesimo o cinquantesimo anniversario del loro matrimonio».

7 maggio 2021

La Messa con il vescovo Lamba per la Vergine della Rivelazione

Oggi, venerdì 12 aprile, settantasettesimo anniversario dell’apparizione, al Santuario della Vergine della Rivelazione alle Tre Fontane (via Laurentina 400) si terrà una solenne concelebrazione presieduta dal vescovo Riccardo Lamba, che avrà inizio alle ore 16. Prima della Messa, alle 15 è in programma la recita del Rosario; alle 15.30 la presentazione e racconto dell’apparizione alla presenza di Carlo e Isola Cornacchiola. Durante la giornata si terranno altre celebrazioni eucaristiche, di cui l’ultima alle ore 18.30.

Il 12 aprile 1947 Bruno Cornacchiola(1913-2001), tranviere romano di 34 anni, insieme ai suoi figli, Isola di 10 anni, Carlo di 7 anni e Gianfranco di 4 anni, visitano il luogo delle Tre Fontane, famoso per il martirio di San Paolo e per la cioccolata dei Trappisti. Bruno è vicino al protestantesimo, è diventato nemico della Chiesa Cattolica durante la guerra civile che ha combattuto in Spagna. Ma lì i suoi figli vedono una donna, una Bella Signora davanti a una grotta: è la Vergine Maria, che parla a Bruno. Ha lo sguardo mestamente benigno, i capelli neri ricoperti da un lungo manto verde; la veste candida è cinta ai fianchi da una fascia rosa. Parla a Bruno con voce soave e si presenta: “Sono la Vergine della Rivelazione. Tu mi perseguiti, ora basta. Rientra nell’Ovile Santo (Chiesa Cattolica)…”. Da lì Cornacchiola si converte.

12 aprile 2024

La Messa alla Grotta: «Bernadette ci invita ad aprirci al nuovo»

È iniziata con la Messa alla Grotta la giornata di oggi, martedì 27 agosto, per gli oltre cinquecento partecipanti al pellegrinaggio diocesano a Lourdes. A presiederla il cardinale vicario Angelo De Donatis, che ha esordito sottolineando come il santuario mariano sia per tutti «un luogo familiare», dove c’è «una Madre che, come ogni madre, non ci lascia sulla porta».

«Oggi il Signore vuole dare novità alla tua vita personale, familiare e comunitaria – ha detto ancora il porporato –. Siamo qui, come diocesi di Roma, a chiedere anche la novità per la nostra Chiesa. Quante volte anche le nostre parrocchie si sono arroccate su false sicurezze di benessere pastorale, sul “si è sempre fatto così”. Quante volte ci siamo chiusi per pochi eletti, credendo di avere tutto e evitando di percorrere le strade della vita quotidiana… Bernadette ci invita ad aprirci al nuovo, in questo tempo favorevole, in questo giorno della salvezza, in questa ora della Misericordia».

Nel giorno in cui la liturgia ricorda santa Monica, il cardinale De Donatis ha concluso la sua omelia soffermandosi sulla figura della madre di sant’Agostino: «Lei – ha detto – ha pregato e ha pianto perché il figlio potesse tornare a sentirsi povero, pronto ad accogliere Dio e ad abbandonare le vie del peccato e della menzogna». Quindi l’esortazione finale: «Signore, oggi la Chiesa di Roma qui rappresentata, vuole essere davanti a Maria come una madre che piange, come Monica. Aiuta i nostri figli a tornare poveri, a sentirsi bisognosi di Te. Fa’ che le nostre comunità possano sentire il grido di tanti che attendono amore e giustizia. Fa’ che possiamo abitare con il cuore, lì dove vive ogni uomo che ti attende».

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27 agosto 2019

La Messa al San Giovanni in Laterano per la Giornata mondiale del malato

La prima cura è la vicinanza. Ce lo ricorda Papa Francesco in occasione della Giornata mondiale del malato 2024 – che la Chiesa celebra l’11 febbraio, memoria della Beate Vergine Maria di Lourdes – dal tema «Non è bene che l’uomo sia solo» (Gen 2,18). «Fin dal principio, Dio, che è amore, ha creato l’essere umano per la comunione, inscrivendo nel suo essere la dimensione delle relazioni – scrive il Santo Padre nel messaggio preparato per l’occasione –. Siamo creati per stare insieme, non da soli. E proprio perché questo progetto di comunione è inscritto così a fondo nel cuore umano, l’esperienza dell’abbandono e della solitudine ci spaventa e ci risulta dolorosa e perfino disumana. Lo diventa ancora di più nel tempo della fragilità, dell’incertezza e dell’insicurezza, spesso causate dal sopraggiungere di una qualsiasi malattia seria». Cercano di alleviare la solitudine dei malati coloro che, ogni giorno, prestano servizio in ospedali e case di cura. Si ritroveranno tutti insieme, con familiari, operatori sanitari e soprattutto loro, i malati, nella basilica di San Giovanni in Laterano, domenica prossima alle ore 16, per la Messa presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis. Per l’occasione, nella cattedrale saranno esposte le reliquie di santa Bernadette Soubirous, che in questi giorni sono pellegrine a Roma. Verrà inoltre intonato un canto dedicato dedicato alla Vergine Maria che fa parte del musica “Bernadette de Lourdes”, che verrà presentato martedì 6 febbraio alla Filmoteca Vaticana.

«Chi non sta bene, chi non è produttivo, chi non è in grado di fare e di dare è escluso dalla macchina sociale – osserva in proposito il vescovo Benoni Ambarus, delegato per l’Ambito della diaconia della carità –, per cui il malato si trova proiettato in una nuova condizione carica di disagio e incertezza, in cui premono le domande: “Perché proprio io? Perché proprio a me?”. Questo è, in sostanza, il frutto della cultura dello scarto che tanto spesso è denunciata da Papa Francesco». I malati sono spesso, purtroppo, degli scartati. «Per cercare di uscire da questa cultura dello scarto occorre prima di tutto una conversione del cuore e della mente – prosegue il vescovo Ambarus, che permetta di guardare con occhi nuovi la realtà della malattia e, soprattutto, la persona del malato. Il Papa ci indica la direzione di questo sguardo. Solo se siamo in grado di guardare oltre il semplice dato biologico di una patologia o infermità, possiamo allora scorgere la pressante domanda di senso che abita ogni sofferenza, un appello che chiama in causa tutti – dai medici, agli operatori sanitari, ai familiari e alle stesse comunità cristiane – a farsi prossimi e a condividere almeno un po’ del peso di questa sofferenza».

Come fece il Buon Samaritano, richiamato da Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata mondiale. La cura del malato, è l’appello del vescovo, «deve andare oltre la semplice prestazione tecnica, ma deve rispondere in modo olistico a questo appello a farsi prossimi, ad accompagnare la persona segnata dalla fragilità e dalla sofferenza insieme con la sua famiglia, e questa è una missione vera e propria per la Chiesa, a tutti i suoi livelli e in tutti i suoi carismi: offrire una cura che in realtà è un annuncio di salvezza».

Il vescovo Dario Gervasi, delegato dell’Ambito per la cura delle età e della vita, osserva: «”Non è bene che l’uomo sia solo” è una frase che vale per tutta la vita, per tutti, perché ciascuno deve vivere inserito in una comunione e questo vale ancora di più per gli anziani e per i malati. La nostra mentalità produttiva vede negli anziani e nei malati degli scartati, ma non è così. Hanno invece tanto da dare. Hanno la ricchezza della saggezza e sono spesso quelli che ci ricordano la fede. Domenica vivremo un momento di festa in cattedrale insieme a tante associazioni».

5 febbraio 2024

La Mensa Caritas di Colle Oppio ampliata grazie alla Croce Rossa

Grazie alla collaborazione con la Croce Rossa Italiana, la Mensa “Giovanni Paolo II” a Colle Oppio della Caritas diocesana di Roma potrà contare su spazi supplementari per accogliere le numerose persone in difficoltà.

Per tutta la giornata di mercoledì 1 aprile, i volontari hanno lavorato per allestire un tendone che consentirà agli ospiti di consumare i pasti in sicurezza.

La mensa, che normalmente svolge servizio diurno, per l’emergenza Covid-19 è aperta a pranzo e cena, accogliendo 900 persone al giorno.

2 aprile 2020

La memoria di Salvo d’Acquisto all’auditorium di San Pio X

«Se muoio per altri cento, rinasco altre cento volte: Dio è con me e non ho paura!». Queste le ultime parole di Salvo d’Acquisto, vicebrigadiere dell’Arma dei Carabinieri che il 23 settembre del 1943, presso la Torre di Palidoro (nella foto), offrì la sua vita in cambio di quella di altre ventidue persone vittime di rappresaglia nazista.

Alla figura del venerabile Salvo d’Acquisto sarà dedicato un evento culturale in programma giovedì 26 febbraio, alle ore 16.30, presso l’auditorium della parrocchia di San Pio X, in piazza della Balduina 67. L’incontro si aprirà con l’esecuzione del silenzio d’ordinanza in memoria dei carabinieri vittime del dovere, seguito dai saluti del parroco monsignor Andrea Celli.

La lectio magistralis sarà curata da Pierluigi Guiducci, storico specializzato in Storia della Chiesa e professore presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, tramite una presentazione di slide sul tema “Salvo d’Acquisto. Una morte per la vita”, ispirata al libro dello stesso Guiducci, intitolato “Salvo D’Acquisto. Una morte per la vita. Il contesto storico. Il sacrificio. La memoria”. Una copia dell’opera verrà donata a tutti i partecipanti. Dopo la consegna del premio “Estote parati” a persone impegnate da anni della Chiesa, sarà di nuovo monsignor Celli a concludere l’evento.

Il valore della memoria di Salvo d’Acquisto, fulgido esempio di responsabilità, sacrificio e amore cristiano per il prossimo, sarà sottolineato dalla presenza di un nutrito comitato d’onore composto da personalità del mondo ecclesiale, accademico e istituzionale, nonché da rappresentanti di associazioni culturali e di comunità territoriali.

Per tutte le informazioni, contattare Giulia Ciapparoni all’e-mail auditoriumspx@gmail.com.

18 febbraio 2026

La meditazione d’Avvento del cardinale De Donatis

«Il Signore non viene con il clamore dell’eccezionalità, ma come rugiada che vivifica il nostro quotidiano». Il cardinale vicario Angelo De Donatis ha iniziato così, nella mattinata del 10 dicembre, la meditazione d’Avvento alla presenza dei direttori d’ufficio e dei dipendenti del Vicariato riuniti nella Sala della Conciliazione. Una meditazione che parte dalla volontà di «fare memoria degli ultimi cinquant’anni della Diocesi», volgendo lo sguardo indietro, per «essere capaci di dire: “in quel giorno, in quella situazione, c’era il Signore e ci sosteneva”».

Nel corso dell’incontro, sono stati chiamati a dare la propria testimonianza suor Lorenzina Colosi (leggi il suo intervento), a lungo direttrice dell’Ufficio catechistico del Vicariato; monsignor Luca Brandolini (leggi l’intervento), vescovo ausiliare dal 1987 al 1993, che ha ripercorso il rinnovamento liturgico postconciliare della Chiesa di Roma, e il figlio del dottor Franco Placidi (rimasto a casa perché malato), collaboratore di don Luigi Di Liegro ai tempi del Convegno diocesano sui “mali di Roma” del 1975 (leggi l’intervento). Tre ambiti pastorali, catechesi, liturgia e carità, attraverso i quali la Diocesi ha deciso di compiere un «esercizio spirituale di memoria», ha sottolineato il cardinale vicario.

La Chiesa di Roma «possa continuare in questo suo cammino – la conclusione della meditazione – cogliendo quella che è la ricchezza di un passato fatto anche di passaggi non sempre facili, faticosi, ma che abbiamo ricevuto in dono e che vogliamo portare avanti con un certo impegno e una certa generosità». Ricordare significa «dire agli altri “guardate che il Signore ha cambiato la nostra vita”. Noi siamo persone in comunione – ha detto ai dipendenti del Vicariato – che annunciano una trasformazione della propria vita, perché il Signore ci ha cambiato il cuore e ci ha messi nella dimensione della carità».

Leggi l’intervento completo del vicario

 

10 dicembre 2018

La Madonna di Fatima alla Sacra Famiglia a Villa Troili

Accoglie la Madonna pellegrina di Fatima la parrocchia della Sacra Famiglia a Villa Troili (al civico 48 della strada omonima): dal 4 all’11 maggio, infatti, l’immagine mariana, proveniente dal Santuario portoghese, visiterà la comunità in occasione del 25° anniversario dell’arrivo in parrocchia della comunità religiosa dei Servi del Cuore Immacolato di Maria.

Diversi gli appuntamenti in programma. L’arrivo dell’elicottero con la Madonna di Fatima è previsto domenica 4 maggio, alle ore 18; ad accoglierla sarà il vicegerente della diocesi, il vescovo Renato Tarantelli Baccari, che presiederà poi la Santa Messa alle ore 19.

Ogni giorno, la mattina, ci sarà una Santa Messa alle ore 7.30 e la recita del Santo Rosario alle ore 12. Nel pomeriggio, i primi tre giorni vedranno la presenza di padre Ennio Castellano, primo parroco, che oltre alla Santa Messa delle ore 19, animerà anche i tre momenti di preghiera serali, alle ore 21, dedicati agli operatori pastorali, alle famiglie e ai fidanzati, alle anime consacrate. La sera di giovedì 8 maggio, padre Francesco Bamonte, vicepresidente della AIE, terrà una catechesi mariana sul “Rosario, flagello dei demoni”. Venerdì la giornata dedicata alla Divina Misericordia: presiederà don Paolo Martinelli – rettore della chiesa di Santo Spirito in Sassia – coadiuvato dalla Comunità Casa di Maria, con la presenza della reliquia di santa Faustina Kowalska. Sabato la giornata sarà dedicata particolarmente alla preghiera per la Chiesa Universale. Domenica, invece, in mattinata, le mamme, nel giorno della loro festa, si affideranno alla “Mamma del Cielo”, mentre nel pomeriggio ci sarà la consacrazione della Parrocchia al Cuore Immacolato di Maria e la partenza della statua. Le celebrazioni delle Sante Messe delle ore 19, per tutto il mese di maggio, saranno trasmesse in diretta su Tv2000.

Ricordiamo che da maggio ad ottobre, presso il parco del Seminario dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, ogni giorno 13 del mese, alle ore 21, si svolge la processione mariana aux flambeaux con la Madonna di Fatima, con la recita del rosario meditato e la celebrazione eucaristica.

30 aprile 2025

La Madonna di Fatima alla parrocchia di San Benedetto

Resterà aperta fino alle 23 la chiesa parrocchiale di San Benedetto, in via del Gazometro, per la preghiera attorno alla statua pellegrina della Madonna di Fatima, benedetta da san Giovanni Paolo II, e per assistere e partecipare, alle 22, al Canto della buonanotte a Maria. Questa la novità più di rilievo nell’ambito della missione mariana animata dagli Araldi del Vangelo, che si terrà da oggi fino al 10 maggio e che si inserisce nelle celebrazioni per i cento anni dall’erezione della parrocchia.

L’arrivo della statua è previsto oggi, 7 maggio, alle 17.30. Dopo l’accoglienza, alle 18 avranno luogo il rito di incoronazione e la Santa Messa, presieduta dal vescovo Renato Tarantelli Baccari, vicegerente della diocesi di Roma. Seguiranno l’adorazione eucaristica fino alle 20.15 e il rosario meditato dagli Araldi a partire dalle 21.

Venerdì 8 maggio, alle 7.15 e alle 7.30 si terranno rispettivamente le lodi mattutine e la Santa Messa e rosario. La mattinata continuerà con la visita della statua ai Vigili del fuoco e ai malati. Dopo l’ora media e la supplica alla Madonna di Pompei alle 12, proseguiranno le visite anche nel pomeriggio: alle 15 quelle personali, con possibilità di confessarsi, alle 17 al Centro anziani Ostiense. Alle 18 rosario meditato e alle 18.30 celebrazione eucaristica, seguita dalla visione di un video sul messaggio di Fatima e la missione degli Araldi del Vangelo. L’adorazione eucaristica guidata è prevista per le 21.

Le lodi mattutine, alle 7.15, e la Santa Messa, alle 7.30, si terranno anche il 9 maggio. La giornata del sabato vedrà il suo culmine alle 21 con la fiaccolata e solenne processione con la statua della Madonna, ma la giornata sarà comunque densa di appuntamenti: la mattina con le visite ai malati, l’adorazione eucaristica libera e, alle 12, l’ora media e la benedizione eucaristica; il pomeriggio con le visite personali e le confessioni, alle 17 la catechesi mariana, e alle 18 il rosario meditato, seguito alle 18.30 dalla Santa Messa.

La Madonna di Fatima lascerà la parrocchia domenica 10 maggio, giorno della festa laica della mamma. Dopo le lodi mattutine, alle 8, e la celebrazione eucaristica, alle 8.30, la prima benedizione delle mamme si terrà durante la Santa Messa delle 10. Poi, dopo l’incontro con i ragazzi del catechismo e le loro famiglie, di nuovo Messa alle 11.30. A chiudere la giornata, dopo le visite personali e il rosario delle 17.30, la celebrazione eucaristica delle 18.30, presieduta dal vescovo Andrea Carlevale, ausiliare per il settore Sud, con di nuovo la benedizione delle mamme e la consacrazione della comunità a Gesù per le mani di Maria.

Solo al termine del ricchissimo programma di riti e appuntamenti, opportunità per pregare anche per la pace in questo periodo storico complesso, la comunità della parrocchia di San Benedetto si congederà dalla statua della Madonna in partenza.

7 maggio 2026

La Madonna di Fatima a San Lorenzo in Lucina

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Dal 25 maggio 2024 al primo giugno 2024 sosterà nella parrocchia di San Lorenzo in Lucina la statua della Madonna di Fatima nel suo pellegrinaggio mariano a Roma. Per un’intera settimana la parrocchia sarà dunque la casa di Maria. Sarà una settimana speciale di preghiera, in cui si chiederà in particolare la pace, in Europa, in Terra Santa, nel mondo intero.

«La Madonna ci aiuterà nell’assunzione consapevole e attenta di responsabilità per proiettarci direttamente nell’Anno Santo 2025 – dice il parroco monsignor Daniele Micheletti –, tempo propizio per rispondere al meglio al mistero della nostra dignità di credenti, di cristiani consapevoli e responsabili di un mondo che cambia».

Varie sono le celebrazioni previste, fra cui la Veglia di Maria in danza a cura della Compagnia “Holy Dance” di suor Maria Nobili (sabato 25 alle ore 19.30); la Meditazione mariana in musica e canti a cura della Cappella Musicale della basilica diretta dal maestro Loda (martedì 28 alle ore 19.30); la liturgia penitenziale con confessioni individuali (mercoledì 29 alle ore 18.30); la Messa per la Pace e l’adorazione eucaristica notturna (giovedì 30 alle ore 18.30 fino a mezzanotte); il Rosario per le vie del quartiere con la Banda della Città di Frascati (venerdì 31 maggio dalle ore 19.30).

16 maggio 2024

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